DIOSSINE & SFORAMENTI. E L’ING. MARCHIANI CONVINSE BETTI

Gabriele Marchiani
L’ingegner Gabriele Marchiani della Ladurner

MONTALE-PIANA. Questa volta il Presidente del Cis, Edoardo Franceschi, non ha dovuto faticare molto grazie alla dirimente relazione del dirigente della Ladurner, l’ing. Gabriele Marchiani, che ha incantato tutti con degli esercizi dialettici conditi di numerose invenzioni: anche a Montale si è riascoltata la storiella del “tutto va ben, madama la Marchesa”.

Gli uomini dell’inceneritore rispondono sempre a tutte le domande, proponendo ampie divagazioni collaterali alle richieste che restano sostanzialmente insoddisfatte.

Hanno anche spiegato di non poter rispondere alle troppe domande che sono incomprensibili e che li confondono. Era già successo a Agliana, sotto la Presidenza della rigorosa Lucia Salaris. Noi ne prendiamo atto: sappiamo che le responsabilità sono pesanti da sopportare e che per gli uomini in generale “la colpa morì fanciulla”.

Ci ha però gratificato vedere che, dopo i nostri interventi dedicati alla “bufala” della partita di carboni attivi difettosi, questa motivazione è miracolosamente rientrata: ma solo parzialmente. Infatti la Ladurner ha comunque cambiato il fornitore attuale – per scrupolo, non si sa mai – avranno detto –, magari consigliandosi con i proprietari dell’impianto: serve anche questo nella ricerca affannosa di un responsabile per definizione, mai (di fsatto) verificabile e sempre volatile e aleatorio.

La commissione è stata avvolta da una melassa di contorsioni argomentative illogiche e con ogni probabilità incongruenti rispetto agli atti. Del resto le bugiepiù sono grosse e più possomo sembrare vere.

E a questo proposito:

  • la fiala 58? Era stata “contaminata” dalla 57
  • il laboratorio Ecolstudio? Dopo questa emergenza è riuscito a restituire le analisi in soli quattro giorni, dimostrando di essere (quando vuole) un portento di efficienza che, però, non risponde al telefono a degli sconosciuti (potenziali pericolosi giornalisti): tutto non si può fare, avendo solo due mani…

La commissione ambiente di Montale ha peraltro permesso di scoprire un’altra autentica chicca: il dispositivo automatico (Smce) del controllo delle emissioni è inaffidabile e privo di omologazione: pertanto è inutilizzabile e nessuno lo potrà più invocare per i controlli dei fumi.

I Sindaci proprietari del Cis meglio delle Tre Grazie del Camova
I Sindaci proprietari del Cis: come le Tre Grazie del Camova

Anche di questo argomento siamo stati facili profeti già da un paio di anni. Appare evidente che se le “bugie hanno le gambe corte”, al Cis/Ladurner (o China…?), le hanno cortissime e sono anche strabilianti, ma sufficienti a convincere i Sindaci proprietari e a tenerli buoni come dei bimbi che ascoltano la ninna-nanna della mamma.

Loro, sono come le Tre Grazie non mancano di avere un atteggiamento “armonizzato” di disponibilità e comprensione per i responsabili della gestione dell’impianto. Betti, ha infatti concluso che le spiegazioni di Marchiani erano convincenti e condivise. Dunque non ha opposto alcun disappunto quando lo hanno avvisato – insieme agli altri commissari – che le valutazioni finali sull’effettiva comprensione delle cause dello sforamento perverranno a maggio del 2016: cioè tra ben otto mesi, ovvero l’arte del “rinvio” come tecnica di sopravvivenza.

I commissari della maggioranza hanno ascoltato i dirigenti in religioso silenzio: niente in più da rilevare per loro; lo sforamento di questa estate è stato ristretto a un banale incidente che può “succedere a qualsiasi macchina”.

Insomma la vicenda è complicata e davvero difficilmente rappresentabile: meglio lasciar perdere e riprendere a bruciare a tutto fuoco, facendo uso massiccio di “comprensione e solidarietà” – ma anche con chi, se mai, dovrà finire incenerito?

Sì. Se qualcuno non è soddisfatto – ha concluso il Sindaco – può sempre rivolgersi alla competente Procura della Repubblica di Pistoia.

Lui scherza, ma qualcuno, ci sembra che lo abbia già fatto…

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