(dis)integrazione. A SESTO FIORENTINO SORGERÀ UNA MOSCHEA SUL TERRENO DELLA DIOCESI

Islamici durante la preghiera rivolti verso la Mecca.

SESTO FIORENTINO. Una beffa, che sotto Natale si trasforma in una brutta sorpresa.

A Sesto Fiorentino sorgerà una nuova moschea su un terreno della diocesi in Via Pasolini. L’accordo è stato siglato dal Comune con la comunità islamica, avendo quest’ultima l’impellente necessità di professare la propria fede.

Dunque il Comune è intervenuto per intercedere tra diocesi e comunità islamica ottenendo, alla fine, la concessione del terreno originariamente adibito alla realizzazione di edifici di culto (di certo non di Allah). L’Università di Firenze è il terzo soggetto coinvolto poiché cederà a titolo oneroso una propria area per l’edificazione di un centro di culto cattolico.

I due edifici, in definitiva, sorgeranno l’uno accanto all’altro. Nessun cittadino è stato interpellato in alcun modo, sopratutto vista la vicinanza tra la futura moschea e il polo universitario di Sesto Fiorentino. Probabilmente le sinistre amministrazioni temevano un verdetto negativo.

A Sesto San Giovanni, del resto, è accaduto in estate che la storica amministrazione rossa venisse mandata a casa dal popolo votante anche per via dello scellerato progetto di costruzione della più grande moschea del Nord Italia. Pare, insomma, che tutta questa voglia di moschee non sia presente nei cuori degli italiani, anzi.

E, sopratutto, pare al contempo che certa parte della politica e dell’opinione pubblica faccia a gara a chi la spara più grossa, ops, pardon, a chi è più accogliente e benevolo. Intendiamo dire che la concessione di spazi ingenti potrebbe avvenire dopo un’attenta riflessione sulle intenzioni di queste comunità islamiche, sui loro eventuali statuti (molte sono “associazioni”), sui loro fedeli e sui sedicenti imam, autoproclamatisi rappresentanti di alcune migliaia di persone.

È del tutto logico pretendere una particolare attenzione verso costoro visto che nel mondo solo l’islam sta dando enormi problemi di pubblica sicurezza e di integrazione, mentre al contempo, da questa parte della barricata, assistiamo ad un ebetismo perenne consistente nell’accettazione acritica della religione di Allah e della cultura che ne segue.

E basta guardarsi attorno per vedere, nelle case dei nostri vicini francesi, inglesi, belgi o svedesi, una

Il leader belga del partito “Sharia4Belgium”

condizione di totale subordinazione rispetto ai dettami coranici portati avanti non solo da coloro che vi arrivano oggi, ma anche a sopratutto dalle seconde e terze generazioni che di integrazione non vogliono neanche sentir parlare.

Siccome nel mondo i figli di Allah prediligono come vittime noi cristiani, oltre agli ebrei, desidereremmo poter criticare aspramente la scelta di affiancare ad un luogo di culto cattolico uno islamico, sorto per di più su un terreno appartenente alla diocesi.

Diceva Ezra Pound che “il tempio è sacro perché non è in vendita”. Il tempio e, ci permettiamo, anche il terreno dove dovrebbe sorgere.

[Lorenzo Zuppini]

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