donazioni. GLI U2 NON VERRANNO A LIMESTRE

 

Fran Tomasi a sinistra

LIMESTRE. Fran Tomasi, l’agente degli U2, è stato visto a Limestre dove – ci riferiscono – ha svolto un sopralluogo in Dynamo utile a verificare l’organizzazione di un concerto per la raccolta di fondi da destinarsi alle attività della fondazione.

Il manager ha espresso – nonostante i suoi 75 anni – una grande capacità professionale, esprimendo la sua convinzione nello stabilire che gli U2 non saliranno mai a Limestre, non disponendosi nell’area di un adeguato spazio alla concorrenza di stimabili 50 mila ospiti all’evento musicale.

L’ipotesi di una fattiva partecipazione della celebre band inglese, potrà immaginarsi solo tramite delle sponsorizzazioni del brand Dynamo Camp, in eventi televisivi o radiofonici, alla maniera di Telethon.

Nonostante il costante e ramificato impulso pubblicitario assicurato dai media e le associazioni di commercianti, Dynamo Camp sembra essere in sofferenza, anche per la conseguenza della lunga congiuntura economica che ha impedito al mondo delle aziende di partecipare con delle libere donazioni, come era originariamente auspicato due lustri fa.

Abbiamo già posto su questi schermi alcune considerazioni sulle testimonianze di alcuni volontari delusi che avevano denunciato un ben strutturato “organigramma di gruppo” con aziende (private e lucrative, non onlus) impegnate nelle retrovie gestionali della fondazione Dynamo.

Queste società, sono realtà private con tanto di Cda (ben retribuiti) e che provvedono alla fornitura di servizi e beni di consumo (gestione mensa, servizi di pulizia, manutenzioni) per il sostentamento degli sfortunati ospiti, trattenuti, alla terapia per una settimana, mediamente.

Ogni bambino che viene ospitato in Dynamo Camp ha ben due volontari che sovraintendono alle sue necessità, aiutandolo in ogni esigenza e assicurandolo alle attività ludiche e sportive alle quali è avviato nel periodo di ospitalità, tesa ad assicurargli sollievo dalla malattia cronica.

I volontari sono preventivamente formati con standard (che ci riferiscono essere come paramilitari), non chiedono alcun compenso o rimborso di spesa per il periodo in cui si applicano al servizio, che appunto, è di puro volontariato.

Quindi alla Dynamo Camp ci sarebbero due categorie di addetti: i volontari (ben 5.481 onorevolmente e gratuitamente impegnati) e i dipendenti (vedi pagina 65 del bilancio) remunerati con 2.107.000 euro delle società preposte al mantenimento dei servizio dell’organizzazione benefica che è per l’appunto, la Dinamo Camp onlus, una associazione assolutamente non lucrativa.

Ci vengono alcune domande: non si potrebbe immaginare che anche i dipendenti delle società preposte alla sub-fornitura dei servizi, prestassero una parte del loro lavoro in regime di gratuità incondizionata e magari ripetuta e non ristretta a una sola settimana? Loro, lo sanno che cosa è il volontariato? Lo prestano, anche saltuariamente forse non in Dynamo?

E inoltre, a proposito di analisi dei bilanci (e spese), per quale motivo sono state corrisposte circa 168.000 euro di consulenze esterne (vedasi pagina 65 del bilancio di esercizio 2016)? Vorranno rispondere dalla Dynamo e così chiarire questi aspetti non secondari? Anche gli U2 sarebbero d’accordo. Non trovate?

PS: non ce ne voglia la gentile lettrice Alice Rossi  che già nel 2013 ci accusava in mrgine di commento di tenere atteggiamento disfattista: la nostra critica vuole essere solo “giornalisticamente utile” e orientata utilmente a promuvere la trasparenza e la chiarezza nella gestione dell’Associazione. Chissà se la pensa ancora così dopo lo scandalo della Comunità Montana che si è sviluppato bene su questi schermi dal 2013?

[Alessandro Romiti]

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