doganaccia-corno alle scale. WWF RIBADISCE IL NO AL PROGETTO DELLA FUNIVIA

“Preoccupati per l’impatto e le ricadute paesaggistiche ed economiche. Il versante toscano, per vento ed esposizione, non è adatto alla frequentazione sciistica, di fatto un mero passaggio per andare in Emilia”
Funivia Corno alle Scale

ABETONE – CUTIGLIANO. [M.F.] Il Wwf sezione Pistoia e Prato all’indomani della notizia con cui assegna prima trance da 2,5 milioni di euro per lo sviluppo dell’Appennino, in attuazione dell’Accordo di programma per la riqualificazione e rilancio dell’offerta turistico-sportiva dell’appennino tosco-emiliano, che prevede la realizzazione di un nuovo impianto di risalita che colleghi la Doganaccia con il Corno alle Scale, rimarca la sua ferma opposizione alla realizzazione del collegamento.

NO AL PROGETTO DELLA FUNIVIA DOGANACCIA – CORNO ALLE SCALE, A FAVORE DI INVESTIMENTI PER UN TURISMO ATTENTO E SOSTENIBILE

Come Wwf Pistoia Prato, siamo molto preoccupati per l’impatto e le ricadute paesaggistiche ed economiche che potrebbe avere la funivia Doganaccia-Corno alle Scale.

Intanto è stato certificato, dalle regioni Toscana ed Emilia Romagna, che le temperature medie della zona sono aumentate di un grado negli ultimi 50 anni, con diminuzione dei giorni nevosi e delle altezze medie in cui la neve cade. Questo comporta di fatto anche delle problematiche per il mantenimento dello stesso innevamento artificiale

Tutto questo senza considerare il profondo cambiamento climatico che sta attraversando l’intero pianeta.

Corno alle Scale

Oltretutto, proprio il versante toscano del territorio dove insisterebbe la Funivia, per vento ed esposizione, non è adatto alla frequentazione sciistica, specie se continuativa. Di fatto i turisti la considererebbero come un mero passaggio per andare in Emilia, causando quindi ricadute economiche negative per tutta la zona.

Il turismo si sta ormai evolvendo verso un modello di eco-sostenibilità, con bisogno sempre più pressante di natura il meno possibile contaminata.

Noi crediamo quindi che, per valorizzare l’Appennino toscano, segnatamente quello pistoiese, si debba avere un’ottica di lungo periodo, a sostegno del turismo naturalistico di tipo annuale e non soltanto invernale e quindi: percorsi storici e naturalistici, valorizzazione delle peculiarità agroalimentari (si pensi al ciclo della castagna) e, non ultimo, il passaggio nel nostro territorio della cosiddetta Ciclovia del Sole, ovvero un percorso ciclabile di livello europeo che passerebbe anche dalla nostra montagna, nel Comune di Sambuca per la vallata di Treppio e Torri.

Siamo convinti che questo progetto rappresenterebbe un toccasana per un territorio povero di risorse economiche e di popolazione, ma ricco di biodiversità, soprattutto per via della presenza della Riserva Biogenetica dell’Acquerino. Questo potrebbe favorire l’insediamento di attività di accoglienza turistica, di supporto ai cicloturisti, ostelli, ristoranti, ecc.

È questo il modello di sviluppo a cui crediamo, non certo a fantomatiche quanto inutili funivie!

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