dulcis in fundo. DAGOSPIA SI OCCUPA DELLA MINORENNE FATTA UBRIACARE E VIOLENTATA. MA VENGA A PISTOIA ANCHE A VEDERE COME VIENE “SOMMINISTRATA” LA GIUSTIZIA DA MAGISTRATI TERZI E IMPARZIALI

Fra i giornalisti di periferia, perlopiù ignavi, qualcuno viene scelto dal potere per fare il Kapo: e ha notizie prima e più di altri. Manovrare il potere significa, infatti, diversificare il cibo a seconda del cane: più ricco o meno ricco…


Pensate che un sostituto procuratore manda a giudizio la gente, ma lui stesso coordina il traffico dei migranti clandestini nel silenzio e nell’indifferenza generale. Se questa è giustizia…


LO STALKING CHE HO SUBÌTO A PISTOIA?

QUELLO DEL TRIBUNALE CIVILE E PENALE


 

Donati batte Nazione 2-0

 

Del caso violenza sessuale a minore fatta ubriacare, si è occupato stamani anche Dagospia. Applausi, ma i fatti vengono raccontati solo se emergono e rappresentano un prodotto appetibile sotto il profilo commerciale. E il sesso fa cassa.

Il difficile è, come sempre, far muovere i signori della comunicazione, occupati in tutt’altre faccende, anche sull’andazzo quotidiano che è la parte meno appariscente e più pericolosa nella vita di tutti.

Convincere un giornalista a scrivere la verità, è di fatto impossibile e faticoso come quando una moglie, picchiata selvaggiamente dal marito, si presenta all’ospedale e, un giorno sì e uno sì, dichiara di essere caduta da una sedia o scivolata sul pavimento a cera o ruzzolata per la scala della soffitta o presa a cornate dalla capra che ha come animale da compagnia.

Della giustizia (?) di Pistoia abbiamo informato in fila il Fatto Quotidiano (e nulla) La Verità (e nulla), Giletti (e nulla), Del Debbio (e nulla), Sansonetti (e nulla), Giordano (e nulla) e molti altri mostri sacri del giornalismo, come il capo dell’Ansa dell’Emila-Romagna, Leonardo Nesti, mio ex allievo (e nulla).

I generali non scendono in campo: ci lasciano scendere i giornalisti di periferia; 8 proni e 2 a testa alta, ma destinati al massacro perché non obbediscono al potere bieco e stra-nazifascista delle istituzioni patrie, che la Gip Patrizia Martucci solennemente appella le «autorità costituite».

Poi fra i giornalisti di periferia, perlopiù ignavi, qualcuno viene scelto dal potere per fare il Kapo: e ha notizie prima e più di altri. Manovrare il potere significa, infatti, diversificare il cibo a seconda del cane: più ricco o meno ricco. La metafora del Kapo è tagliata su misura per l’Italia: basta vedere quanti governi non eletti ci hanno fatto ingozzare i due geni definiti (ma senza il vero crisma costituzionale) «presidente della repubblica».

Con la modulazione del cibo metaforico di cui sopra, tutti possono capire ancor di più che la tecnica migliore per “battere la ganascia” in pace è piegare la schiena finanche a troncarsela strusciando la bazza per terra.

Da una prima lettura sommaria di giornali cartacei pistoiesi, credo di aver capito che, anche stavolta, Massimo Donati del Tirreno, è un capello di passo avanti rispetto alla Nazione.

Il Donati ci avverte che il barista sarà interrogato dal Gip (si può sapere chi o è un segreto di stato?) venerdì prossimo.

Nazione battuta da Tirreno 0-2

La Nazione invece scrive: «Nei prossimi giorni poi il giovane barista comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia»; ma non specifica quando. Il Donati ha forse avuto una soffiata in più rispetto al fu-giornale di Bettino Ricasoli?

Una sola battuta, ma adatta a un giornale come il nostro, irrispettoso più di Bertoldo dinanzi al re Alboino. Interrogazione di garanzia? Ma quale, scusate? Quella che assicura che, alla fine, ciascun magistrato farà esattamente quello che vuole a prescindere?

Pensate solo che a Pistoia esistono magistrati che non distinguono fra la figura del contribuente e quella del fornitore; o che chiedono l’archiviazione di una mia richiesta (volevo la lettera infame-anonima tenuta nascosta dalla segretaria Aveta di Agliana con la complicità del Ciottoli e del Benesperi), motivando che io (che ne ero privo e la richiedevo, per questo, all’autorità giudiziaria) non la avevo presentata come documento allegato per la procura.

Della serie: quanto sono scemo a non presentare al magistrato un documento che gli sto chiedendo perché non vogliono darmelo anche se riguarda la mia persona e la violazione della mia corrispondenza!

Stalin? Era un seminarista. Kim Jong-un? Santa Maria Goretti, al confronto. Ma Pistoia è anche questo.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Se mi fossi chiamato Elkan, Agnelli, De Benedetti, Monte dei Paschi di Siena, Grillo o, magari, Turco, chissà se qualcuno non avrebbe detto al sostituto Claudio Curreli: «Falla finita sùbito…!»


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