dopo il covid19. NELLE MALATTIE INFETTIVE DEL SAN JACOPO SI FA ANCHE RICERCA

Il bilancio del dottor Massimo Di Pietro
Entrata al reparto

PISTOIA. Il Covid19, era scontato, ha lasciato i suoi segni anche nel reparto malattie infettive dell’ospedale San Jacopo, diretto dal dottor Massimo Di Pietro, che fin dal primo giorno dell’emergenza sanitaria è stato in assoluto il primo ad essere coinvolto: lì sono arrivati i primi pazienti con il temibile e quasi misconosciuto virus da trattare e sempre lì per quasi centro giorni i sette medici infettivologi si sono alternati per garantire la loro presenza 24 ore su 24 all’interno del Gruppo multidisciplinare che ha gestito i reparti “Covid”.

Ma senza dimenticare mai gli altri ammalati. “Abbiamo istituito un servizio di consulenze telefoniche per i Medici di Famiglia e le Usca per i casi di Covid non ricoverati, ma, nonostante l’emergenza abbiamo sempre cercato di non lasciare mai indietro i nostri pazienti cronici.

In particolare quelli affetti da Hiv— ne seguiamo circa 350 della provincia pistoiese — ed epatite C, che potevano contattarci per telefono o via mail, fare i controlli ematici indifferibili e raggiungerci in ospedale in caso di urgente necessità. Il team è riuscito anche a seguire i nostri pazienti in assistenza domiciliare e quelli del carcere pistoiese”.

Già dalla seconda metà del mese di maggio, non appena l’emergenza ha iniziato a rallentare la sua corsa, il reparto ha ripreso la propria attività anche riorganizzandola: è stato riaperto il day service di Malattie Infettive in ospedale; collabora ai controlli , insieme agli altri specialisti, per i pazienti post Covid19; ha potenziato l’attività ambulatoriale sul territorio (a Pescia, Montecatini Terme, Pistoia centro, San Marcello e a breve nella Casa della Salute di Quarrata).

“In questi giorni – prosegue Di Pietro – vorremmo riprendere le importanti collaborazioni con le Associazioni di Volontariato e con i Medici di Famiglia per la diffusione dei test rapidi per HCV e HIV. In questi mesi, in piena emergenza, abbiamo ricoverato 4 casi di Aids conclamato a testimoniare che le azioni di prevenzione e di diagnosi precoce non possono essere abbandonate.

L’ospedale San Jacopo a Pistoia

Inoltre, proprio in funzione del Covid, vogliamo estendere la nostra attività di vaccinazione nei pazienti immunodepressi”.

Ma la vera novità per il reparto pistoiese, che avrà senz’altro ricadute positive nelle diagnosi e nella cura dei pazienti affetti da Covid19, è però rappresenta d’allargamento dell’attività di ricerca: le Malattie Infettive di Pistoia da alcuni anni partecipano a studi multicentrici nazionali — su HIV, micobatteri e HCV — ma in questi giorni — insieme agli altri specialisti del San Jacopo — hanno aderito anche a studi multicentrici sull’uso di alcuni farmaci sperimentali e alla selezione dei pazienti per la donazione del plasma di convalescenti (in collaborazione con il centro sangue).

“In questo momento il San Jacopo —fa sapere con orgoglio Di Piero — è uno dei maggiori partecipanti allo studio osservazionale organizzato dalla Società Italiana di Malattie Infettive, che si svolge sotto l’egida OMS. Oltre collaboreremo con l’Università di Siena per studiare gli aspetti genetici della malattia Covid19. Sì, è una nuova sfida e uno straordinario impegno per tutti noi e mi permetta di ricordare i medici della nostra struttura: Maria Benvenuti, Sara Bonelli, Francesco Esperti, Claudio Fabbri, Daniela Messeri, Michele Trezzi, Manuela Uberti e Angela Vivarelli”.

Il team medico è integrato da quello infermieristico coordinato da Marcella Mercugliano.

[ponticelli — asl toscana centro]

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