dialoghi sull’uomo 2018. ULTIMO INCONTRO PER LE SCUOLE

Martedì 13 marzo 2018, ore 11, Teatro Manzoni di Pistoia
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PISTOIA. I Dialoghi sull’uomo tornano a incontrare gli studenti per l’ultimo appuntamento del percorso di avvicinamento al tema della IX edizione del festival “Rompere le regole: creatività e cambiamento”. Martedì 13 marzo, alle ore 11, al Teatro Manzoni di Pistoia, lo scrittore Emiliano Poddi, nell’incontro “Altre regole, nero su bianco, vigono qui” (a cura della Scuola Holden), parlerà della scrittura creativa: dalle regole nei testi di finzione al ruolo dello scrittore, soffermandosi sul concetto di “classico”.

Come mai, nei racconti e nei romanzi, certe frasi sembrano funzionare al contrario?

Per esempio l’incipit del racconto di Raymond Carver Vicini è: «Bill e Arlene Miller erano una coppia felice», ma il lettore è portato a credere che non sia realmente così. Allo stesso modo, quando Ian McEwan in Bambini nel tempo scrive «era una bella giornata», il lettore sospetta che stia invece per accadere qualcosa di terribile (e poche righe dopo infatti un enorme camion rosa si ribalterà provocando un disastro).

Nelle storie – a differenza di ciò che accade nella vita di tutti i giorni – è diverso perché “Altre leggi, nero su bianco, vigono qui”, come scrive la poetessa Wislawa Szymborska. Nella realtà quotidiana una pallottola viaggia a una velocità di trecento metri al secondo, invece la poetessa polacca nei suoi versi afferma che «un batter d’occhio durerà quanto dico io, si lascerà dividere in piccole eternità piene di pallottole fermate in volo».

Quando uno scrittore scrive dà vita a una realtà della quale egli stesso stabilisce, di volta in volta, le regole. Come? Nero su bianco. Mettendo in fila le parole. «C’è dunque un mondo di cui reggo le sorti indipendenti? – si chiede Szymborska. Un tempo che lego con catene di segni? Un esistere a mio comando incessante?» La risposta è sì, ed è proprio in questo che consiste, sempre secondo la poetessa, la gioia di scrivere.

Poddi nella sua lezione si soffermerà su questa particolare gioia, ossia sul brivido di creare un mondo, di decidere come funziona e di scriverne le regole.

«Lo scrittore non ha alcun bisogno di rompere le regole, perché le regole se le deve inventare lui, ogni volta che inizia una storia nuova» spiega Emiliano Poddi. «Parlerò anche del concetto di “classico”, la cui definizione più bella, a mio avviso è stata involontariamente data dal direttore del Guggenheim di Bilbao quando definì questo museo un’astronave sbarcata sulla Terra, ma cento anni fa. Ecco, per me un classico – aggiunge – è esattamente questo, un’astronave, qualcosa di talmente nuovo da sembrare non di questo mondo, ma che diventa familiare non appena fa la sua comparsa sulla Terra. In altre parole, un classico inventa regole così rivoluzionarie da farlo apparire al contempo alieno e necessario. “Se da un momento all’altro sparisse il Guggenheim”, dice sempre il direttore, “nessuno più capirebbe Bilbao”».

La conferenza di Poddi, che segue quelle dell’antropologo Adriano Favole e dello psicologo Paolo Legrenzi, conclude il ciclo dedicato alle scuole secondarie in preparazione al festival di antropologia del contemporaneo, ideato e diretto da Giulia Cogoli e promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Emiliano Poddi nasce a Brindisi nel 1975. Dopo la laurea in Lettere classiche, si trasferisce a Torino per frequentare la Scuola Holden, dove attualmente insegna. Dal 2004 al 2008 si occupa di radio come autore e regista (Radio2 Rai e Radio Svizzera Italiana). Sempre dal 2004 collabora con la compagnia di musica e teatro “Accademia dei Folli” di Torino.

Ha scritto con l’ex arbitro di calcio Roberto Rosetti la sua autobiografia: Nessuno parla dell’arbitro. Da Mirafiori alla Piazza Rossa (2012, ADD Editore).

È autore di tre romanzi: Tre volte invano (2017, selezione Premio Strega, Instar libri), Alborán (2010, Instar libri) e Le vittorie imperfette (2016, Feltrinelli).

Dal 2016 collabora con il quotidiano La Repubblica.

Tutti gli incontri, dedicati agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, sono visibili in diretta streaming sul sito www.dialoghisulluomo.it e sulla pagina facebook del festival.

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