DURA LEX? SÌ, MA NON PER I SANTI DI AGLIANA

Eleanna Ciampolini
Eleanna Ciampolini

AGLIANA. La corrispondenza tra la Sindaca Ciampolini e il dott. Goduto, vero vincitore del concorso di Comandate della Polizia Municipale e illegittimamente espropriato dall’incarico (lo ha detto il Tar della Toscana, non noi) è stata già trattata da questo giornale ed è davvero sintomatica della capacità dell’amministrazione democratico-aglianese di voler persistere nell’errore, contro la logica del buon governo e del rispetto della legge.

La Giunta aglianese, dopo tanto, non può che mostrare la spregiudicatezza delle persone di un partito che fa grandi manifestazioni in difesa della legalità (non ultima quella del 25 aprile scorso a fianco di un altissimo magistrato), salvo poi negarla, respingerla e contrastarla nella pratica, questa legalità: in modo davvero offensivo per l’intera comunità di amministrati, che comunque continuano a credere nelle favole dei ciuchi che volano e che, alla fine, saranno costretti a pagare per gli errori dei capi. E vi sembra giusto?

Eleanna Ciampolini, nella corrispondenza con il sacrificato Mauro Goduto, s’impegna a rifondere le spese di giudizio ma poi specifica che, per quanto calcolato dal servizio di Ragioneria del suo Comune, nulla è dovuto ad altro titolo, e nient’altro aggiunge, dimenticandosi completamente del motivo principale della sentenza d’ottemperanza emessa a favore di Goduto: la rifusione del danno che Goduto ha subìto, in questi anni, dagli illuminati democratici amministratori di Agliana.

Il Comandante Andrea Nesti
Il Comandante Andrea Nesti

La Ciampolini nega il riconoscimento di una indennità di “posizione organizzativa” che è stabilmente assegnata a tutti coloro che vincono il concorso da Capo dei vigili: dunque anche al dott. Goduto, se il Tar – come ha fatto – glielo ha riconosciuto: e a prescindere dal fatto che il sacrificato sia stato o no Comandante ad Agliana, perché il non esserlo stato è danno che è stata proprio l’amministrazione aglianese a mettergli sulle spalle come la croce a Cristo.

Ed ecco il conto...
Ed ecco il conto…

E il danno morale patito, non lo vogliamo contare? E la sofferenza psicologica dovuta alla democratica e legalitaria vessazione della Giunta aglianese, nemmen quella? E non sarebbe il caso che la Ciampolini uscente si facesse fare un quadro ‘costruttivo’ dal suo amico consigliere di Cassazione che le viene ad arringare la folla in occasione della festa del 25 Aprile? Tutto sommato, questo, non è un consiglio stupido – almeno così pare a noi.

Forse la Sindaca uscente non intenda pelare la “patata bollente” che, diversamente, il prossimo Sindaco si troverà pronta sulla scrivania, probabilmente con un’altra azione di tutela legale, questa volta incardinata presso il Giudice del Lavoro a Pistoia, appena insediato dopo un lungo periodo di assenza.

Ma la Ciampolini, pur se fuori, crede di essersi ripulita le spalle dai gravami che le competono almeno sotto il profili civilistico e, senza dubbio, sotto quello di un danno erariale a cui la Corte dei Conti la richiamerà senza tante indecisioni? Fra l’altro il Comune di Agliana non è nuovo a farsi trascinare in Tribunale, salvo poi rifondere i cittadini con lauti versamenti che gli aglianesi meglio farebbero a richiedere, a rivalsa, ai loro poco provvidi amministratori del popolo.

La Sindaca Ciampolini con Gallo alla sua sinistra
La Sindaca Ciampolini con Gallo alla sua sinistra

Di altro più, per concludere, non c’è molto da aggiungere: ma certo la Sindaco e le sue truppe – viste queste vicende e le sentenze del Tar – meriterebbero di essere apostrofati con una frase famosa che Fortebraccio, sull’Unità, in prima pagina, negli anni 70, rivolse al Provveditore di Pistoia, Giovanni Pedrini, perché aveva negato alle scuole la possibilità di svolgere un concorso (un tema) per il 25 Aprile, festa cara ai libertari di Agliana, strenui difensori della Costituzione.

Fin troppo chiaro ed esplicito (ma quando ci vuole ci vuole…) Fortebraccio scrisse queste ultime parole nel suo corsivo: [Pedrini] si vergogni di essere com’è.

A nostro giudizio la frase calza a pennello. Ma stavolta all’indirizzo dei compagni armigeri sfegatati della legalità e della legge (giusta solo se da imporre, evidentemente, agli altri).

Scarica il pdf: Nesti-Goduto

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