DOPO IL 4 DICEMBRE… LA SCONFITTA DEL PD

Carlo Dami dei Cobas
Carlo Dami dei Cobas

PISTOIA. Il 5 dicembre non abbiamo festeggiato la vittoria dei Comitati del No.

Abbiamo invece festeggiato le ragioni di tutti quelli che lavorano, quando lavorano, per salari miserevoli, di quelli che per lavorare devono fuggire dall’Italia, di quelli che vorrebbero studiare, ma non hanno soldi a sufficienza per farlo, di quelli che non hanno una casa o pagano affitti troppo alti, di quelli che lottano contro la devastazione dei loro territori   e dell’ambiente.

Quella che si è consumata è la sconfitta del Pd che in questi 30 mesi ha mostrato il suo vero volto fatto di mancette elettorali, di grandi e devastanti opere, di jobs act, di buona scuola e di genuflessioni ai diktat dell’Unione Europea.

Volevano con questo referendum più poteri per accelerare la distruzione dei nostri diritti, ci consegnano invece un Paese diviso grazie ad una campagna elettorale aggressiva e menzognera.

Tuttavia, detto questo, non è possibile nascondere che questa vittoria pone  una serie di domande a cui è necessario dare risposta.

Infatti, sgomberato il campo da una riforma costituzionale devastante, il problema che abbiamo di fronte è quello di battere coloro che, siano essi di centro-destra o di centro-sinistra, si sono schierati con il fronte del No unicamente per ragioni ascrivibili al conflitto tra le varie componenti della casta per la gestione del potere politico, perché la disgregazione della prima e della seconda parte della Costituzione non nasce con il renzismo, ma è parte di un lungo processo a cui hanno partecipato attivamente molti soggetti politici e culturali che oggi si sono schierati con il fronte del No.

Per questo la battaglia più importante ha inizio proprio ora, perché non è possibile fidarsi di chi ha approvato riforme come il jobs act, la buona scuola, lo sblocca Italia, l’Italicum.

Questo No sarà un passaggio realmente vincente se tutti insieme saremo in grado nei nostri territori di riprenderci la decisionalità sui diritti del lavoro, della salute, della casa, contro le grandi opere e contro la devastazione ambientale.

Per questo è di primaria importanza non perderci di vista, perché nei prossimi giorni sarà necessario ritrovarci tutte e tutti in una grande assemblea cittadina che, a partire dai conflitti presenti nei nostri territori, provi a tracciare un percorso condiviso per la difesa dei nostri diritti individuali e collettivi.

[carlo dami]

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