docenti-serpenti. O FRANZA O SPAGNA, BASTA CHE SE MAGNA! 

La celebre battuta del Guicciardini, si attaglia benissimo all’Istituto comprensivo B. Sestini che avrebbe avvisato i genitori dei ragazzi delle prime classi delle medie che non potrebbero più scegliere la lingua straniera autonomamente opzionando inglese o francese. Vediamo meglio la paradossale vicenda che ci sembra davvero una vessazione dei dirigenti.

 

Studenti in classe, saranno vessatti da un sorteggio della lingua?

AGLIANA. La questione è recente e scaturisce da un abnorme domanda di allievi del primo anno delle scuole medie che vorrebbero frequentare il corso di spagnolo (circa 260) e inglese (circa 80), mentre pochi avrebbero opzionato il francese.

Osserviamo che il diritto allo studio è un “diritto” e non una imposizione, e ciò anche nella scelta della lingua preferita. Non sembrano pensarla così i dirigenti dell’Istituto comprensivo B. Sestini: la Preside Angela Desideri, avrebbe avviato le famiglie dei ragazzi iscritti al primo anno del corso di scuola media che la scelta della lingua inglese, non sarà affatto certa per il gradimento opzionato dall’allievo iscritto, che dovrà bene o male adattarsi a quella definita dal sorteggio.

Il Sindaco Mangoni cosa dice sulla vicenda?

Ciò è da ricondursi alla quota di quattro docenti di francese che, sarebbero “demansionati”, vista la bassa richiesta di frequentazione al corso di francese: insomma i quattro docenti, devono trovarsi un’altra sede, per la penuria di allievi. È forse un problema questo?

Alcuni genitori ci dicono che la circostanza è inaudita ed è da ricondursi a un inspiegabile sovrannumero dei candidati allievi di spagnolo: una inspiegabile moda del periodo, che fanno ben 260 postulanti. Ma dunque, ecco la geniale idea del dirigente o assessore: se le preferenze linguistiche dei ragazzi non sono equilibrate nel numero dei docenti assegnati all’Istituto di Agliana, si imporrà loro una scelta della lingua a “sorteggio” con assegnazione dell’ufficio.

Et voilà, il gioco è fatto: i docenti di francese avranno le quattro classi di allievi (ciascuna di circa 27 allievi fanno circa 108 studenti) che saranno applicati allo studio della lingua di Macron, chissenefrega se i ragazzi saranno penalizzati nell’apprendimento della più tecnica e internazionale lingua della Teresa May, per di più che ora incombe la Brexit, avranno detto.

Va tutto bene così?  Si può imporre l’apprendimento di una lingua estera d’ufficio, ponendo come priorità l’impiego dei docenti e non la vocazione linguistica dei ragazzi costretti dunque a una selezione di un apprendimento non gradito o comunque discontinuo alla loro esperienza esistenziale?

Possiamo chiedere alla dirigente Angela Desideri, di precisarci i termini della questione? I sindacati si sono dunque permessi di intervenire sulla questione o, per il momento, non sono stati nemmeno impegnati, visto il principale casino che hanno da gestire con la questione del Regolamento sa di Polizia Municipale?

I genitori si scambiano opinioni in attesa di una definizione esatta della questione, ma noi vogliamo pensare a un atto di resipiscenza dell’Assessore e Dirigente scolastico per il ripristino del diritto di scelta dell’allievo allo studio di lingua che è un fattore preminente ed essenziale nella formazione dell’individuo.

Qualcuno del palazzo ci vorrà rispondere?

[alessandroromiti@linealibera.it]

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