E DOPO LA GAVETTA IL REAL SBOCCIÒ

Il successo di Villacidro, un 2-0 motivo d’orgoglio per l’Agliana sportiva, ma pure per Pistoia e provincia tutta
Il Real Aglianese a Villacidro
Il Real Aglianese a Villacidro

AGLIANA. Quando si parla di apprendistato, e come nello sport di gavetta, non si sbaglia mai. Tutti la debbono fare, individui e indirettamente le società. È quel che accaduto al Real Aglianese, che dopo la mirabile annata passata, quella della promozione in B, dei successi in Coppa e Supercoppa Toscana, ha pensato di centrare i propri obiettivi non giocando… di squadra.

Di ottenere tutto e subito. Alla vigilia di questa stagione, infatti, i traguardi posti dai dirigenti erano due: conquistare la salvezza con la prima squadra e rafforzare la base societaria, lavorare bene facendosi notare dal maggior numero di sponsor possibile per provare a vivere bene e avere un futuro assicurato.

Non si è immaginato, però, lo scotto, dovuto all’inesperienza, che la matricola avrebbe pagato, in tutti i settori: non solo con la formazione, ma anche e soprattutto a livello dirigenziale, nella delicata fase delle scelte. Invece di operare per il bene comune, di pensare al generale, ognuno, anche in buona fede per carità, ha ritenuto di “fare il mulo”, di lavorare singolarmente e forte, tirando, spesso e volentieri, l’acqua al proprio mulino.

Armando Esposito
Armando Esposito

Di mettersi in mostra più che pensare a mettere in mostra il sodalizio. Ebbene, è stato il caos. Da questo gennaio, però, qualcosa è cambiato: il gruppo, seguendo i suggerimenti del bravo Armando Esposito, ha iniziato ad allenarsi di più e meglio, con professionalità, per poter giocare alla pari con le compagini avversarie; gli stessi dirigenti, attraverso una ritrovata tranquillità, hanno iniziato a remare tutti dalla stessa parte, tralasciando individualismi ed egoismi.

Ecco spiegato anche il successo di Villacidro, un 2-0 motivo d’orgoglio per l’Agliana sportiva, ma pure per Pistoia e provincia tutta. La classifica si fa più bella, gli addetti ai lavori calcistici iniziano a riconoscere che al Real si può praticare calcio in modo ottimale. In sostanza, la gavetta ha comportato sbagli su sbagli, ma è proprio vero: sbagliando s’impara.

Ora ci si augura che il patrimonio di conoscenze raggiunto, non sia perduto per colpi di testa o peggio ancora personalismi. Esposito e le sue calciatrici non lo meriterebbero.

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