«DOVE SI INCONTRANO GLI ANGELI»: PENSIERI, FIABE E SOGNI DI GIOVANNI MICHELUCCI

Giovanni Michelucci
Giovanni Michelucci

PISTOIA. Giuseppe Cecconi, scrittore, giornalista, ha curato una nuova edizione del libro “Dove si incontrano gli angeli”, pensieri, fiabe e sogni di Giovanni Michelucci e la sua presentazione avverrà in quella che sta diventando la culla della cultura pistoiese la Fondazione Luigi Tronci venerdì 19 giugno alle ore 21.20. Questa presentazione è ancora una volta il frutto della collaborazione tra Tronci e Associazione Culturidea in un sodalizio che prosegue a dare concreti e tangibili frutti. Ciò che accomuna la Fondazione legata alla celebre famiglia di produttori di strumenti musicali e l’Associazione capitanata da Riccardo Fagioli e Beatrice Papi è infatti l’essenziale predilezione alla concretezza.

Quello che sarà presentato venerdì 19 giugno non è un libro qualsiasi. “Dove si incontrano gli angeli” è un libro di pensieri architettonici, sogni umani e meditazioni spirituali.

La copertina
La copertina

Tratte da documenti inediti, manoscritti, interventi registrati nei quali l’architetto parlava del suo rapporto con l’arte, l’architettura e la fede. Molte testimonianze sono state raccolte pochi giorni prima della morte dell’artista avvenuta il 31 dicembre del 1990. È un documento “di rara bellezza per intensità e testimonianza umana e religiosa” (Orazio La Rocca).

“Io non faccio l’architetto per fare dell’architettura – confessa Michelucci in un passo del libro – faccio l’architetto perché questo è un modo di essere presente nella vita e nel mondo degli uomini del mio tempo. L’architettura non è, non deve essere il fine, ma un mezzo di presenza, di colloquio con i propri simili. L’architettura per me è un gesto, ha il valore di un gesto…”.

Se prendiamo il primo brano che introduce, cioè “L’angelo”, si sente come la vena interpretativa di Michelucci coglie e riconosce nella realtà la ricchezza, divenendo filtro sensibile della vita che si realizza nel l’aspetto “magico” delle possibilità che si creano nell’organizzazione dello spazio. In quella piccola capanna nel bosco appare “l’angelo” inteso come equilibrio raggiunto nell’idea che porta alla bellezza, come un risultato semplice e misterioso, scaturito dall’armonia naturale delle cose con la vita.

Una delle realizzazioni di Michelucci
Una delle realizzazioni di Michelucci

Capire questo, sembra dirci il grande architetto, è già un grande risultato! L’Angelo è meta e anche senso di equilibrio che si rivolge al mondo. Sono le riflessioni di un uomo intimamente legato al suo mestiere che esige molto da se stesso e si mette sempre alla prova, aiutato da un attaccamento alla vita incredibile, della quale coglie la complessità e la bellezza e la soffre mentre la vive nella costante ricerca di continuità.

Prima dell’incontro sarà proiettata un’intervista realizzata al genio pistoiese da parte della RAI poco prima della sua dipartita e praticamente inedita, mentre a coadiuvare Giuseppe Cecconi nell’analisi e illustrazione del testo vi saranno Corrado Marcetti della Fondazione Giovanni Michelucci di Fiesole e l’ingegnere Jacques Anglade studioso di fama internazionale.

[culturidea]

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