E FINALMENTE FU BARTOLOMEI

Alessio Bartolomei

PISTOIA. Fiat lux. La giunta comunale di Pistoia è divenuta realtà compiuta.

Alessio Bartolomei è l’assessore in quota Lega ed i giochi sono terminati.

Alcuni amici lettori hanno criticamente commentato un mio modesto scrivere [vedi: La Giunta di Tomasi e le bizze della Lega] come un attacco alla persona non comprendendo che la presentazione della giunta monca, giustamente voluta dal sindaco Tomasi, era “atto dovuto”; ai cittadini, non alla Lega.

Una Lega che a Pistoia e in Provincia non rappresenta niente; un encefalogramma politico piatto che i suoi rappresentanti hanno rianimato attraverso Alessio Bartolomei e solo in parte in Alessandro Belli. Gli altri, a partire dal segretario provinciale, chi li conosce?

Vi ricordo che stiamo parlando di elezioni amministrative dove la persona supera talvolta il simbolo di appartenenza; in questo caso i candidati della Lega hanno portato voti accessori ad personam e non certamente al vichingo Salvini. Così è se vi pare. Se non ci credete, a suo tempo, alle elezioni provinciali ho votato un caro amico di Rifondazione. Io.

Le lamentele del nordista Vescovi in un territorio che non è l’Irlanda ma Pistoia, perché i voti ricevuti avrebbero dovuto comportare “anche” altre prebende politiche, più che ridere fanno incacchiare.

Sottraete i voti ricevuti da Alessio Bartolomei ed Alessandro Belli dal computo totale e poi venitemi a dire.

È pur vero e doveroso dire che i voti della Lega sono in gran parte di provenienza politico- partitica ma comunque, se non ci fossero stati il Bartolomei ed il Belli, la Lega “sgalletterebbe” meno.

Anche questa purezza ideale che la Lega sbandiera dove mai si trova? Nel cambio periodico di casacche del Bartolomei e del Belli?

Non vi stupite e non vi adontate; la politica oggi è questa. Pensate solo ad un Pagliai, in quota Forza Italia, che si trova a sostenere una giunta di centro destra!

Allora significa che la politica di oggi è una strana alchimia di sentimenti e di pulsioni “molto razionali e personali” che niente hanno a che fare con un ben definito e personale convincimento politico.

Perché un altro totem dei tempi moderni è caduto; non esistono più le idee ma solo le convenienze, le rabbie, le vendette, il globalismo e la mondializzazione. In questo settore, indecorosamente morto l’internazionalismo proletario, il PD la fa ancora da padrone ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti mentre altri, stupidamente, cercano di essere emuli.

Pensate un poco: l’unico che ha affrontato un tema di magnitudo nove di rilevanza etico-morale, quale il “caso Forteto”, fucina di pedofili e di catto comunisti è stato un laico dichiarato come il consigliere Pagliai. Se non conoscete il problema vi invito a “scarrellare” su internet.

Riponiamo molte speranze in Alessandro Tomasi e nella sua Giunta composta da persone che “già” lavorano, persone giovani e per bene: adesso arriva il difficile.

Auguri a tutti di buon lavoro.

Anche ad Alessio, con soddisfazione dei suoi fans.

[Felice De Matteis]

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