elezioni. «LISTE CIVICHE? SÌ. MA OCCHIO A CHI C’È DENTRO!»

Roberto Bartoli

PISTOIA-QUARRATA. La politica si centrifuga come un uovo andato a male e quindi, come dicevano le nostre nonne, “impazzisce”.

Pistoia, che è un piccolo spaccato della politica nazionale, è lo specchio genuino dell’Idea, morta, quale che sia, e della necessità di camuffarsi dentro liste che servono da ombrello ad ambizioni contrastate e ai falsi miti della partecipazione.

L’elettore ha il gravoso compito di comprendere cosa nascondono al loro interno le cosiddette “liste civiche” e “radiografare” i personaggi.

Alcuni esempi: a Pistoia, l’ex comunista Bartoli, trombato alle primarie precedenti contro il Bertinelli, si ripresenta con una “lista civica” e aggrega, si dice, anche ex esponenti che millantavano a suo tempo di stare “a destra” e facevano finta di starci.

In Montagna, politici trombati di ieri, si ripresentano a San Marcello-Piteglio, facendo finta di non ripresentarsi. Lì incombe la Dynamo-Social Valley-Oasi Camp che, come la vecchia Fiat e con le dovute proporzioni, applica il principio di Antoine Lavoisier secondo il quale “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”: il rame in pomodori, l’intelligenza e l’intestino delle persone in posticini parentali e, molto presto, i funghi in castagne.

Ma forse l’esempio più forsennato di trasformismo politico si sta attuando in Quarrata, un tempo “capitale italiana del mobile” e adesso capitale provinciale delle transumanze politiche.

Fiorello Gori

Pensate voi: abbiamo una lista civica dove tutti i suoi componenti più rappresentativi sono ex politici circuitati come “bindoli” dai propri luoghi politici di appartenenza ad una cosiddetta lista civica.

Nomi? Fiorello Gori, Alessandro Cialdi, Giorgio Innocenti. Il loro percorso politico è noto, ma forse questi signori sono come Scajola: non sapevano di rappresentare una parte politica e a adesso intendono rappresentare “civicamente” tutti. Troppo comodo.

I rappresentanti dei partiti tradizionali di opposizione, poi, a partire dai vari Daniele Ferranti e Maurizio Ciottoli, ex Fdi e quindi “vigilantes” del bene pubblico, si sono trasferiti, armi e bagagli, in una lista capeggiata da un ex-seguace di Pannella che lavora nel mondo della finanza.

Maurizio Ciottoli

Potremmo continuare ma ci fermiamo perché, nonostante tutto, pensiamo che il cittadino, a parte quello che crede e sempre crederà che gli asini volino, saprà distinguere fra i riciclati ed i “novizi” (grillini compresi), coloro cioè, vera lista civica, che nonostante tutto e tutti continuano a pensare che questo disgraziato territorio abbia diritto ad una rappresentanza pulita e inattaccabile.

Dunque, occhio alle cosiddette “liste civiche” che sono il cavallo di Troia di trombati e spregiudicati pronti a vendersi quando l’offerente, con poco civismo e poca civiltà, li comprerà con un piatto di lenticchie al momento opportuno.

A buon intenditor, poche parole, pistoiesi e quarratini!

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P.S. Ho scritto che il Prof. Bartoli è stato “trombato” in una precedente competizione con il competitor Bertinelli, anche se, per avere usato questo termine, sono stato denunciato e condannato da un giudice di questa Repubblica che,qualche giorno prima della sua sentenza, emessa a mio carico, era stato condannato a sua volta per rivelazione di segreti d’ufficio.

Su questa vicenda che non è solo personale, vi ragguaglierò a tempo debito, pubblicando tutto. Tanto io non mi presento alle elezioni e nella mia vita politica sono stato “trombato” a ripetizione. Con gioia, goduria e vi narrerò perché.

Sono certo che il Prof. Bartoli non mi denuncerà per l’espressione scritta perché, fra persone intelligenti e che conoscono l’italiano, comprenderà pienamente l’absit iniuria verbis.

E a costo di sembrare ripetitivo: scegliete pure «liste civiche», ma guardate chi ci “sta” dentro, date retta!

[Felice De Matteis]

Per Quarrata vedi: http://www.linealibera.info/quarrata-elezioni-per-sindaco-h109-ha-scelto-melani/

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