doppiopesìsmo • 2. QUAL È IL CONCETTO DI LEGALITÀ CHE ALBERGA NELL’ANIMA DELLA SEGRETARIA DEL COMUNE DI AGLIANA? VE LO SPIEGHIAMO AGGIUNGENDO UN PO’ DI RIGHE…

Chi c’è dietro la lettera anonima del camorrista di Agliana che ha minacciato Donna Aveta? Che ne sanno di più, e non vogliono dire, l’Agnellone e Pedrito? Perché non vogliono darmi quel documento che mi occorre per mio diritto di difesa? Perché la procura di Pistoia ha tentato la mossa di chiedere l’archiviazione della mia denuncia? Secondo voi, così com’è la giustizia italiana è affidabile…?


Qual è la sua scienza giuridica e il suo diritto a riscuotere migliaia d’euro al mese, magari, anche, chiudendo il Comune di sabato e lavorando dal mare pur dopo aver seccato le proprie ferie? Cosa fa? Si ispira alla Costituzione italiana o alla ben più famosa e usata Legge del Menga?

 

C’È QUALCOSA CHE NON REGGE

LA CONOSCONO LA LEGGE . . . ?

 


 

AGNELLONE PERMALOSETTO. L’assessore Ciottoli è incazzatissimo con noi perché abbiamo pubblicato questa foto, che peraltro ci risulta sia pubblica. Stamattina a Alessandro Romiti ha detto, sgarbatamente, che ci concede (grazie, signor Duce!) di parlare di politica, ma «guai se coinvolgiamo la sua “famiglia”», minchia! Sarebbe bene che ci spiegasse cosa lo offende, visto che la scritta che compare sotto la foto parla di ANSA.IT. È un peccato che certa gente possa essere eletta. I risultati si vedono, purtroppo, anche a livello nazionale…

 

DA IERI potete leggere un interessante commento critico sul modus operandi della dottoressa Paola Aveta, segretaria generale di quella specie di Comune che si chiama Agliana per gli amici o Agrùmia (secondo la vendicativa sharia della Blimunda) per i nemici.

Sharia letteralmente è la “strada battuta”, “il cammino che conduce alla fonte a cui abbeverarsi”: una soluzione perfetta sia per l’assessore Agnellone, che dall’arrivo della sua adorata segretaria fa parte del gregge degli abbeverandi; sia per il cavallo (ma solo dei pantaloni, però) di Pedrito, anch’egli indirizzato all’abbeveratòrio del politicamente corretto e delle pie opere di accoglienza e beneficenza alla Biancalan/Tofani.

La dottoressa, infatti, ha lavorato alla perfezione nel limare opportunamente i dentini dei due piccoli viperotti che, agli elettori del 2019, avevano promesso di mordere tutti, ma che, alla fine, saranno giustamente (per contrappasso) morsi da tutti e presi a mazzate dopo il ritorno della sinistra più qualunque del mondo: quella dei campioni che fecero saltare i nervi al Mangoni, un sindaco – lasciatemelo dire – d’oro rispetto all’ottone ossidato che circola ora e domani ancor di più ad Agliana.

Ritorno alla lettera anonima del camorrista – quasi certamente dipendente comunale di Agliana: altrimenti come si fa a violare il sistema informatico del Comune?. Sembra abbia convinto l’Aveta a correre dalla GdF di Pistoia, scortata dall’Agnellone di dio che toglie le macchine guaste dalle strade e affitta i furgoni frigorifero della sua intoccabile “famiglia”.

L’Aveta – come scrivevamo ieri – è sensibile ai metodi camorristici (minaccia e/o estorsione), ma del tutto insensibile ai metodi democratici. Una doppia richiesta di intervento, infatti, inoltrata ufficialmente da Linea Libera, perché provvedesse a rimuovere certe sporcizie istituzionali d’Agrùmia, non l’ha neppure presa di striscio. Non si è mossa di un millimetro. Che fa? Cede ai ricatti e ignora la legge e la legalità?

La lettera anonima dello sconcio camorrista agrumiènse, poiché parlava anche di chi scrive, fu sùbito da me richiesta per poter presentare opportuna denuncia contro quella merda di anonimo castrato per violazione di corrispondenza privata e non solo.

Quest’altro da quando è sindaco crede di essere un monarca assoluto…

La Triade Santa d’Agrùmia (Ciottoli, Aveta, Luca Pedrito) prima farfugliò quattro cazzate in padella Findus e, con una dichiarazione falsa, mi fu negato il diritto democratico costituzionale di ottenere un documento spettàntemi per la difesa personale.

Se forse avessi minacciato l’Aveta con una doppia lettera anonima, costei, conoscendo e riconoscendo la valenza camorristica del mezzo, probabilmente mi avrebbe fatto avere quel che chiedevo su un piatto d’argento e direttamente a casa, mandandomela, magari, per mano di un dirigente del Comune.

Successivamente mi rispose a farfuglia che siccome nella lettera dell’anonimo camorrista c’erano pezzi della mia corrispondenza privata, non c’era bisogno di darmi copia della lettera, perché già io sapevo cosa avessi scritto. Anche qui una perfetta logica aristotelica da… battilòcchio, però.

Della serie: ma voi legulei e dottoroni in legge, siete tutti così scienziati? O vi siete laureati solo perché avevate babbo, mamma, fratelli e sorelle importanti all’interno dei gangli camorristici della pubblica corruzione italiana?

Scrissi perciò al prefetto (inconsistente anch’egli) Gerlando Iorio, per lamentare le violazioni di Mamma Aveta e dei due trovatelli affiliati, Pinco & Palle. E la risposta fu: «Io gliel’ho detto di darle la lettera anonima, ma loro non mi stanno a sentire e io non ho potere su di loro. Non posso farci nulla…, mi spiace».

Ma allora perché pagare un prefetto se non ha poteri? Non sarebbe meglio licenziarli tutti in tronco (a partire dalla Lamorgese) e sistemare gli afghani profughi nelle prefetture giustamente svuotate?

Una cosa si capiva bene (e tuttora sembra chiara ed evidente) che la Paola, Pinco & Palle, tengono stretta quella lettera come se avessero paura che si capisse che stanno proteggendo un camorrista a loro ben noto. Lo conoscono? È loro amico, forse? Lavora gomito a gomito con loro? Che cazzo hanno da nascondere sotto i plantari delle infradito portate orgogliosamente in Comune (non però di sabato d’agosto perché gli uffici sono chiusi)?

Sfavato (si può dire o si rischia di offendere le orecchie della Dorella di un famosissimo racconto parto di una scrittrice straordinaria del XXI secolo?), sfavato presentai querela contro la Paola, Pinco & Palle, al fine di ottenere la lettera camorristica in grado di ricattare la Fata dai capelli rosati come da foto.

Ma anche lì – siamo all’inefficiente e depistante procura della repubblica di Pistoia – il sostituto cui era affidata l’indagine, come potete vedere dalla foto qui sotto, chiese l’archiviazione del caso in meno di un mese.

Ci sta, infatti, che gli scienziati sbaglino sulla velocità della luce: sovr’essa vige la velocità delle archiviazioni delle querele scomode secondo i princìpi e gli opinabili punti di vista della procura di Pistoia.

Una logica ferrea ineccepibile: davvero degna di Aristotele. Mai visto niente di meglio

Ora seguitemi bene. E interrogatevi su come e quanto lavorano i nostri difensori della legalità e della apprezzata «gente comune» da tutelare:

1. Espongo la vicenda il 18 giugno 2020 con una querela

2. Chiarisco che la lettera del camorrista agrumiènse se la tengono stretta la Paola, Pinco & Palle

3. Chiarisco esplicitamente che tale lettera mi viene negata e che, pertanto, ne richiedo il sequestro da parte del giudice e la consegna di una copia per le conseguenti azioni penali e…. miracolo!

4. Il sostituto del dottor Tommaso Coletta chiede l’archiviazione del caso in meno di un mese.
E sapete perché? Sedetevi e reggetevi forte per non cadere dal ridere col rischio di conciarvi male il viso e di perderci la faccia: chiede l’archiviazione perché la parte offesa (che sarei io) non ha consegnato all’inquirente (che sarebbe lui, il giudice della procura) la lettera anonima del sozzo camorrista agrumiènse.

Chi non capisce cosa ha scritto il giudice, è un demente: io chiedo di sequestrare la lettera e di farmene avere copia perché la Paola, Pinco e Palle non vogliono darmela, e il sostituto di Coletta chiede l’archiviazione perché non ho allegato alla mia denuncia la lettera che non ho perché il Trio d’Agliana non vuole darmela. Ora è più chiaro?

Con solare evidenza (ma è solo una battuta: non prendetela sul serio, signori censori della “gente comune” da aiutare…) penso che in procura non dovrebbero essere distribuite monodosi di superalcolici agni mattina a colazione: se non altro perché non fanno punto bene alla logica di pubblici ministeri che magari arrivano un po’ assonnati perché pendolari di fuori provincia. Di altre bestialità “dedotte”, ne riparleremo a tempo e luogo.

A un anno di distanza dal camorrista agrumiènse e dalla sua lettera anonima alla Paola, a giugno 2021 ho chiesto di nuovo di rilasciarmi copia della schifezza umana e morale partorita dal fetente anonimo.

E stavolta Palle-Pedrito – dietro il quale non possono che stare gli altri due suoi compari, la Paola e Pinco – mi risponde che hanno chiesto il permesso a Sua Santità il Dottor Tommaso Coletta. Ad oggi hanno tutti perso la lingua: anche se perfino i cavolini di Bruxelles sanno che le indagini che ostacolerebbero il rilascio della lettera, sono finite fin dal giorno della crocifissione di N.S. Gesù Cristo!

Ad Agliana, lettori e cittadini, potete tranquillamente contare su un segretario generale che sa tutto e fa tutto. Tranne, ovviamente, sapere e fare ciò che è obbligo di legge: fra cui anche consegnare documenti i richiesti a chi ha diritto di averli.

Esempio di sviamento di potere da parte del prode Pedrito

Siete messi male, agrumiènsi. C’è più avvocati nella vostra giunta che peli sulla pelliccia dello Yeti, l’abominevole uomo delle nevi.

Ma la Paola non sa che tutti i documenti vanno consegnati a prescindere, se richiesti da chi ne ha l’assoluto diritto per diritto di difesa.

E ignora anche una importantissima sentenza del Tar del Lazio che dovrebbe fare testo, tanto più per chi amministra un Comune…

E allora qual è la sua scienza giuridica e il suo diritto a riscuotere migliaia d’euro al mese, magari, anche, chiudendo il Comune di sabato e lavorando dal mare pur dopo aver seccato le proprie ferie?

Cosa fa? Si ispira alla Costituzione italiana o alla ben più famosa e usata, in Italia, legge del Menga?

Una cosa è certa. Se rinasco o voglio fare il segretario comunale o, meglio, se nessuno avrà fatto la riforma della magistratura (cosa non solo possibile, ma quasi certa) il pubblico ministero.

Lì sì che c’è da divertirsi a rischio zero!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Studiate, fratelli, compagni, amici e camerati! Non vi farà male, ne avete bisogno come tutti…

Scaricate da qui la sentenza che non conoscete


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