discriminanti. IL BARTOLI FA TEATRO E LASCIA IL CONSIGLIO. MA LA DEMOCRAZIA?

Il Consigliere Bartoli (a sinistra) non predicava il confronto democratico e la dialettica con gli elettori?

Il pentastellato Bartoli, c’ha un solo padrone la “Verità” ma fugge dal confronto perché intollerante la mozione della Lega e abbandona la sessione di consiglio in remoto

AGLIANA. Le sedute in videoconferenza del Consiglio comunale, sono davvero interessanti, anche per le attività che i consiglieri svolgono nella loro postazione, con una modalità di conduzione completamente differente dalla rigorosità garantita dai sistemi di controllo dei microfoni della sala consiliare: in remoto i consiglieri intervengono spesso sovrapponendosi, punzecchiandosi o replicandosi in modo inconsulto con il Presidente che resta impotente, schiacciato dagli automatismi dei sistemi elettronici di videoconferenza.

Il consigliere Bartoli ha risposto alla mozione proposta dalla Lega (era mezz’ora dopo la mezzanotte che sembrava risolversi in 10 minuti!) sulla dichiarazione del Senatore Morra nei confronti della scomparsa Governatrice Iole Santelli, con una summa di errori interpretativi tra dichiarazioni e smentite, poi anche certamente equivocate.

Il Sindaco ha specificato la circostanza della serie di equivoci e il consigliere Guercini ha rincarato la dose, parlando di “strumentalizzazione” della mozione e auspicando che questioni di rilievo nazionale, non vengano portate in Consiglio comunale perché ridondanti e non utili al contesto locale.

Bene, questi i fatti, ma il bello – ovvero il coupé de theatre – arriva dopo nella dichiarazione di voto con il Sindaco che interviene a protestare per una trascrizioni riportata da una sua dichiarazione, parziale e non veritiera.

Messa a dura prova la pazienza della Presidente Pacini nella edizione del 30 Novembre

Bartoli, nella sua dichiarazione di voto, ha sostenuto che lo scandalo sofferto dalla Lega per le dichiarazioni di Morra è  stato davvero strumentale, mancando lo stesso trattamento per altri episodi, quali l’arresto del Presidente del Consiglio Calabro, un tweet di Totti e altri numerosi interventi sui social.

La Presidente Pacini dopo aver richiamato il Bartoli alla riduzione del tempo, è ricorsa alla chiusura del microfono sollecitata dalla consigliera Biagioni e, Bartoli – garante del processo partecipativo e della trasparenza – si è alzato ed ha abbandonato la sua postazione non partecipando al voto, negandosi a un confronto dialettico che era pienamente giustificato al caso.

L’analisi del merito della mozione è davvero molto discrezionale e aleatoria, per come intrisa di ricche valutazioni politiche ma il comportamento del criptocom/pentastellato Bartoli è da vagliare alla nostra critica, non potendosi permettere una tale disperata relazione con critiche appuntite poi seguite da un abbandono dei lavori: dove erano i motivi che giustificavano tale comportamento?

È questa la democrazia del M5s o siamo di fronte a una difesa di un eminente uomo di squadra, contro ogni senso e buona logica legata all’esperienza comune?

Il Bartoli non ha ancora imparato – dopo un lustro di esperienza – che spegnere il canale di connessione, ovvero negare la partecipazione al consiglio, è un atto di oltraggio al Consiglio tutto o ha imparato dal Pd del Commissario Fragai che nel 2019 abbandonò i lavori al termine dell’ultimo consiglio della consiliatura per impedire la votazione di mozioni e discussioni dell’opposizione?

Alessandro Romiti

[alessandroromiti@linealibera.info]

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