ELETTO IL NUOVO CONSIGLIO PROVINCIALE

Ecco i nomi. Betti (Centrodestra); "Il risultato di oggi è l’ennesima prova che il centrodestra unito vince". Tassi (centrosinistra): "Le provincie continuano a erogare servizi ma senza le adeguate risorse"
Il palazzo Buonamici, sede della Provincia di Prato

PRATO. Elezioni di secondo livello per il rinnovo del consiglio provinciale a Prato. Nella giornata odierna sindaci e consiglieri comunali della provincia hanno rinnovato il consiglio provinciale.

 Ecco i nuovi eletti:

  • per il Centrosinistra per la provincia di Prato — Matteo Biffoni, Guglielmo Bongiorno, Primo Bosi, Dario Di Giacomo, Giovanni Morganti, Federica Palanghi, Paola Tassi e Paola Vettori.
  • per il “Centrodestra per Prato” – Francesco Calugi (coordinatore di Fig Prato, consigliere comunale a Carmignano) e Diletta Bresci (consigliere comunale a Poggio a Caiano).

“Sono lieta – ha scritto Eva Betti, consigliere provinciale uscente del centrodestra — di passare il testimone a due ragazzi giovani ma soprattutto motivati, seri e preparati. Un ringraziamento speciale va anche a Simone Spezzano (instancabile rappresentante di lista) e a Mirko Lafranceschina, componenti fondamentali di una squadra unita e coesa. Il risultato di oggi è l’ennesima prova che il centrodestra unito vince..”.

“Con la trasformazione delle province in enti di secondo livello – ha scritto invece la riconfermata consigliera Paola Tassi — i consiglieri, ed il presidente, sono determinati con i voti dei consiglieri eletti nei comuni della provincia. La bocciatura del referendum del 2016 ha lasciato l’ente in un limbo. Non si è conclusa la trasformazione in ente di coordinamento senza fornitura di servizi.

Il logo della provincia di Prato

Le provincie continuano a fornire servizi, scuole e strade, con tutte le contraddizioni dell’essere un ente di secondo livello che fornisce servizi. Ad un anno dall’entrata in carica, di un governo che si era opposto alla riforma costituzionale, ma che non ha trovato tempo e modo di rendere dignità ad un ente come la provincia.

 Sì perché bastava una legge, magari al posto della legittima difesa che semina solo odio, per dare un senso alle province. Ente di coordinamento o tornare indietro, legittimamente il governo avrebbe dovuto scegliere la strada da intraprendere. Niente di tutto questo, per ben due volte, ottobre e marzo, si è permesso di rinnovare le cariche di un ente secondo la del Rio, che ricordo doveva essere una fase di transizione”.

“Ma come potevano, il governo, decidere se tornare indietro o completare la riforma, quando le due ipotesi sono portate avanti, entrambe, da chi fa parte dell’esecutivo? (nel senso che Salvini vorrebbe far tornare le province elettive, di Maio applicare la del Rio. In tutta questa incoerenza governativa  — conclude Paola Tassi — le province continuano ad erogare servizi ma senza le adeguate risorse. E sono gestite da volontari della politica.  Non è questo che ci interessa, è lo spirito di servizio che ci anima, ma consiglieri e presidenti non percepiscono alcun rimborso. Ho svolto gratuitamente questo compito per quattro anni, ma sono pronta a farlo ancora”.

Complimenti ai neoeletti sono arrivati tra gli altri dal segretario provinciale del Pd e dal comitato provinciale area pratese

[andreaballi@linealibera.info]

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