ECCO IL “BIODISTRETTO DEL MONTALBANO”

Protocollo siglato da 10 Comuni e l’Università di Firenze. Uno strumento per garantire lo sviluppo locale, la tutela dei prodotti tipici, azioni di contrasto alla diffusione degli Ogm, supporto all’innovazione e lotta allo spopolamento
Gli amministratori che hanno firmato il protocollo
Montalbano. Gli amministratori del protocollo

VINCI-MONTALBANO.Una giornata storica”. Così i dieci sindaci del territorio del Montalbano (Cerreto Guidi, Capraia e Limite, Carmignano, Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme, Poggio a Caiano, Quarrata, Serravalle Pistoiese e Vinci) hanno commentato l’attivazione del Protocollo d’intesa, siglato questa mattina a Vinci, per lo sviluppo del Biodistretto del Montalbano.

L’accordo, sottoscritto con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, ha come obiettivo principale la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, socio-economiche e rurali del territorio. Quello, appunto, del Montalbano, caratterizzato da produzione agricola d’eccellenza e di ancor più grandi potenzialità. Risorse su cui gli amministratori locali hanno convenuto di dover puntare, attraverso una strategia unitaria e omogenea, in un’ottica di sviluppo economico e quindi di produzione di ricchezza e lavoro.

“Non possiamo dimenticare che la produzione del distretto del Montalbano contribuisce in maniera consistente al Pil regionale – sottolineano i sindaci e gli assessori all’Agricoltura dei Comuni coinvolti –. Questo fa capire l’importanza di questo patto. Le colonne portanti del progetto sono le istituzioni locali, l’Università di Firenze e la parte sociale rappresentata da aziende, associazioni e cittadini. È fondamentale che tutti e tre questi soggetti si sentano protagonisti, creando un percorso inclusivo in cui tutte le decisioni da prendere siano sempre concertate”.

Nella sostanza, il Protocollo d’intesa mira a incentivare la produzione agricola d’eccellenza presente su un territorio situato in un contesto fortemente urbanizzato, contrastando così anche il fenomeno dell’abbandono e dello spopolamento che sta interessando il Montalbano negli ultimi anni.

Gli amministratori ritengono sempre più urgente la necessità di individuare attività economiche sostenibili in grado di tutelare e riqualificare il territorio, in primis quelle agricole, orientate alla produzione biologica e biodinamica.

Il Sindaco di Vinci con la professoressa Poli e Saragosa
Il Sindaco di Vinci con la professoressa Poli e Saragosa

Un modello di sviluppo sostenibile in un’area ricca di patrimoni culturali e territoriali, dunque, che vede coinvolti anche l’università e i centri di ricerca: è questo il Biodistretto del Montalbano.

Il ruolo centrale è affidato all’agricoltura, caratterizzata da processi di innovazione tecnologica, che può diventare il motore propulsivo della riqualificazione territoriale e l’occasione di creare nuove opportunità di lavoro per i giovani.

In particolare, il patto prevede la messa in campo di azioni di supporto all’innovazione tecnologica e di contrasto alla coltivazione di organismi geneticamente modificati, garantendo la biodiversità degli ecosistemi locali e salvaguardando i prodotti tipici del territorio.

Vi è, inoltre, la necessità di sviluppare attività orientate anche a regolare l’equilibrio idro–geologico e a mitigare il cambiamento climatico, promuovere un nuovo popolamento rurale offrendo possibilità alternative e sostenibili di uso di terreni abbandonati, supportare e incentivare pratiche di green public procurement.

In tutto questo, è fondamentale l’apporto dell’Università di Firenze, in particolare del Dipartimento di Architettura, che ha avviato un sistema di laboratori (i Didalabs) di ricerca, formazione e trasferimento di conoscenze, impegnandoli nell’ambito di protocolli d’intesa e convenzioni con enti e istituzioni a cui partecipano anche studenti, laureandi e neolaureati, anche attraverso l’attivazione di tirocini curriculari e professionali.

Come ad esempio il Laboratorio Piani e Progetti per la Città e il Territorio, che ha sede a Empoli e svolge attività didattica e di ricerca sui temi legati allo sviluppo locale, sostenibile, alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione fluviale, alla progettazione paesaggistica.

“Siamo di fronte a un passaggio epocale – ha evidenziato Daniela Poli, docente di Tecnica e pianificazione urbanistica dell’Università di Firenze – che prevede un nuovo modello di agricoltura. Quella industriale iniziata negli anni 50 è stato un grande abbaglio che ha provocato la distruzioni di circa l’80% di prodotti tipici, rendendo il terreno sterile. L’innovazione tecnologica supportata da questo accordo sarà orientata alla salvaguardia del territorio, mettendo al centro la bios, la vita”.

Quello del Montalbano è il 12esimo biodistretto nato in Italia, il primo risale al 2009. “Dedicheremo una parte dei nostri corsi a conoscere questo territorio – prosegue Poli – Supporteremo le aziende che producono biologico e ne incentiveremo la nascita di nuove. Vogliamo far sì che i prodotti entrino nel mercato locale, per esempio far entrare i prodotti biologici del Montalbano nelle mense scolastiche del territorio”.

Montalbano. Pubblico e amministratoiri in sala
Montalbano. Pubblico e amministratori in sala

Un progetto strategico, insomma, che guarda al futuro delineando le opportune azioni da attivare sul territorio.

Per far questo, l’intesa sottoscritta oggi prevede anche la ricerca di finanziamenti, in particolare l’accesso al fondo Psr (Progetti di Sviluppo Rurale) dell’Unione Europea, considerato più facilmente raggiungibile da una rete di istituzioni che da un singolo Ente locale.

“Non possiamo negare che il Montalbano non goda di ottima salute – ammettono i sindaci –. Le difficoltà sono diverse e molte aree sono in stato di abbandono. Ecco perché l’attenzione delle istituzioni è doverosa e rappresenta la base da cui partire per far tornare a crescere.

“Sosterremo le aziende che vogliono innovare seguendo la strada tracciata da questo Protocollo. E cercheremo di valorizzare il turismo affinché non sia solo turismo di passaggio ma che diventi turismo di interesse, dunque legato anche all’enogastronomia”.

Hanno firmato in rappresentanza dei rispettivi Enti:

  • Capraia e Limite – Sindaco Alessandro Giunti
  • Carmignano – Assessore Edoardo Prestanti
  • Cerreto Guidi – Sindaco Simona Rossetti
  • Lamporecchio – Sindaco Alessio Torrigiani
  • Larciano – Vicesindaco Lisa Amidei
  • Monsummano Terme – Assessore Angela Bartoletti
  • Poggio a Caiano – Assessore Giacomo Mari
  • Quarrata – Assessore Stefano Lomi
  • Serravalle Pistoiese – Assessore Gianfranco Spinelli
  • Vinci – Sindaco Giuseppe Torchia
  • Dipartimento Architettura, Università di Firenze – Daniela Poli

[comune vinci]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento