diossine & fumi. DUE PESI E DUE MISURE

Discarica del Cassero
La discarica del Cassero al momento dell’incendio

PISTOIA. Le istituzioni si avvalgono di organi di controllo che non solo devono dare l’impressione di essere indipendenti, autorevoli e terzi, ma lo devono anche essere, con azioni conclusive, motivate e sostenibili e scientificamente fondate e quindi univoche, senza alcuna ombra di conflitto con interessi.

Il recente intervento su Tvl riguardo all’episodio dell’incendio del Cassero di questa estate, ha visto la sua “coda” con una intervista rilasciata dai due dirigenti dell’Asl Centro, la dottoressa Paola Piccioli (U.O. Igiene Pubblica della Nutrizione) e il dottor Andrea Poggi (Arpat Agenzia di Pistoia) che hanno rassicurato l’intervistatore di Tvl, Francesco Rossano, sugli esiti dell’incendio stesso, affrontato per la sua autentica comprensione con tanto di campagna di analisi e relative misurazioni di Csc (concentrazioni della soglia di contaminazione) fatte subito dopo l’incendio.

Il Direttore del Dip. Prevenzione Stefano Cantini, con la Dir. Paola Picciolli
Il Direttore del Dipartimento Prevenzione, Stefano Cantini, con la dottoressa Paola Picciolli

Qualcuno, a Montale di Pistoia, amena località ove è posto il famigerato inceneritore, si è però ricordato dell’incidente dello sforamento dell’estate 2015, sul quale sembra essere stato mantenuto il solito “basso profilo”.

Il Comitato per la chiusura dell’inceneritore ha ritenuto di fare una considerazione con cui si stigmatizzata il comportamento strabico che avrebbero tenuto gli organi di controllo sui due incidenti, con analoghe emissioni di qualità degli inquinanti organici, da rilevare  solo una campionatura di analisi per la verifica delle concentrazioni depositatesi sulle verdure a “foglia larga”, destinate a depositarsi sulle aree circostanti e sugli ortaggi stabilmente coltivati all’ombra dell’impianto.

Questa specifica attività laboratoristica è necessaria, per la valutazione di emissione di azioni e ordinanze sindacali contingibili, volte alla tutela della salute pubblica, ordinanze mai emesse a Montale mentre, ben diversamente, sono state subito emanate a Serravalle e Pistoia.

Spiace dover constatare che il collega Rossano ha mancato di far rilevare questa interessante nota distintiva ai due dirigenti intervistati, difficilmente raggiungibili dal Comitato antinceneritorista.

Il dottor Aldo Fedi
Il dottor Aldo Fedi

Questo ultimo ha conosciuto della procedura di campionatura per mezzo del colloquio intercorso telefonicamente con l’autorevole dottoressa Elisabetta Chellini, la quale ha specificato che la valutazione di merito (sull’emanazione di una ordinanza contingibile) è riservata al Dipartimento di Prevenzione, all’epoca (c’erano ancora le Usl 3 e 4) guidata dai dottori Stefano Cantini a Pistoia e Aldo Fedi a Prato.

Due dirigenti medici di esperienza, dunque di garanzia, che però sembrerebbero aver mancato di far rispettare le iniziative di verifica e analisi previste dal protocollo indicato dall’Ispo.

Insomma i due distinti (ma omogeni negli effetti finali) “incidenti industriali”, potevano avere esiti di inquinamento che solo in un caso sarebbero stati esclusi con rigore laboratoristico. Un confronto semplice e intuitivo che abbiamo più volte trattato e che dimostrerebbe la tenuta di un costante basso profilo e doppiopesismo?

Questa la mail inviata in merito dal Comitato di Montale alla Usl Centro e all’Arpat Pistoia in conseguenza delle dichiarazioni televisive rilasciate dai due dirigenti Paola Picciolli e Andrea Poggi.

[Alessandro Romiti]


LO STRABISMO DELL’ASL

Paola Gelli a Firenze
Paola Gelli durante una manifestazione

Il Comitato ha ascoltato con attenzione le due interviste rilasciate a Tvl per il microfono di Francesco Rossano sulla vicenda della discarica del Cassero, nota a tutti per l’incendio di questo ultimo Agosto.

I cittadini che hanno visto e udito le dichiarazioni, avranno avuto un sicuro sentimento di sollievo vista la risonanza che venne tenuta dai media dopo l’incendio per la minaccia di inquinamento.

Questo è stato visto Domenica 9 scorsa sull’inchiesta prodotta da Tvl dopo le 14.

Orbene, il Comitato, osserva che analoga risonanza ebbe lo sforamento da diossine dell’inceneritore di Montale con ricadute sui territorio tutti, specificamente più esposto anche quello di Montemurlo, notoriamente sottovento, che ha veduto ricadute certe, per sforamenti di oltre a 9 volte i limiti imposti dalla autorizzazione Aia. 

In tale frangente, i cittadini non hanno ascoltato alcuna dichiarazione in merito alle rassicurazioni del caso: hanno però consultato bene le dichiarazioni cifrate dal Direttore Dott. Cantini (dipartimento di prevenzione di Usl 3) e Arpat Pistoia, bene e chiaramente motivate sulla deplorazione e denuncia di deficienze gestionali e pericolosità intrinseca dell’impianto e omissioni di attività di controllo, evidenziate tardivamente per come oramai fuori tempo utile (pagina 5 primo paragrafo).

Il Comitato, ritiene che tale precedente (del Cassero) sia icasticamente dimostrativo della volontà sistematica degli organi di controllo di assicurare un “basso profilo” sulla minaccia dell’inquinamento da inceneritore, ovvero tenendo due pesi e due misure.

La presente espressione di critica è fatta a mezzo di e-mail avrebbe necessità di giustificazione di un confronto argomentativo per la comprensione delle eventuali motivazioni che avrebbero “impedito” ai due enti pubblici preposti al controllo, di fare le verifiche di concentrazione degli inquinanti organici all’indomani dell’evento dello sforamento dell’estate del 2015 (csc).

 Il Comitato vuole quindi, esprimere il proprio sentimento di delusione e rincrescimento per l’evidenza di uno stato di dimostrato strabismo funzionale degli OdC e conseguente “ipo-crisia” che sembra essere da tempo sull’impianto di incenerimento di Montale.

 Comitato per la chiusura
dell’inceneritore di Montale

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