dopo secoli di soviet. MONDO DI MEZZO, MAZZETTI NON HA ANCORA ATTOVAGLIATO LA GIUNTA

Il puparo Magnanensi, a destra, premia Mazzetti nel 2008

 

AGLIANA. Il 3 dicembre siamo saliti al terzo piano del Comune (pochi i saluti: i giornalisti non piacciono, né a destra né a sinistra) e abbiamo registrato la più apparente consuetudine dei vari uffici: sì, perché se non ci fosse stata la revoca dell’incarico alla Fata Smemorina e la lettera di diffida e messa in mora al dottor Andrea Alessandro Nesti, il clima sarebbe sembrato davvero invariato da quello dell’èra [Nau]Fragai, dove tutto scorreva al meglio, sopra e sotto ai banchi.

Per fare un’analisi oggettiva, serviranno del resto se non settantaquattro, almeno in terzo, cioè altri venticinque anni, per riassestare il bilancio d’esercizio, acquisire nuovi dipendenti, migliorare le infrastrutture, riqualificare l’assetto urbano e, davvero, immaginare una cittadina diversa da quella conosciuta fino ad ora.

Oggi una delle primarie esigenze dell’amministrazione è quella di trovare un’area per costruire la nuova biblioteca e, sul “boccone” ci sarebbe ben piazzato l’immobiliarista montalese (all’anagrafe), ma aglianese (di diritto divino) Pietro Francesco Mazzetti.

Mazzetti, accanto all’ex Dc Raffaello Giuntoli, anima del Pd aglianese

Qusquìlie e pinzillacchere, direte voi: nel Comune di “ancinnovazione”, “Pane & Rose”, “motorini rottamati a 11.300 euro”, “pubblicità su Tvl di Luigi Egidio”, una diffusa e ripetuta commistione fra pubblico e privato, con registi cuochi “fai-da-te”, sono cose abituali inun Comune in cui i dirigenti delle unità operative controllavano (ma, dunque, hanno smesso oggi?) i politici, permettondo l’affaccio di disinvolti mezzani e mediatori di seconda e terza mano.

Francesco Pietro Mazzetti, forte dei riconoscimenti storicamente avuti dal “puparo pistoiese” (= Paolo Magnanensi) non ha mai perso la frequentazione del Palazzo; ce lo abbiamo trovato in più occasioni; del resto il palazzo comunale è aperto al pubblico.

Pater noster, qui es in cenis…

Chissà cosa avrà in mente il conosciutissimo mediatore intercomunale (del Mont-Ana), anche egregio Trimalchione e ottimo chef stellato che, con la sua cucina, ha mosso pedine e segnato le sorti dei politici di Agliana per decenni.

Un lettore storicamente informato ci racconta come, nell’estate del 2014, anche Giacomo Mangoni si trovò attovagliato in prossimità della Bure, sotto ai pini del Mazzetti, con la giunta e l’entourage del Pd di allora.

In quella circostanza sarebbe stato invitato a “stare attento”. Aveva ragione: poi, nel settembre del 2018, il sindaco Mangoni si recherà in un bar di Sant’Agostino per una fatale riunione dove riceverà una proposta indecente, che lo porterà alla clamorosa dimissione del 3 gennaio 2019 dal Partito Dominante, accompagnato alla porta della sala con Fabrizio Nerozzi.

Paolo Magnanensi e sul fondo Lido Mencuccini e Francesco Mazzetti. Alla triade manca una “emme” sempre defilata…

Il Pierfrancesco, ci dicono, era presente ai colloqu pistoiesi e anche a quello tenuto in Candeglia a casa del puparo; per questo motivo, lui da democristiano doc, non ha alcuna riluttanza oggi a salutare, chiaccherare e girare per gli uffici comunali.

Per il suo solido trascorso filo-magnanesiano/ciampoliniano/mangoniano, lui può osteggiare appieno il profilo dell’estraneo, dato che sarebbe confermato il principio che  “gli amici degli avversari-nemici, sono anch’essi miei nemici”.

Nessuno potrà contestargli di essere ancora un tassello importante della nomenklatura politica della sinistra, del resto è nota la sua naturale avversione ai politici di area Lega/FdI/Fi, ma forse no! Potrà lui – nonostante le sue incrostazioni all’apparato dei demokrats essere ancora “abboccato” e remare sempre nella direzione più vantaggiosa del suo interesse di immobiliarista multitasking?

Le elezioni del giugno scorso – con l’arrivo della coalizione di centro destra, non hanno fatto nemmeno il solletico al “mondo di mezzo” del mattone (Pierfrancesco non è l’unico, ci sono altre due “emme” che girano nel palazzo) e non possiamo credere che Benesperi, con tutte le sue buone intenzioni, riesca facilmente ad arginare la pressione offerta dalla “razza padrona” di cui Mazzetti è “elettore palatino”.

Maurizio Ciottoli respinge gli attovagliamenti inopportuni?

Non resta che attendere e osservare: intanto ci risulta che la proposta di fare una bella cena (alla Trimalchione, che dopo 2000 anni è sempre di moda) sia stata proposta alla giunta in autunno, ma rigettata.

Un attovagliamento tecnico che, apparso inopportuno a Benesperi e a Ciottoli, ci dicono che è stato – almeno per il momento – respinto.

Il nuovo anno arriva a corsa e staremo a vedere gli sviluppi di altri eventuali tentativi di approccio culinario: del resto le stelle da chef non gli mancano.

Alessandro Romiti
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alessandroromiti@linealibera.info
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