diocesi. IL CAMMINO PASTORALE IN UN TRIENNIO DI NOVITÀ

Il Vescovo Tardelli e Michael Cantarella
Il Vescovo Tardelli e Michael Cantarella

PISTOIA. [e.b.] La chiesa pistoiese si sta rinnovando. Ce lo ha fatto vedere stamattina il Vescovo Tardelli durante una conferenza stampa in cui sono stati presentati i progetti per il triennio 2016-2019.

Non ne dubitiamo – e ve ne diamo la prova attraverso il documento oggetto dell’incontro – ma soprattutto lo abbiamo iniziato a vedere con i piccoli, ma costanti, progressivi cambiamenti che il Vescovo ha messo in atto in questo suo primo biennio di presenza a Pistoia.

Città difficile, diocesi non facile, ma che sta, lentamente prendendo una via, un indirizzo attuato soprattutto nel secondo anno di episcopato: il primo, come tutti ricorderanno, era stato destinato all’osservazione del campo.

Tardelli ha ristrutturato l’organigramma partendo dal vicario generale don Patrizio Fabbri e ha continuato ridistribuendo le risorse umane sacerdotali sul territorio: sia in città che nelle aree periferiche e parrocchie distanti dal centro. E siamo, ovviamente, solo all’inizio. E intanto si è affiancato collaboratori giovani e pieni di entusiasmo, fra cui Michael Cantarella – chiamato da San Miniato – come addetto stampa e il giovane responsabile dell’ufficio comunicazione, don Ugo Feraci, anche vicerettore del Seminario e viceparroco di Quarrata.

Ma uno dei temi principali del cammino pastorale a partire da quest’anno sarà il Padre che si indentifica proprio nel titolo “L’anno del Padre” di un opuscolo concepito per scoprire e far riscoprire la presenza di un “Padre vero”, Dio, secondo le indicazioni del sommo pontefice.

Don Ugo Feraci
Don Ugo Feraci

Nel triennio prossimo dovranno riprendere senso e vigore sia l’eucarestia domenicale che l’educazione alla preghiera, con gruppi di ascolto della parola e con la riforma del battesimo, non più inteso come fatto individuale, ma come evento da vivere collettivamente: insomma i cristiani della diocesi diventeranno tali solo attraverso passi ben precisi e sempre più significativi, fino ad essere presentati come nuovi fedeli all’intera comunità dei credenti. Si può pensare quasi a un ritorno a certi spunti del cristianesimo originario in cui la vita della collettività si svolgeva, appunto, in forma condivisa da tutti.

Ma una della novità più interessanti che il Vescovo Tardelli ci propone in concreto e al di là della parola cristiana, è la nascita della Fondazione Sant’Atto, creatura pensata e fatta sorgere con l’idea di coordinare le iniziative di accoglienza che sono o che saranno presenti in diocesi: iniziative che, così come sono, rischiano di potersi disperdere in mille rivoli, mentre è il caso che siano protette e coordinate sotto una volta comune. Presidente – designato dal Vescovo – sarà il vicario generale Fabbri, e direttore Marcello Suppressa, vertice della Caritas.

E a questa idea dell’accoglienza e dell’inclusione dovrà – come è stato ben sottolineato – indirizzarsi l’azione dei fedeli e delle strutture in essere o che tali diverranno in futuro. Il Tempio di don Siro Butelli, ad esempio, tornerà in auge con una ristrutturazione atta a favorire, appunto, questa linea di sviluppo e di indirizzo.

Insomma, fervet opus, si direbbe. E per rendervene conto, leggete il documento di cui oggi si è parlato. Basta scaricarlo qui sotto.

Scarica: cs-conferenza-stampa-natale2016

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento