(dis)integrazione. SINDACO QUESTA È UNA INVASIONE E VA FERMATA

«Fatevi un giro per il centro di Pistoia e contateli uno per uno: risulterà un numero crescente di immigrati che nient’altro fanno se non vendere abusivamente merce. Il parcheggio di Porta al Borgo è ormai in mano ai parcheggiatori abusivi: ve ne sono sei ogni sera a gestire il traffico molestando tutti pur di avere qualche spicciolo. A Pistoia ne sono stati arrestati già molti per spaccio, il che significa che oltre a vendere veleno ai nostri figli essi sono in contatto con la criminalità organizzata»
Alcuni immigrati che bighellonano in Piazza Mazzini

PISTOIA. Grazie al cielo il sindaco Tomasi ha deciso fin da subito di bloccare il flusso di immigrati verso Pistoia. Eppure non è bastato per ripristinare l’ordine dallo stato caotico che la vecchia amministrazione di sinistra aveva creato.

Pistoia è ricolma di immigrati giunti clandestinamente in Italia e approdati poi in Toscana dei quali non sappiamo tecnicamente niente. È clandestino il modo con cui sono arrivati in questo paese ed è paraculo quello con cui vi rimangono. Oltre alla doverosa protezione verso i rifugiati, ve ne sono altri tipi di cui gode la stragrande maggioranza dei finti fuggiaschi dalle finte guerre, così da rimanerci tra le palle senza alcuna via d’uscita.

Il segnale a loro inviato da questo atteggiamento lassista li porta poi a prediligere un comportamento al limite della legalità, se non definitivamente illegale, alla condotta rispettosa della legge e di coloro che li accolgono facendo non pochi sacrifici. È come se sbarcando leggessero un cartello con su scritto “paese del bengodi”.

Fatevi un giro per il centro di Pistoia e contateli uno per uno: risulterà un numero crescente di immigrati che nient’altro fanno se non vendere abusivamente merce, pensando così di arrotondare il pocket money che lo Stato italiano generosamente gli garantisce ogni giorno. In molti casi vivono in strutture d’accoglienza che, alla faccia della filantropia, li lasciano tutto il giorno a bighellonare per la città.

Il parcheggio di Porta al Borgo è ormai in mano ai parcheggiatori abusivi: ve ne sono sei ogni sera a gestire il traffico molestando tutti pur di avere qualche spicciolo. Non essendo stati noi a richiedere la loro presenza, ed avendo inviato un messaggio chiaro in proposito eleggendo Alessandro Tomasi, devono spiegarci i sorosiani che popolano questo paese il motivo per cui non dovremmo temerli.

A Pistoia ne sono stati arrestati già molti per spaccio, il che significa che oltre a vendere veleno ai nostri figli essi sono in contatto con la criminalità organizzata che gli fornisce gli stupefacenti. Perché l’Italia si è trasformata in un terreno fertile per costoro, come la mafia nigeriana? Proprio perché gli viene implicitamente detto che dalle nostre parti tutti possono pretendere diritti senza però ottemperare ad uno straccio di dovere.

E siccome non bastavano i politici irresponsabili, adesso anche dagli altari nelle chiese vengono fatti

Fotografia che raffigura il nuovo prototipo di partigiano

sermoni in tal senso: di don Biancalani, in tutta Italia, ve ne sono molti. E stendiamo un velo pietoso su quell’accrocco di sociologi di serie C chiamati Assemblea permanente antiquì e antiqua, gente che ha avuto la faccia tosta di incolpare l’Italia e gli italiani per i reati commessi da alcuni degli immigrati che mangiano e bevono a scrocco a Vicofaro.

Di concreto nelle loro attività non vi è alcunché: sono buoni a sfilare per il 25 aprile o il primo maggio discettando su questioni più vecchie di loro. Poi basta. Il sospetto è che non siano incapaci di vedere i problemi creati dall’immigrazione clandestina, bensì che se ne compiacciano, perché nelle loro menti potrebbe rivoluzionare il sistema italiano-occidentale che ci governa e che loro, orfani del comunismo, da sempre combattono.

Sindaco Tomasi, la sua carica le permette di intervenire per tutelare l’ordine pubblico in città, e probabilmente è giunto il momento di passare all’azione. A costo di beccarsi i soliti insulti idioti cui siamo abituati, e che però appendiamo al nostro petto come una medaglia.

Detto da loro, fascista, razzista e quant’altro, è il migliore dei complimenti.

[Lorenzo Zuppini]

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