DETTO TRA NOI

Questo intervento è pubblicato in calce all’articolo Talento e coraggio, la sfida per le nuove generazioni

Lupi sotto pellicce di agnello
Lupi sotto pellicce di agnello

PROVO quasi sempre un senso di profondo disagio e disgusto dinanzi a questi “signori degli anelli” che arrivano, aprono la valigia, mostrano la loro merce, vendono i braccialettini di perline colorate agli indigeni americani precolombiani, e poi se ne vanno a casina loro – ma solo dopo aver rigorosamente riscosso.

Parlano di coraggio, di intraprendenza e di chissà che. Loro – e nemmeno i loro figli – ne hanno bisogno. Non ne hanno mai avuto bisogno: hanno sempre fatto strada e carriera perché c’è stato anche – spesso e volentieri – chi, quella strada e quella carriera, gliele ha spianate, spazzate e aperte dinanzi ai loro piedini delicatamente angelici e bianchi, e non certo segati dalle setole dolorose del contadino in zoccoli.

Ricordatevi la signora Elsa Fornero, la decapitatrice degli esodati; e quella brava persona di Monti, che tutti i sinistresi del Pd applaudirono, ma che si fece prima nominare Senatore a vita da un ex-stalinista amante dei carri armati sovietici a Budapest; il quale, quando era europarlamentare, per andare a Bruxelles spendeva 70 € di low cost e chiedeva un rimborso per 800 € di quelli buoni (vedi).

Guardate criticamente queste verità, prima di svenire dinanzi ai sorrisetti ammiccanti di chi cola di grasso da ogni poro e vi fa l’occhiolino fingendo di guidarvi e tenendovi amorevolmente per la vostra incerta manina infantile. Il buon Luciano Michelozzi, anarchico, aveva ragione: «Ci pigliano tutti peR il culo, Bianchini!» – con la R mouillet francese, sua precisa caRatteRistica…

Anche questi angeli del cielo – Monti, la Fornero – erano venuti a predicare la bellezza del lavoro precario (il posto fisso fa schifo, viene a noia – dissero) per voi e per i vostri figli; ed erano venuti a esaltare la grandezza dell’intraprendenza e la santità del triplo salto mortale senza rete. E quando qualcuno fece loro notare che i loro figli erano a posto fisso e a contratti di grasso che cola, risposero incazzati che i loro figli erano intangibili in quanto eccellenze conclamate e riconosciute da tutti. E ci credo, perché erano figli loro, cioè del sistema di far quattrini!

Ho paura e disgusto – ripeto – dinanzi a questi falsi profeti. So che se quel discorso, del coraggio & compagnia, lo avesse fatto Cristo, mi sarei trovato dinanzi a un povero pezzente che non aveva nemmeno una casa, e che doveva andare a mangiare un pezzo di pane e qualche pesce secco, puzzolente di lago, da chi ne aveva da dargliene.

Queste adorate «icone di massa», invece; questi sceicchi che amano il popolo, ma vivono in Kuwait e non nella tenda del deserto, e che danno buoni consigli, hanno palazzi e dimore ricche e sontuose; pranzano a cammellini arrosto e datteri, dormono su comodi divani e sofà.

Perciò, meno si stanno a sentire – credo – e meglio è. Ed è meglio perché, tutti questi ambaradan d’apparato oggi piacciono proprio a quelle pseudo sinistre che, dopo aver ribaltato la difettosa Prima Repubblica, si son fatte i quattrini con la sgloriata Seconda, figlia di Di Pietro, di D’Alema, di Prodi e, bla bla bla, fino della Moretti o della santa subito (e saputella) Serracchiani.

«Ci pigliano tutti peR il culo!».

State attenti a questo tipo di Ebola. Ce l’avete trai piedi.

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