elezioni. IL “J’ACCUSE” DI ROVAI (PISTOIA CONCRETA) SULLE AREE EX BREDA

«Cosa ha fatto Bertinelli, con il suo esercito di liste, in cinque anni per sbloccare la situazione? Sicuri che il degrado non sia irreversibile? Ecco perché i Verdi lo sostengono: la tutela dei ranocchi…»
Daniele Rovai

PISTOIA. È un fiume in piena Daniele Rovai, volto noto e conosciuto per le inchieste su scandali e sprechi della nuova sanità toscana, sui quali peraltro la consapevolezza generale, di politici e cittadini, non ha ancora raggiunto il livello adeguato, nonostante le numerose iniziative divulgative e presentazioni di libri.

Incrociamo Rovai, pratese d’origine e pistoiese d’adozione, nei pressi della biblioteca San Giorgio; è attualmente candidato come consigliere comunale nella lista civica “Pistoia Concreta”, quella riconoscibile dall’inconfondibile simbolo dell’ape, a sostegno di Alessandro Tomasi.

Si chiede: «Dove erano tutti questi sostenitori di Bertinelli, apparsi magicamente in ben nove liste parapartitiche, negli anni in cui, a partire dal 2000, si è compiuto il sacco delle aree ex Breda? Mi stupisco di questa partecipazione e passione politica a orologeria, così come degli slogan sul “continuiamo a cambiare Pistoia”».

Nelle quarantasette pagine del programma di governo della coalizione di Bertinelli, un libro dei sogni come del resto quasi tutti i programmi di tutti i partiti a ogni livello, l’ex Breda, inquadrata nel capitolo ‘smart social city e rigenerazione urbana’, viene liquidata con cinque righe e con non meglio precisate allusioni alla riacquisizione del governo pubblico dell’area “anche esecutendo, se necessario, le fideiussioni”.

Pistoia, le condizioni del cantiere ex Breda

Ma Rovai attacca: «Mentre il cantiere dell’Esselunga viaggia spedito, quello del parcheggio sotterraneo della fu Giusti per l’Edilizia, sul retro della nuova questura, versa in una grave situazione di deperimento ed è ormai diventato un’oasi naturale per ranocchi. Cosa ha fatto il sindaco Bertinelli in questi cinque anni per provare a risolvere il problema?»

Nonostante infatti la zona sud, dall’ex Breda all’Annona, sia da anni indicata dalla retorica mediatica e politica come quartiere avveniristico di imminente disponibilità per i cittadini, con servizi, verde e moderne urbanizzazioni, le strutture interrate che iniziano sul retro di via XX settembre e arrivano allo spazio tra la biblioteca San Giorgio e l’istituto Einaudi sono invece caratterizzate dall’incompletezza e dalla ininterrotta attività delle pompe di drenaggio.

Pompe che cercano di contenere le infiltrazioni dell’acqua di falda, pompandola per l’appunto in pozzi di raccolta e successivi canali di sfogo. Le strutture in calcestruzzo, non ancora completate e stabilizzate, presentano ruggine e segni di cedimento; anche in questo periodo, in cui la falda scende, vere e proprie vasche d’acqua e distese di muschio fanno la parte del leone, tra armature emergenti, piloni e cavi delle elettropompe. In corrispondenza della gru, la profondità supera i due metri e mezzo

Pistoia, fantomatico parcheggio sotterraneo nell’area ex Breda

«Siamo sicuri che questo parcheggio possa vedere la luce o le condizioni strutturali sono così critiche da averlo già pregiudicato?» prosegue Rovai. Molti pistoiesi ricorderanno sicuramente che le autobotti del Comune emungevano l’acqua per le irrigazioni o antincendio proprio dalla falda sottostante via Zamenhof, prelevando dalla colonnina di fronte alla scuola Collodi.

Con lo scavo all’ex Breda non è più possibile, per i mezzi comunali, rifornirsi di quella preziosa acqua. Interferire con la falda, senza studi e analisi rigorose, comporta sempre delle difficoltà, e forse a Pistoia non lo si è ancora capito, o almeno non se ne accorge chi pensa che basti “la tecnologia”, così, indistintamente e senza controindicazioni.

L’ultimo affondo di Rovai: «Finalmente ho capito perché i Verdi sostengono il sindaco uscente: la tutela dei ranocchi! In questo habitat vivono al riparo da pesticidi e diserbanti, in santa pace tra canne, borraccina e altre varietà palustri Dove meglio che qui?».

[Lorenzo Cristofani]

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