everything I see. LETTERA A UN COMUNE DEBOSCIATO CHE NAVIGA SUL MAR DI KORRUZZOV

Quarrata, per come lo vedo, lo analizzo, lo seguo, lo volto e lo rivolto, mi fa esattamente l’effetto del famoso calzino bucato gettato fra i rifiuti: sudicio e puzzolente



LA VITA È UN GIOCO DELL’OCA

CHE PARE ASSAI LUNGA, MA È POCA.

CON LADRI, BALDRACCHE E DEMENZA,

SIAM SEMPRE BLOCCATI A « PARTENZA »


Per “trombaio” vedi: https://www.treccani.it/vocabolario/trombaio/

Caro Comune di Quarrata, non avrei mai creduto che tu, dal 1990 in poi, potessi finire, come si dice, nel cesso della dissoluzione fisica e morale.

E invece guarda che salti da gambero hai fatto da quando Stefano Marini, il primo a dare impulso alla Repubblica Conciliare di Aldo Moro, ti lasciò in mano a una trinità dissolutoria!

Un decennio di ignominia della sindaca più inutile, Sabrina Sergio Gori; uno di uno zuccone di comunista, che sapeva appena leggere e scrivere, ma bene giocare a burraco e battere la ganascia; e un iniziato quinquennio di un povero “surrogato di sindaco” il quale, adoperato come un pappagallo per smontare dadi, bulloni e vitoni secondo la volontà dell’Okkióne, dall’Okkióne medesimo è poi stato utilizzato per continuare a fungere anche da serratubi della cacca: lui, semianalfabeta; mentre il burrakador continua a manovrare i volantini della cosa comunale a suo completo piacere.

Il Comune di Quarrata, per come lo vedo, lo analizzo, lo seguo, lo volto e lo rivolto, mi fa esattamente l’effetto del famoso calzino bucato gettato fra i rifiuti: sudicio e puzzolente.

Ed è inutile che la procura di Pistoia – a cominciare, stavolta, dal Pm Paolo Canessa, l’uomo del Pacciani – si sia mossa, una volta, per fare la mossa di Ninì Tirabusciò. Canessa finse solo di raggiungere il Mazzanti con la randellata fra capo e collo che si meritava davvero, ma senza poi assestargliela.

E alla fine, con la sua mossa dell’avanti-indré (ti indago e fo puzzo, poi mando tutto all’archivio: a Pistoia si fa così da sempre… con alcuni) Canessa tirò la volata elettorale al sindaco corruttelico delle sistemazioni della gente nelle file dei rifiutatori fatti assumere al Cis. Chi non lo ricorda e chi non lo vede, è solo un bel coglione.

Povero Comune di Quarrata! Anche tu nave sanza nocchiero in gran tempesta, hai fatto ingozzare palate di sterco ai cittadini perbene (la famosa «gente comune» del Pm Coletta) favorendo i senz’altro permale.

Il Rio della Trave poco sotto Orsino. Ecco la politica ambientalista dei compagni…

 E poiché non temo le verità di cui ho prove documentali certe, pur se spregiate da Coletta, Grieco, Curreli, Serranti, Contesini, Gambassi e un’altra sfilza di gente a mio avviso inaffidabile; e pur se negate, con perfetta interruzioni delle sinapsi cerebrali, dal giudice Luca Gaspari e dalla Gip Patrizia Martucci: è arrivata l’ora tua pro nobis, come dicevano i pupi siciliani quando dovevano fare a fette qualche cavaliere mussulmano, degno di finire come i salumi Rovagnati, Dio li ha fatti e li ha tagliati.

Più che un Comune, Quarrata, sei un indistinto ammasso di illiceità amministrative e di illegalità d’ogni genere, protette dal potere della procura che se la rifà con me, perché non tollera di essere sgamato.

Hai venduto, a larga mano – all’epoca dell’architetta Nadia Bellomo, del geometra Franco Fabbri, del supercapingegnere Iuri Gelli – condoni, permessi, concessioni, sanatorie, indulti, indulgenze edilizie di ogni genere e tipo: un vero e proprio Mar di Korruzzov.

Ed ecco che oggi si torna al punto di partenza, come nel Gioco dell’Oca. Oggi risiamo all’anno 1995, quando personalmente avvertivo sindaco e uffici che certe pratiche edilizie non dovevano essere perdonate. Ma i tuoi impiegati infedeli, no. Loro dovevano fare a discrezione, certi di non essere pizzicati mai.

Oggi, i tuoi uffici, che delle leggi e dei regolamenti ne hanno fatto pelle di becco, sono costretti – dopo quattro anni in cui ti ho rotto continuamente le scatole e ti ho ribaltato tutte le carte, come avrebbero dovuto fare i magistrati e non hanno fatto –; sono costretti, dicevo, a segnare il passo e a riconoscere che la gestione sporca dell’epoca Fabbri-Bellomo è stata e resta come il famoso film di Pasolini: un vero e proprio Porcile. E vàllo a dire ai tuoi protettori del Terzo Piano!

Il Rio della Trave a Silvione davanti alla casa dove un tempo abitò anche il Mazzanti. Esempio, anche questo, di politica ambientalista dei compagni

Il Rio della Trave a Silvione davanti alla casa dove un tempo abitò anche il Mazzanti. Esempio, anche questo, di politica ambientalista dei compagni

Solo che quando un Comune come Quarrata è minato fino dalle radici più profonde, quelle del senso minimo della morale, è difficile una redenzione senza un intervento invasivo esterno. È per questo – io credo – che la procura ti difende: perché sa di essere corresponsabile di tutta la sconcezza di cui ti sei macchiato.

Per chiarezza, tu, povero Comune di Quarrata, dovresti essere preso d’assalto come il 14 luglio 1789 a Parigi.

Ma il fatto è che la cupola pistoiese del malaffare, apparentemente proteggendoti, ma in realtà coprendoti come un coperchio di pentola a pressione, ti impedisce qualsiasi guizzo di vera vita civile e rispettosa della legge, di vera redenzione. Non siamo più, come diceva il Gattopardo al «tutto deve cambiare perché tutto resti com’è». La situazione è assolutamente compromessa e assai più terribile: «nulla deve essere mosso. Solo chi addita la corruzione deve essere rimosso».

Canessa dette a Mazzanti il mantello dell’invisibilità di Harry Potter. Lo stesso hanno fatto Curreli, “terrae apertor”, spalancatore della Terra; e Grieco, filosofo morale del politically correct e del buon consiglio alla gente di non starmi a sentire.

Lo stesso fece la Signora Serranti che, pur nata all’Agenzia delle Entrate, non distinse il fornitore dal contribuente, salvando anche il segretario generale Guerrera, che riscuote fior di quattrini – anche miei –, ma è come se non ci fosse neppure. Etc. etc. etc.

Cosa fare di meglio, da parte delle “guardie svizzere” della nostra Costituzione, per convincere gente impresentabile come certi amministratori quarratini (Okkióne, Zuccapelata, l’assessore abusivista con fascia tricolore on the coglions…) che, permettendolo certa magistratura deviata, anche i politici-amministratori possono deviarsi quanto e come vogliono senza rischio di sorta.

Povero Comune di Quarrata, sei davvero un anus mundi come si diceva in riferimento ad Auschwitz.

Peccato, però, che ora, come ripetevano i pupi siciliani, sia giunta l’ora tua pro nobis.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


In pochi arrivano a capire che, se un piede tira un calcio a qualcuno e gli fa male, la colpa non è del piede, ma di quel cervello che ha impartito l’ordine di calciare.

Ecco perché si dice che il pesce puzza dalla testa. Ed ecco perché, laddove una procura si comporta come quella di Pistoia, il risultato non può che essere un’amtidemocrazia tirannica pronta a rovinare chi vuole e quando vuole.

Perché nessuno – né Csm né Anm né Antimafia né Gratteri né Mattarella né Anticorruzione né nessuno al mondo – può fermare il Mar di Korruzzov, se non interviene anche il popolo sovrano a riprendere coscienza di sé.


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