donne letterate. LE COSE SI RACCONTANO IN DUE MODI: PER COME SONO E PER COME CHI NARRA VUOLE CHE SIANO

La professoressa Milva Maria Cappellini scrive a Concita De Gregorio e le narra non la storia delle storie e dei problemi del marito Andrea Alessandro Nesti, ex-comandante dei vigili di Agliana, ma un specie di «Alice-panettone in Wonderland» ricco di lacrime e fango. Poi lo mette ad asciugare al sole di Facebook e in molti piangono e comprano il biglietto…
«Nessun mai si pentì se fe’ silenzio, ma del verbo ch’uscì dalla sua bocca, spesso nacque un amar più che d’assenzio…»

«AGRUMIA, PAESE DELLA POLVERE E DEL FANGO»
COSÌ LA BLIMUNDA PRESENTA AGLIANA E LA SUA GENTE


Saltò tutto [La Nazione 20 febbraio 2015 – Un anno fa]

La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.
[E. Montale, La Storia, Satura, Mondadori, 1971]


CHE LA STORIA non voglia storie non è un’invenzione di Eugenio Montale e del genio della sinistra marxista, a cui si ispirano i cervelli eletti del nostro sciaguratissimo secolo di cacche e di Conti, dato che di Giuseppi al plurale si parla ogni giorno fino alla nausea.

Tucidide già lo aveva scoperto e detto nel IV secolo a. C. quando scriveva, all’inizio della sua opera, che «per i più non è affatto difficile la ricerca della verità, perché la trovano girando la testa verso le cose già confezionate» ovvero le stupidaggini dei luoghi comuni.

La traduzione è libera, ma efficace e tale da essere ben compresa perfino dalla professoressa Milva Maria Cappellini (alias Blimunda o chissà cos’altro sul web) che, con assoluta e meritoria caparbietà, ogni giorno scova altre vie per difendere la vita e l’opera di suo marito, l’ottimo comandante (come lo definì Rino Fragai) dei vigili di Agliana: quell’Andrea Alessandro Nesti, pubblico ministero onorario nell’èra di Tindari Baglione, che, costretto a lasciare l’incarico perché era uscita una legge che lo escludeva, con la sua laurea in Scienze Politiche, da tale esercizio pubblico, è notorio ad Agliana (da sua moglie ribattezzata Agrumia) che ambisse, e quanto ambisse con tutte le sue forze, di essere “assunto in cielo” al terzo piano del tribunale di Pistoia.

Cosa che, per un qualche motivo insondabile, non dette concretezza alle sue aspirazioni, nella penultima èra giudiziaria che abbiamo attraversato: quella di Paolo Canessa.

Questa professoressa, stimatissima allo scientifico di Pistoia (e non solo) e guardata con l’occhio destro perfino dal suo preside, il dottor Paolo Biagioli, divenuto dirigente statale per aver insegnato religione, ha confezionato, di recente, un bel “papello” e lo ha spedito a Concita De Gregorio: ha preparato, quindi, un bel “precotto” stile zampone della Coop, pronto per essere tagliato e servito con lenticchie o altro, e lo ha presentato a una carissima amica a cui, stamattina stessa, ho scritto una mail per avvisarla che (come può accadere in questo mestiere di cacca che è il giornalismo – detestato, ma rincorso da moltissimi) le era stata «buttata una polpetta avvelenata», cosa che era l’antico modo di dire del vicecaporedattore del Tirreno, Giuliano Fontani, quando con Concita lavoravamo insieme, al Pio X, io al terminale 9 (ero responsabile della pagina di Agliana/Agrumia-Quarrata-Montale) e lei, giovanissima, sulla sedia del capo-cronaca.

Leggete questa lettera. Parte prima

Bastava che si girasse di 45 gradi e ci parlavamo senza doverci alzare dal tavolo. Erano, per me, gli anni 1990-1994. Lei se ne andò via, poi, per una borsa di studio giornalistica che la portò a lavorare al El País, quotidiano spagnolo, da cui spiccò il volo fino a giungere, se non sbaglio, a occupare il posto di Sandra Bonsanti, giornalista parlamentare, inviata a Livorno a dirigere Il Tirreno.

È facile per tutti, lettori cari, mangiare delle «polpette avvelenate» quando si lavora in un giornale. Facile quanto più siamo in alto, perché, non conoscendo e non vedendo con i nostri occhi, si rischia di credere alla bellezza del piatto che ci viene messo sotto e che, magari, contiene stricnina.

È, insomma, l’effetto Biancaneve, perché sono convinto che Concita – circondata da un cordone di collaboratori che ne filtrano gli accessi – sia rimasta realmente colpita dalla torta con crema al burro preparata dalle mani della signora Milva, alias Blimunda.

Il redattore di «prima linea» e di «potere operaio» ci casca meno, in queste trappoline, perché è abituato a guardare la gente negli occhi. Ma i romani – come si dice – «sanno una sega» di quel che accade ad Agrumia!

Così Milva/Blimunda, come noi abbiamo mostrato e dimostrato con il nostro “piccolo giornale on line” (la professoressa scrive in sintesi questo), ci siamo permessi di infangare (tradotto: sputtanare) un innocente.

Cronache di Agrumia-Agliana

Solo che, da perfetta professoressa-maestrina della Cgil, la milva si è dimenticata di raccontare tutta la vicenda di suo marito: dal concorso bandito apposta per lui (lo abbiamo pubblicato), alle difese assunte dai comunisti aglianesi per tenerselo stretto (vero Ciampolini? Lo abbiamo pubblicato), a tutte le cause promosse dal consorte al tempo delle stellette e regolarmente perse tranne una (lo abbiamo detto): a tutto un resto taciuto che non poteva essere detto a Concita, o lei, da giornalista doc qual è, avrebbe mandato la professoressa immediatamente «a fare in Agrumia» senza mezzi termini e con grande soddisfazione.

Le fake news sul Nesti non le abbiamo create noi del “piccolo giornale di provincia” e per giunta on line: noi abbiamo sempre pubblicato e commentato solo documenti ufficiali (anche la lettera con cui il comandante insegnava a Rino Fragai ad aggirare la legge! – Ne riparleremo in aula, care pie donne sostenitrici della signora Milva, appartenenti al tiaso pd-rifondarolo e non solo).

Leggete questa lettera. Parte seconda

Il linguaggio dell’odio, che ci viene addossato come colpa indelebile, non lo abbiamo utilizzato noi, ma chi, con un bel cappottino di agnello immacolato, sta cercando incessantemente di accreditare come innocente la persona a cui Mangoni tolse il comando (non motu proprio, ma perché ciò aveva detto il Consiglio di Stato: è chiaro) e che Luca Benesperi, nuovo sindaco, ha richiamato ai danni materiali e immateriali che, da graduato di Agrumia, avrebbe sparso (stando sempre ai documenti pubblici targati Comune di Agliana) su tutta una cittadinanza appecorata e costretta a subirne le conseguenze negative in tasse a aggravi vari.

A volte il diavolo si presenta con il volto di dio (credo che lo abbia detto anche Paolo VI) e non solo con quello barbuto e scomposto di Salvini e dei fascisti di ritorno, a causa dei quali tutti, tremanti, hanno bisogno del pannolone, perfino le trentenni sardine.

Dopo tutto questo, se io fossi in coloro che hanno appoggiato la professoressa nella sua azione melliflua, gemente e piangente, un po’ sullo stile di Nene Tereza di Calcutta, mi fermerei un attimo e mi gratterei in testa, per riflettere.

Pensare con il pensiero unico di gruppo da sardine-aringhe-salacche-acciughe o fritturina mista dell’Ombrone, non mi pare molto sensato.

Come insensato è spregiare (ma in perfetto stile soft da fedele della Madonna di Valdibrana) un “piccolo giornale on line di provincia”, dimenticando che fu proprio un giornale locale (d’accordo con ben altro ed alto nome!) a «fare il culo» a Nixon con il Watergate. Ma certo, tutta questa compagnia dell’anello (di totano?), all’epoca aveva ancora il pannolino al sedere, se non era ancora del tutto di là da venire.

Linea Libera è, sì, un piccolo giornale. Ma quanto ara, con l’erpice, nel campo incancrenito della sinistra locale! E quante patate marce ha tirato su! David era un nano e nonostante tutto buttò giù un gigante.

E poi… guardate bene il pesce perla: così piccolo e indifeso, ma così sicuro quando, con grande destrezza, sa scivolare nel culo del cetriolo di mare, alias “oloturia”!

Una domanda finale al dottor Paolo Biagioli, preside della Milva/Blimunda: ma in mano a quali educatori sono affidati i giovani liceali scientifici che crescono in provetta senza sapere neppure cos’è una prima declinazione?

Salam-Aleikum per i filopalestinesi pistoiesi o Shalom aleichem per chi, come noi, riconosce senza problemi Israele (vero Lorenzo?).

Quanto al processo del lavoro da cui la professoressa si aspetta forti ristori (mezzo milione di euro), si informano i lettori che il giudice dottor Barracca ha demandato alla dottoressa Rocchi la nomina del perito che interessa la questione Nesti & C. Con slittamento dal 24 febbraio al 31 marzo prossimo.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Delitto di cronaca, di critica, di satira, di arruffamento del tiaso delle pie donne
Da chi è sempre di più zucchero e miele,
amici miei, guardatevi le mele!
Basta un sorriso od anche un sol sussurro
e ve lo fuscia dentro con il burro.


ECCO LA STORIA RACCONTATA A CONCITA
E IMMESSA IN CIRCOLO SU FACEBOOK

Per leggere meglio potrete scaricare da qui il pdf completo


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