elezioni & lettere. «LA MODERAZIONE? OGGI FUNZIONA DA BAVAGLIO»

Lorenzo Berti, il candidato di Casapound alle elezioni 2017

PISTOIA. Anche Casapound ha presentato, assieme al candidato Berti, il suo programma per le elezioni comunali. Sarà, anzi è, un programma radicale, come lo è Casapound stessa, che essa possa esser definita partito o semplice movimento.

E un movimento, ad un certo punto, soprattutto quando pretende di governare e amministrare, diviene per definizione un partito, con tanti saluti a quella piccola dose di populismo che la parola “movimento” porta con sé.

Dunque un programma radicale proposto da un candidato radicale, o meglio estremista: è bene chiamare le cose col loro nome. Ma in virtù di questa sincera definizione, c’è qualcosa di male nel definirsi tali? O la moderazione è divenuta una virtù, una meta da raggiungere, un presupposto senza il quale si è impresentabili?

Oggigiorno si deve esser moderati nel parlare di legittima difesa, quindi non si può affermare che chi si difende ha sempre ragione; lo si deve essere anche quando si parla di Europa e di moneta unica, così come quando si parla di Brexit, senza poter urlare che le imposizioni europee ci hanno rotto gli zebedei; per quanto riguarda l’immigrazione, per l’amor di dio, la moderazione scade nel bavaglio alla bocca, e chi non è moderato è… razzista.

Si deve esser moderati nel linguaggio, in ciò che si scrive e in ciò che si pensa, praticando su noi stessi una sorta di censura preventiva. Facciamo ormai tutti parte della “generazione pussy” di Clint Eastwood, che si indigna per il dire scorretto e non per il fare sbagliato.

Leggo il programma di Casapound e trovo tutti punti già contestati nel tempo dal sottoscritto e da molti altri. Vedi l’accoglienza dei clandestini e lo stanziamento delle risorse; vedi le valanghe di multe fatte dai Vigili Urbani nei pressi dell’ospedale; vedi la priorità di assegnare alle famiglie italiane le case popolari; vedi l’eliminazione progressiva dei parcheggi, incrementando nel frattempo le ondate di controlli dei vigili.

Scorro negli archivi e trovo le stesse identiche questioni, le quali mi fecero indignare già mesi fa.

Eppure, per il solo fatto che vengono proposte dal candidato di Casapound, molti le ritengono irricevibili. Perché a Casapound non sono moderati.

Lorenzo Berti ha fatto bene a presentare un programma radicale, impipandosene allegramente dei moralismi che l’alta società potrà fare e anzi farà sicuramente. Così come dovrà impiparsene chiunque abbia voglia di concedergli il proprio voto, sia perché è segreto e sia perché è ora di finirla con le censure a senso unico.

Momentaneamente non sostengo apertamente nessun candidato ma, è bene specificarlo, non rinnegherò ciò che ho sostenuto fino ad oggi solo perché fa parte del programma di uno che viene definito “fascista”.

Anche perché, è bene ricordarlo, mi oppongo da sempre alle castronerie fatte da gente che si definisce moderata.

Lorenzo Zuppini
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