ecm — caterpillar. PER LA PIETRA (FDI-AN) “C’È POCO DA ESULTARE”

Ecm, la sede di Cantagrillo

PISTOIA. Ci congratuliamo con la famiglia Cappellini che, grazie al suo grande impegno, ha saputo rendere Ecm una delle migliori realtà industriali pistoiesi facendole ottenere questo ottimo risultato con il passaggio in mano alla multinazionale Caterpillar.

Si tratta evidentemente di una scelta ben ponderata della proprietà, del management aziendale, una decisione che sicuramente trova motivazione sia dal lato industriale che privato, e su ciò non abbiamo niente da eccepire.

Ma, come esponente politico, a differenza dei deputati del Pd, non riesco proprio a trovare alcun motivo per esultare.

Credo che la classe politica debba piuttosto interrogarsi sul perché, in generale, non si sia mai fatto abbastanza per creare condizioni tali da permettere lo sviluppo e il mantenimento del controllo su queste nostre belle realtà.

Patrizio La Pietra

Questi sono i gioielli che avremmo dovuto custodire gelosamente perché rappresentavano motivo di orgoglio per una Nazione che, dopo essere stata massacrata dalla crisi economica, avrebbe dovuto fare scelte diverse e muoversi per acquisire una maggiore competitività industriale, incentivando e sostenendo l’iniziativa industriale, non certo cedendo le nostre aziende migliori.

A mio avviso, la differenza di vedute con il Pd è evidente, nel momento in cui un’azienda, per altro sana economicamente e finanziariamente, diventa di proprietà straniera, stiamo subendo una grave sconfitta e ciò che ne consegue è l’impoverimento del nostro “Sistema Paese”.

Oggi ECM, un altro tassello fondamentale dell’industria locale di rilevanza nazionale e internazionale, se ne va aggiungendosi ad altri pezzi importanti del nostro tessuto produttivo nazionale già caduti in mano straniera e tutto ciò avviene a conferma di quella che io considero essere una grave miopia.

Basti pensare alla cessione di Ansaldo Breda a Hitachi, un fatto per tutti emblematico che ha sottolineato l’assoluta mancanza di visione strategica per lo sviluppo e il mantenimento di un settore, quello ferroviario, considerato inutile da Finmeccanica e al contrario, a distanza di pochissimo tempo, divenuto altamente strategico nelle mani dei giapponesi.

Ribadisco che non ho niente da dire sull’operato e sulle scelte della famiglia Cappellini riguardo la cessione ma, ripeto, nessuna esultanza e lo dico perché non dobbiamo sottovalutare il fatto che, a questo punto, tutte le scelte strategiche verranno prese da altre parti e il territorio conterà sempre meno, purtroppo…

Se poi, come affermano i deputati Pd, Pistoia punta ad essere la “capitale del treno”, vista la gestione di Pistoia “capitale della cultura” da parte dell’amministrazione di centro sinistra il pessimismo è d’obbligo.

Patrizio La Pietra (Fdi-An Pistoia]

 

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