(dis)integrazione. IMMIGRATO SPACCIATORE RECIDIVO: CI STANNO PRENDENDO IN GIRO

Diteci voi se non è pura follia avere delle canoniche colme di immigrati, composti per la maggior parte da soggetti irregolari, che bighellonano senza alcuna prospettiva per il futuro, solo quella di appagare l’ego ingombrante di qualche parroco megalomane che, ascoltando tre parole a numero di Bergoglio, intende salvare l’umanità intera
I volti “sconvolti” degli immigrati minacciati dal razzista italico

PISTOIA. E i cattivi saremmo noi. I famosi fascismo e razzismo, due entità in realtà sconosciute in quest’Italia, venivano indicati come i responsabili di ogni dramma. E soprattutto, disarmante era la facilità con cui le guardie del Politicamente Corretto aprivano i cancelli del recinto per fartici entrare.

Conferenze stampa infuocate, lamentele delle più assurde, manifestazioni in cui comparivano slogan che andavano dalla “Palestina libera!” al “Siamo tutti clandestini”, organizzazioni composte da esaltati che si dichiarano in lotta contro il fascismo (l’Assemblea permanente, per intenderci), candele, lumini, tamburi e inascoltabili ritmi africani che riecheggiano tra le case di Pistoia.

Diteci voi se non è follia, tutta questa roba qua. Diteci voi se non è assurdo stare ancora a discutere di carità cristiana all’indomani dell’ennesimo immigrato arrestato per spaccio, ovviamente accolto in una canonica, ovviamente gestita dal solito parroco, che ovviamente durante la solita conferenza stampa racconta la dura esistenza che ha afflitto lo spacciatore, che dunque si sta solo sfogando per i soprusi vissuti.

Diteci voi se non è pura follia avere delle canoniche colme di immigrati, composti per la maggior parte da soggetti irregolari, che bighellonano senza alcuna prospettiva per il futuro, solo quella di appagare l’ego ingombrante di qualche parroco megalomane che, ascoltando tre parole a numero di Bergoglio, intende salvare l’umanità intera.

E accade tutto questo senza che lo Stato riesca a far valere la propria autorità sul territorio nazionale. Nel caso specifico, la Chiesa si sta sovrapponendo all’autorità statale, in barba alla secolarizzazione che dovrebbe caratterizzare il nostro paese, imponendo un modello di convivenza detto multiculturalismo ad un’intera città.

È stato arrestato, tra gli altri, un immigrato già beccato a novembre scorso a spacciare in piazza della Resistenza. È una beffa, perché lui ci sta tecnicamente prendendo per il culo. Venne mandato a Bologna per fargli cambiare aria (l’aria della galera non era adatta?) ed oggi, tornato qui, si trova invischiato fino al collo in una storia di spaccio anche di droga pesante: eroina.

Gli altri due nigeriani arrestati sono irregolari, che significa che non fanno parte di nessun progetto d’accoglienza, che non scappano da nessun conflitto, che non hanno diritto di pretendere d’essere mantenuti, che insomma l’unica cosa che portano con sé è faccia tosta e delinquenza. Fatevi una ricerca, cari lettori, su quanto sia cresciuta la mafia nigeriana negli ultimi anni. Prostituzione e spaccio di droga sono sostanzialmente nelle sue mani.

Credete che questi giovani clandestini spaccino per conto proprio, trovando la roba da vendere sotto terra? Niente è casuale. Costoro avranno certamente stretto rapporti di amicizia e collaborazione con qualcuno che gli fornisce quel veleno da vendere ai nostri ragazzi, uscendo così dal sottoinsieme denominato “peccati di gioventù”. Qui stiamo parlando di organizzazioni criminali di tutto punto che fatturano milioni di euro. Per intenderci, i soliti (spacciatori e irregolari) che hanno fatto a pezzi Pamela a Macerata.

Don Biancalani ha dichiarato, con la solita espressione vaga, che il ragazzo recidivo viene da una storia

Un’operazione dei carabinieri in Piazza della Resistenza

di miseria barconi, dove forse anche la marijuana fa parte della sua cultura. E dovremmo forse sopportare i reati commessi da questo ingrato nel nome dell’accoglienza buona, della misericordia, della pace tra i popoli? Dovremmo assimilare la cultura che ha importato questo individuo, ovvero lo spaccio di stupefacenti?

Non v’è giustizia in questa storia, e le vittime di questo modo scriteriato di pensare e d’agire siamo noi, noi soltanto. Le chiese si stanno svuotando, e a Ramini alcune madri hanno deciso di far cambiare parrocchia al figlio che deve frequentare il catechismo: paura e rabbia.

Ci è stato imposto questo modello di vita e questo stile di pensiero: il buonismo stupido e senza costrutto. Possiamo ancora dir di no, perché a questa città e a questo paese noi teniamo veramente, e non come i falsi predicatori d’amore e di pace che, conti alla mano, fanno più danni che altro.

Dante lasciò il nono e ultimo cerchio dell’inferno ai Traditori, coloro che si sono macchiati di malizia e fraudolenza contro chi gli aveva concesso fiducia. Ad oggi, però, l’inferno che si merita l’immigrato spacciatore si chiama “rimpatrio forzato”.

[Lorenzo Zuppini]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento