emergenza profughi. IL SINDACO BIFFONI SMENTISCE LE PREFETTURE

Il portavoce di un gruppo di richiedenti asilo Sprar della Coop "Incontro" a Le Piatre
Filimon, il portavoce di un gruppo di richiedenti asilo Sprar della Coop Incontro a Le Piatre

FIRENZE. Matteo Biffoni interviene sullo scottante argomento con una serie di interviste e dichiarazioni rese a Firenze con tanto di comunicato stampa Anci (Toscana) che potremmo sintetizzare così: perché continuare a parcheggiare i giovani profughi negli ostelli (strutture) delle cooperative, finanziando a babbo morto un sistema di accoglienza deprimente (ma questo, solo per gli ospitati), costoso (per l’erario, cioè noi cittadini) e fortemente farraginoso, lento, per come burocratizzato e non procedere alla dislocazione dei giovani presso le numerose comunità cittadine, impegnandoli in attività socialmente utili?

Biffoni ha lanciato un sasso nello stagno dell’assistenzialismo passivo che sembra incombere ovunque ci sia l’emergenza profughi, provvedendo anche a stimolare il mondo delle prefetture, scrivendo al Prefetto di Firenze Alessio Giuffrida, fatto destinatario di una sollecitazione dedicata specificamente al caso.

Il Vescovo Fausto incontra una delegazione di richiedenti asilo eritrei
Il Vescovo Tardrlli di Pistoia incontra una delegazione di richiedenti asilo eritrei

L’ipotesi di intervento proposta da Anci Toscana – ha spiegato il suo Presidente dai microfoni di Radio 24 – avrebbe un effetto certamente positivo per i profughi “Sprar”, assicurando una corrispondenza biunivoca e perciò premiante che, non in ultimo, li solleverebbe dalla frustrazione.

L’uscita dell’Anci è stata necessaria alla luce di una constatazione rilevante: la Toscana ha oramai saturato le sue potenzialità (burocraticamente chiamate “strutture”) e questo limite, ormai raggiunto ovunque, non permette di assicurare altri spazi di ospitalità a fronte di una emergenza che è tutt’altro che esaurita.

La posizione richiamata dal sindaco pratese è però niente affatto corrispondente alle informazioni che ci sono pervenute dall’agenzia europea Easo che non sembra avere ricevuto le medesime notizie sulle criticità e saturazione dei posti disponibili in Toscana.

Easo risponde, per posta elettronica, che mancano le richieste di cooperazione da parte dei vari enti ospitanti e che quelli dell’Easo sono attivi soltanto là dove è loro richiesto di intervenire per le re-location.

Pistoia. L’ingresso della Coop Incontro
Pistoia. L’ingresso della Coop Incontro

Qual è dunque la versione corretta? Abbiamo chiesto l’opinione alla comunità dei giovani eritrei, inseriti nel sistema dello Sprar, intervistando un loro portavoce che ha recentemente avuto anche un incontro con il Vescovo Fausto Tardelli.

Filimon ci riferisce di avere contezza che la Toscana è davvero un “buco nero” da cui non si riesce ad avere le tanto sospirate re-location, ma ci assicura – esibendoci i messaggi di whatsapp di altri amici – che nel resto d’Italia non ci sono tali problemi di accoglienza per l’invio negli altri Paesi europei.

Mentre parla ci mostra i provvedimenti di riallocazione di suoi compagni di sventura a lui sconosciuti, ma  che riportano l’intestazione di altre province del sud-Italia e l’ok alla nuova destinazione.

Il giovane asmarino si dice pronto con gli altri a partire presso qualcuna delle città metropolitane coperte da Easo.

Il suo gruppo (della “struttura” delle Piastre) è esausto della prolungata attesa e aggiunge che la cooperativa che li assiste (Ati, con la soc. Co&So a capofila), niente riferisce loro: né sulla “re-location”, né sull’Easo, né sulla probabilità di un buon esito della loro posizione di profughi in attesa. Dice solo di aspettare: ma lo dice da mesi, senza altro aggiungere e senza risultati.

L’unica cosa certa al momento – e questa volta diamo noi la notizia all’intervistato – sono i 600 milioni di euro stanziati dal governo nel recente decreto fiscale di lunedì scorso.

[Alessandro Romiti]

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