diciamola tutta. IL COMPLETAMENTO DELL’AREA EX PALLAVICINI

Comitati del Coodinamento. Mappa
Comitati del Coodinamento. Mappa

PISTOIA. In relazione ad una serie di posizioni ed affermazioni, effettuate nei giorni scorsi sulla variante relativa all’Area ex Pallavicini, il coordinamento ritiene necessario fare chiarezza su quanto emerge dai documenti contenuti nella proposta di delibera che lunedì 23 gennaio verrà discussa in Consiglio Comunale con richiesta anche di “immediata eseguibilità” di adozione.

I componenti del Comitato e i residenti dell’area non sono stati coinvolti dall’amministrazione in nessun percorso di partecipazione. L’unico incontro è avvenuto su esplicita richiesta del Comitato Area ex Pallavicini, che ha incontrato il dirigente dell’urbanistica.

Durante tale incontro il Comitato ha espresso preoccupazione per le scelte di questa amministrazione e totale contrarietà al progetto proposto. I quattro esponenti del comitato hanno partecipato all’incontro per conoscere i dettagli della variante, riferirne al direttivo ed esprimersi con un comunicato, come è avvenuto.

La partecipazione sulle problematiche del nostro territorio non può essere gestita in forma di mera comunicazione delle scelte fatte, deve lasciare spazio ai contributi dei cittadini che chiedono risposte per migliorare la vivibilità della nostra città.

La Partecipazione è un concetto centrale nel programma di mandato dell’attuale amministrazione che parla di Pistoia citta di tutti. Come può essere di tutti una città dove le decisioni vengono prese senza il coinvolgimento di chi è destinatario di quelle decisioni?

La partecipazione non è uno slogan, ma una pratica che riguarda tutte le fasi del processo decisionale e produce decisioni che partono dal basso e portano a progetti condivisi tra cittadini e amministrazione. Niente di tutto ciò e accaduto per questa variante.

Questa variante viene illustrata come “virtuosa” in quanto avrebbe ridotto la superficie edificabile prevista dai piani per l’area ex Pallavicini da 22.000 a 5.000 mq. Si è omesso accuratamente di riferire che quelle superfici erano assentite da un piano generale che ha perso la propria validità nel 2014, e che negli anni intercorsi tra l’approvazione di quel piano (circa 10) e la sua scadenza i privati non hanno manifestato interesse per il completamento dei progetti contenuti in tale piano.

Si è parlato di una scelta dell’amministrazione nel ridimensionare, ma il ridimensionamento lo ha fatto il mercato, così come sembra essere il mercato a definire le destinazioni urbanistiche prescelte (3200 mq di edifici commerciali per superfice di vendita) e non i cittadini, i cui interessi l’amministrazione dovrebbe tutelare, che soffrono e denunciano carenza di servizi e non di spazi commerciali.

Infatti in presenza di immobili commerciali finiti e vuoti si continua ad insistere su una scelta di presidi commerciali trascurando, ancora una volta, i siti per i servizi pubblici (palestre, piscine, ecc.) e privati (banca, poste ecc.).

Siamo fermamente convinti della scelta di pista ciclabile, che abbia un collegamento funzionale con la città, con i suoi centri di vita; ma collegare l’area al quartiere delle Fornaci, per avere due quartieri scollegati dal resto della città, contribuisce a disincentivare l’uso della bicicletta come alternativa all’auto privata con un sottoutilizzo diffuso e percepibile delle piste cittadine.

La città ha bisogno di confrontarsi sulle varie problematiche del territorio con chi queste problematiche le vive e le rappresenta.

Città Insieme

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