ENNESIMA MORTE IN VIA SESTINI, IL COMITATO DI PONTENUOVO SCRIVE AL SINDACO

«Siamo stufi di stare in ansia se un nostro figlio esce a piedi, in bici o in moto, vogliamo essere liberi di scegliere di andare in centro in bicicletta, chiediamo un posto dove poter parcheggiare la macchina, una piazza al posto del distributore ormai chiuso da tempo, un dignitoso arredo urbano per rendere vivibile questa prima periferia dove vivono più di 2000 persone»
Alessandro Tomasi

PISTOIA. Una strada maledetta, fatale. Dopo l’ennesima tragedia il comitato di Pontenuovo scrive al sindaco Tomasi.

“Stamattina abbiamo vissuto la tragedia della 14° morte sulla via Bartolomeo Sestini in frazione di Pontenuovo, un’altra compaesana, un’altro pedone, un’altra anima che ci ha prematuramente lasciato per colpa di questa assurda strada.

A soli due anni dal precedente incidente mortale, anche in quel caso nel medesimo punto, di fronte all’unico negozio rimasto ed all’unico cassonetto dell’immondizia, Pontenuovo ha rivissuto il violento dramma della sua strada.

Nonostante il nostro comitato, nato per tutelare la sicurezza della strada e con il principale obbiettivo posto nella costruzione della variante, abbia lavorato contrattando con le precedenti amministrazioni Berti e Bertinelli, non è riuscito ad ottenere niente fuorché una sola postazione di dissuasori di velocità – mai entrata in funzione – ed alcuni parapedoni nei pochi posti nel quale la strada lo permette.

Noi cittadini di Pistoia, residenti a Pontenuovo, nonostante la distanza dalle mura urbane sia poco più di due kilometri ci sentiamo profondamente trascurati e chiediamo a gran voce di essere trattati degualmente e non da ultimi.

Siamo stufi di essere un gruppo di case lungo una strada ma vogliamo essere una frazione dove i rapporti sociali posso esistere e non essere confinati ognuno dentro il perimetro della propria abitazione. Siamo stufi di stare in ansia se un nostro figlio esce a piedi, in bici o in moto, vogliamo essere liberi di scegliere di andare in centro in bicicletta, chiediamo un posto dove poter parcheggiare la macchina, una piazza al posto del distributore ormai chiuso da tempo, un dignitoso arredo urbano per rendere vivibile questa prima periferia dove vivono più di 2000 persone.

Vogliamo la variante di Pontenuovo!

Forse se avevamo la variante, quindi con meno della metà dell’attuale traffico,  Naia era ancora qua con noi e non eravamo nuovamente a piangere per la scomparsa di una pistoiese.

Chiediamo pertanto un incontro urgente con la nuova amministrazione Tomasi a fine di iniziare un concreto percorso di rinascita di Pontenuovo”.

[Alessandra Tuci]

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