due di briscola. PAESE CHE VAI, CONCORSO CHE TROVI – 8

Quattro buste a scelta per valutare il comportamento delle istituzioni di un paese che non è fuori controllo, ma senza controllo. Comuni, Università, Asl e Società della Salute sul vetrino del microscopio
Un percorso a ostacoli

BUONGIORNO, Pistoia, città pericolosa e vipera cornuta sotto la sabbia!

Stamattina voglio raccontarti e spiegarti, per bene, perché e per come – l’ho scritto qui – tu pianifichi la tua quintessenza riproducendoti all’infinito per partenogenesi, endogenesi, gemmazione e sporogenesi – il tutto, ovviamente, alla faccia del popolo lavoratore, tuo servo e schiavo, tuo estimatore e succubo, adoratore del tuo kavód (= gloria) come gli ebrei erranti di Mosè nel deserto del Sinai.

Paese che vai, concorsi che trovi. Restiamo a Pistoia e provincia, dove «non cade foglia che Pd non voglia», ma con digressioni anche altrove.

Busta n. 1 Il concorso di comandante della polizia municipale del Comune di Agliana

Nel 2000, a maggio, la dott.ssa Tiziana Bellini (posizione organizzativa della Ragioneria) liquida i compensi della commissione per il concorso di comandante della polizia municipale.

Avete capito: è quello del dottor Andrea Alessandro Nesti, varato da Paolo il Bello (Magnanensi) e poi cassato (in quanto cazzata) dal Consiglio di Stato dopo una vicenda a dir poco vergognosa per gli escamotages suggeriti dei brillanti legali del Comune di Agliana: correggere un atto ufficiale mandando ai giudici del Tar due pezzetti di cartastraccia su cui era segnato il punteggio giusto attribuito al Nesti.

Consiglio di Stato

Il Tar – ovviamente e non poteva fare diversamente – ci sputò sopra: il Consiglio di Stato fece di più, ci urinò. Ma il grande Pd di Agliana – da Magnanensi, a Ciampolini, a Fragai – cantarono in coro un bel “T’adoriam, Ostia divina / T’adoriam, Ostia d’amor”. Il tutto a spese degli aglianesi di Purissima feDe, becchi e bastonati.

La commissione d’esame? Ricordiamola, perché la storia non dimentichi: Dott.ssa Rosanna Madrussand, Segretaria Comunale, Presidente; Rag. Cataldo Lo Jacono, comandante polizia municipale di Montale, membro (tra l’altro gradevolissimo amico, ma, purtroppo, presente in quel pasticcio); Rag. Luciano Menichini, comandante della polizia municipale di Quarrata, mio ex collega 40 anni fa e mèntore del vigoroso comandante Oliviero Billi, suo successore e oggi consigliere della Lega ad Agliana; il dottor Sergio Jubini, segretario di commissione.

Anche a voler essere clementi, ce lo concedete 1 grammo e 2 di dubbio sulla perfetta anonimìa del concorso del Nesti? Possiamo pensare, anche solo per un millesimo di secondo, che la grafia di Nesti non fosse del tutto ignota a chi, con Nesti, aveva lavorato a lungo fino a quel momento? Tanto per dire che, in certi casi, la via è tracciata dal destino fin da prima che inizi.

La facoltà di lettere dell’Università di Sassari

Riprova del 9? In un concorso di Latino Medievale all’Università di Sassari, commissione tutta esterna (quindi assolutamente incapace di riconoscere la grafia della «predestinata» alla gloria), due soli i partecipanti: escamotage? Prendi un foglio in più (senza registrare questo piccolo particolare). Così, quando apriamo la busta, sappiamo chi è la «benedetta fra le donne» e il diavolo tentatore a cui la Vergine dovrà schiacciare la testa.

Altra riprova, ma più brutale? Concorso di Latino Medievale all’Università di Verona. 25 concorrenti e un «predestinato». Tre o quattro giorni di permanenza in loco per seguire le prove e gli esami: tre milioni di lire in fumo.

Si arriva all’orale in 4 o 5. Mi fanno entrare e la vicepresidente, Rosa Gualdo, Università Federico II di Napoli, mi apre sotto il naso un libro in francese e mi fa leggere un capoverso.

«Traduca», dice. A metà mi interrompe: «Va bene, il francese lo sa. Buona conoscenza». Poi, di brutto: «Senta, professore, lei è l’unico, qui, che sa il latino: ma questo posto lo vince E.F. perché è destinato a lui». Punto. Chiaro a tutti o devo fare uno schizzo a carboncino o sanguigno? Prove documentali riposte e conservate in archivio.

Busta n. 2 Il concorso di comandante della polizia municipale associata nei Comuni del Mont-Ana

E la commissione viene rinominata ex novo

Veloce situazione. Prepara tutto il caro Cataldo Lo Jacono. Ma – sembra – qualcosa non va va bene a chi… La commissione viene scardinata e rinominata con un forte profumo di “Ad hoc for Lady”: e da Pieve a Nievole giunge la dott.ssa Paola Nanni, quota Cgil (entourage di chi pòle). Che prende le redini come l’Auriga di Delfi, che è lì impalato con le briglie in mano, ma senza la biga.

Infatti la signora Nanni non si vede mai – o quasi – ad Agliana: ma sa correre (pur essendo in ferie, credo) dal nuovo Sindaco Benesperi per perorare le sue cause.

Ha cercato – ci dicono in confidenza – di farsi cooptare a Pescia con la stampella della Cgil: ma pare che Oreste Giurlani, simpatico e caro amico, le abbia risposto picche perché «una volta uscito dal Pd Oreste non ha più mamma».

Se questa battuta fosse vera (ma se si pensa a Lotti[zzazione] è alquanto verosimile) siamo messi proprio bene!

Busta n. 3 Il concorso per coordinatore dell’ufficio stampa dell’Asl Centro Toscana

Luca Cei. Si firmava Avv. ma non era iscritto all’albo

Viene bandito, ma ci suggeriscono che è un concorso “ad personam” per Daniela Ponticelli, sostenuta dal signor Dottor Roberto Abati e da un sedicente Avvocato (non iscritto a nessun Albo fino alla fine del 2015) Dr Luca Cei.

Per sicurezza ci autospediamo una lettera in cui ci diciamo di avere avuto notizia che sarà la Ponticelli la «predestinata all’investitura»: e qualche giorno dopo, miracolo degno di Medjugorje, è lei che sta sullo sgabello più alto. Èccoti la Papessa Giovanna in soglio.

Peccato però che l’Asl, ricevuta una nostra richiesta di accesso al curriculum della Ponticelli, non abbia mai rilasciato il documento che pure dovrebbe essere pubblicissimo e on line, visto che l’interessata svolge funzioni di un profilo di alta professionalità…

Siamo stati costretti a mandare il tutto al Difensore Civico Regionale: ce la farà a sciogliere i nodi prima del 2023, come cantava Caterina Caselli nel 1970?

I documenti – magari – ve li pubblico una prossima volta.

Busta n. 4 L’incredibile storia del concorso per addetto stampa della Società della Salute Pistoiese

Daniele Mannelli

Ormai nessuno più vive se non ha visibilità e tutti corrono a cercare un migrante-giornalista da far lavorare nella propria piantagione di cotone a suon di spirituals.

Ciò è accaduto per la Sds Pistoiese del dottor Daniele Mannelli, un simpatico e buon forteguerriano, credo ex socialista.

Il primo bando «alla ricerca della pietra verde» è della fine del 2016. La scelta cade sul collega Paolo Vannini e, a marzo 2019, esce un secondo bando finalizzato al rinnovo del contratto.

Sono un rompiballe, dottor Mannelli, e tu lo sai. Decido di presentare domanda anch’io: non perché voglia fare l’addetto stampa (preferisco l’evirazione, anche perché a questa età non ho più nulla da temere…), ma solo per vedere cosa significhi, nel Pater noster contestato da Bergoglio/Francesco, «non ci indurre in tentazione». L’ho fatto anche con l’Ordine dei Medici presieduto dall’amico Beppino Montalti, un tempo vigorosa foglia d’edera. Glielo puoi chiedere.

Il bando della Sds Pistoiese del 2019 scade a aprile, il 15. Dopo un mese nessuna notizia. Dopo due, neppure. Nel frattempo noto che Paolo Vannini continua a mandare comunicati-stampa della Sds Pistoiese; e mi domando: cosa succede? Siamo indietro con le pratiche burocratiche del bando e Vannini è in regime di prorogatio?

Il rasoio di Maria Antonietta

Scartabello e… toh! Vedo che il collega è stato confermato, da quanto posso capire. Bravissimi, veloci ed efficienti. C’è un solo – legittimo – ma. Leggendo sinotticamente (cioè uno a fianco all’altro) i bandi 2016-2019 salta agli occhi un piccolo particolare (ma assai qualificante, come la piccola differenza che passa tra un uomo e una donna): nel bando 2019, rispetto a quello del 2016, è stata aggiunta una riga, minuscola ma pesante come la lama del rasoio che fece la barba a Maria Antonietta e al suo inetto consorte: occorre, a questa tornata, «avere esperienza di lavoro nel settore socio-sanitario e socio-assistenziale per almeno 12 mesi».

Crediamo che sia, con solare evidenza, una ghigliottina atta ad affermare un nobile principio di «discriminazione» orientata.

A che minchia serve, dottor Mannelli, se non a precostituire un criterio con fini altri rispetto alle capacità professionali di un giornalista? E perché nel 2016 questa richiesta non c’era e oggi salta fuori?

Prova a farlo spiegare – ma in maniera logica, non con fumo politico – ai due mèntori (che tu chiami membri esperti), la Dott.ssa Silvia Mariotti e il Dott. Michele Taddei (Vicepresidente Odg Toscana?).

E speriamo che siano convincenti.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
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