destra o sinistra? È IL MOMENTO DI DECIDERE: SERRAVALLE AL BIVIO AI TEMPI DEL COVID-19

«... la discarica potrebbe ammazzare anche tutto e tutti, a Casalvalle: se richiamati all’ordine, i compagni comunisti risponderebbero “èccomi” come i volontari di fascistica memoria, i kamikaze di Hiro Hito, i gesuiti che, con la compagnia di Gesù, avevano il compito di difendere la religione fino fino al punto di ammazzare il 70% degli abitanti d’America»
Non hanno mai smesso di prepararsi al rientro, ma ora si stanno felinamente movendo ancor di più. Sono i capi di due Pd destinati a scontrarsi: Mochi vs Corsini. Chi sarà il prescelto dal fato se il centrodestra non dovesse reggere?

 STO TRANQUILLO SUL CUSCINO

MA TI SEGUO, TOPOLINO!


Roberto Gualtieri: «Or mettetelo alla sbarra | quest’omìn con la chitarra | che vi vuole fare fèss | va a Bruxelles e firma il MES!». Anche lui sa solo una canzone: Bella ciao!

 

NON SI TRATTA di un errore di valutazione se parlo di «bivio» per Serravalle. Non lo è affatto e, se permettete, non ho imparato a valutare la storia coi racconti filtrati alle Case del Popolo come i compagni comunisti: me la sono studiata per mio conto – e spesso in lingua originale – dalla Grecia antica in su, fino ai nostri giorni.

Non mi interessa che la storia me la spieghino Gualtieri, Franceschini o tutta la massa delle donnàccole sgallinanti con la loro faccina a “ovo di Pasqua” truccato con fiori di zucchero e fiele.

La Pasqua passa, la storia resta. Mussolini commise un errore fatale a mettersi nelle mani dello Zio Hitle (come scrive Il Vernacoliere), ma di meno non fanno i comunisti filoeuropeisti di oggi che ci hanno messo al caldo tra le puppe prorompenti dell’Angela Merkel, o fra quelle più stitiche dell’Ursula von der Leyen (che tedesca è e resta comunque), quando non addirittura nel becco della Christine Lagarde, un pochino diversa, mi pare, da una Brigitte Bardot.

Christine Lagarde

Oggi – non ieri né domani –, stasera (si dice) il Comune di Serravalle è al bivio: o regge Lunardi (e può avere tutte le carte per poterlo fare, ammesso che…) o un signor Gattone, non più di primo pelo (ma di secondo, terzo, quarto e anche quinto), con baffi simili a canne da pesca e con gli ugnelli che s’è sin qui arrotato a dovere a un tronco di castagno che gli ha fatto da tira-graffi, potrà pensare, senza tanti discorsi, di rimettere la zampa al solito posto.

Renzó Le Mokó, alias il sindaco più scionno di Serravalle, l’uomo che sa parlare alle macchine rotte e le rimette in moto, è in posizione in fondo alla pista e aspetta, come l’Air Force One di Trump, ma in formato più modestamente campagnolo, di ricevere l’ok per il decollo dalla torre di… Castruccio.

Peccato che esistano i giornalisti! Quelli veri davvero, non quelli che sono nati «intogliattiti» e con la schiena gobba da anni di leccamenti di culo al partito comunista, poi alle cose, alle querce, alla Querci, e a tutti quelli che hanno contribuito, nel tempo, a regalare a Casalvalle una bella discarica nella quale andare a far merenda. Un invaso dal culo rotto che scola sudiciumi nel sottosuolo e fa volare pesti mefitiche in aria

Il tira-graffi di Renzo, un tronco di castagno di Castellina, è piuttosto consumato…

Il problema è che il cervello dei comunisti è tale che, presi uno ad uno, hanno anche qualche lampo di luce; ma messi insieme, concentrati a meno di un metro e 80 come Rossi e Conte vogliono, entrano in cortocircuito e, vittime del pensiero unico, aprono la bocca come delle sardine all’aria affinché, come il prete dà l’ostia, il capopopolo (si direbbe, più tecnicamente, il demagogo) versi loro direttamente sulla lingua il sacro piscio della verità, simile, appunto, agli sgoccioli pestilenti della discarica.

Detto in modo diverso, la discarica potrebbe ammazzare anche tutto e tutti, a Casalvalle: se richiamati all’ordine, i compagni comunisti risponderebbero “èccomi” come i volontari di fascistica memoria, i kamikaze di Hiro Hito, i gesuiti che, con la compagnia di Gesù, avevano il compito di difendere la religione fino fino al punto di ammazzare il 70% degli abitanti d’America.

Gli ugnelli di Renzó Le Mokó ora sono bene aguzzi e taglienti come una lama da barba. E il tempo, che ha giocato e gioca dalla sua, lo rinforza (dal suo castello di Castellina e dal garage di via Gora) perché sa attendere: è furbo, fa finta di dormire e non risponde nemmeno alle provocazioni di Pratesi o di Leardo Corsini. Il Pd di Casalvalle è un partito doppio: Casalgrillo e Masottalle.

Bello sarebbe il mondo in cui non ci fossero giornalisti a rompere i coglioni. E la Toscana ha lavorato benissimo, perché tutti, più o meno, gli organi di stampa si sono tinti di rosso, di rosa o di indifferenza (il colore non-colore che si adatta a tutto lo spettro dell’arcobaleno).

Peccato che, ogni tanto, dall’infornata del pane esca anche un pezzo troppo cotto o bruciato. Allora sono dolori che danno noia perfino a VladiVirus Bechelli, l’uomo che s’illude di dare noia al mondo intero. Qualche bozza pratese venuta male c’è sempre. Come chi scrive, che qui dice a tutti: casalvallini, volete Gesù o Barabba? Le Mokó o Piero?

Ercole al bivio: virtù o piacere? [Giovanni De Min]. Ora tocca a Serravalle…
Ma se Piero vuole far respirare ancora un po’ d’aria libera a Casalvalle, dopo 75 anni di gas nervin-comunista e/o casseriale, deve levarsi un po’ di forfora che gli è caduta sulle spalline della giacca blu.

Ha bisogno di una giunta più pulita e più scattante ed efficiente; senza bischeri che facciano bischerate o non facciano nulla o poco. Deve ripulire – in metafora – il carburatore e il filtro dell’aria; che, certo, non vorrà mettere in mano (pardon: nella zampa sorniona) di Renzó Le Mokó. A sua scelta, direi, e senza stare a sentire partiti che rivendicano potere e seggiole frignando.

La politica è dura e ingrata perché dura e ingrata è la vita. E duri e ingrati sono anche i giornalisti. Quelli veri. Gli altri fanno alla svelta: legano il ciuco dove dice il padrone e perpetuano il sistema marcio di questa repubblichetta spregiata e spregevole che non ha né governo né istituzioni né giustizia, ma solo trappole e furberie.

Auguri, Serravalle! Auguri per stasera perché ne hai proprio bisogno…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di cronaca, critica, satira

Maremma! È più faticoso stare dietro ai casini di Serravalle che srotolare una bobina di filo di rame di quelle della Breda, magari con l’aiuto dell’ingegner Giannone. O anche finire una scatola da 1000 confezioni di Ciucciotti Haribo di VladiVirus…


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