everything we see. INCENERITORE CON PRESIDENTE DEI MEDICI A BASSO PROFILO?

Il prossimo 15 febbraio ci sarà un consiglio comunale aperto alla cittadinanza sull’inceneritore e il primo invitato è l’Ordine dei Medici. Ma il presidente Montalti non risponde alla richieste di partecipazione inviategli da vari soggetti: il nostro giornale, il Comitato Antinceneritorista, i cittadini, il consigliere Fabrizio Nerozzi e, sembra, anche il sindaco Benesperi. Montalti ha escluso il confronto in  vonsiglio: preferisce tenere un più comodo “basso profilo” alla maniera di
Renzo Dell’Anno?


Vale di più la salute dei cittadini o il basso profilo delle «autorità costituite»?

 

AGLIANA. La prima richiesta di audizione del Comitato è stata fatta da chi scrivere il 25 settembre per spiegare al consiglio dell’ordine dei medici l’emergenza di un interessante consiglio comunale aperto nel quale un delegato dell’ordine avrebbe potuto illustrare la situazione sanitaria come conclamata dalla lunga osservazione dei medici di famiglia che hanno un fascicolo aperto sull’inceneritore dal 2013, periodo di attivazione di un inutile delibera dell’Usl Toscana Centro per l’indagine epidemiologica (pagata con soldi pubblici) ma che è rimasta seppellita nel dimenticatoio.In Italia si fa così, se non peggio.

Montalti e Bagnoni, presidenti inerti?

Tutto questo grazie all’ignavia delle amministrazioni dei tre comuni proprietari, Quarrata-Agliana-Montalr, che la vedono come un’incombente valanga che minaccia di travolgerli all’improvviso – sempre ome accade in Italia – dopo una specie di… Ponte Morandi. 

Il dottor Beppino Montalti è “resistente” e ha negato l’audizione del Comitato al presso l’ordine dei medici.

Non fece così il presidente Bagnoni, che aprì le porte ai Comitati, cadendo poi nel basso profilo di Dell’Anno, suo assistito (ci dicono). Lo stesso Luca Benesperi, ricordò l’emergenza sanitaria in una commissione ambiente del 2021: interrogato dal consigliere criptocomunista Bartoli, lo rassicurò che avrebbe chiesto lumi in Regione. Ma non si è mai saputo nulla: il silenzio è d’oro, anche se lui era un antinceneritorista convinto (forse oggi convertito al “politicamente conveniente” grazie ai suggerimenti del senatore La Pietra, uomo di repubbliche conciliari con la sinistra…).

La procura di Pistoia – anche quella del dottor Coletta che non si lascia trascinare dalle «prossimità sociali» – ha ben altro per la testa…

Oggi che dovrebbe essere maturo il fine-vita dell’impianto, vedremo la sua rianimazione che, stàtene certi, sarà programmata (silenziosamente) per altri quaranta anni, essendo un impianto unico, esistente nel territorio da 42 anni; e che non avrà elementi di perturbazione esterna, anche se dovesse nascere un sistema di raccolta differenziata spinta alla maniera del Consorzio Contarina.

Ma Beppino Montalti cosa farà adesso a parte promettere di farsi vivo, ma negando di fatto qualunque relazione? A noi ha spiegato che ha “salito le scale” della Procura per fare delle segnalazioni d’evidenze epidemiologiche preoccupanti, soprattutto in Serravalle Pistoiese, ma sull’inceneritore che pensa di fatto?

Lo hanno visto, all’ordine, il famigerato documento di “Indagine epidemiologica” promosso ad acta si o no?

Si presenteranno a riferire al popolo di Agliana delle criticità sanitarie che sono note ai medici di famiglia? Montalti ha una platea di oltre 45 mila cittadini che aspettano la sua relazione, ma non risponde, né a noi, né al consigliere Nerozzi.

Vediamo se risponde al sindaco Benesperi che, ci dicono, avrebbe spedito una mail di coinvolgimento alla sua attenzione per invitarlo alla pubblica assemblea.

Edoardo Franceschi sembra essere l’unico al mondo ad avere visto la famigerata relazione epidemiologica. Che dice l’Ordine? I mrdici la hanno o no  in carico?

Del resto, l’indagine dell’allora Usl 3-Pistoia sulla salute dei cittadini c’è: l’ha vista proprio Edoardo Franceschi, rassicurando i membri della commissione ambiente – nonostante il suo dichiarato conflitto di interesse – mentre erano riuniti per presentare i tre progetti di revamping. Se l’ha visto lui, vuol dire che il documento c’è.

L’evidenza di una sensibile aumento dei tumori nel nostro territorio la spiegò bene anche il dott. Ferdinando Santini nel 2019, richiamando uno studio fatto con il collega Guido Pastacaldi di due lustri fa.

Che cosa vedremo/sentiremo al consiglio comunale aperto al pubblico giovedì prossimo ? Verrà il responsabile della commissione interna per l’ambiente del consiglio dell’ordine dei Medici ?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibnera.info
]


 

GENI IN PASSERELLA

 

Il nemico numero 1 della popolazione di Pistoia e provincia è, e resta, la Signora Procura della Repubblica. E questo da sempre.

Da Giuseppe Manchia fino a Tommaso Coletta, “procura de inceneritore non curat”. E non solo. La procura si impegna a fondo, con tutte le forze, a non toccare e non far toccare lo status quo.

Le ultime evidenze di questo malaffare, ignorato da qualsiasi autorità più elevata della procura stessa, nell’ultimo decennio si possono riassumere in questi pochi punti:

  1. Pm Renzo Dell’Anno, bassissimo profilo. Preferiva andare a funghi con il commendator Mauro Gualtierotti, il ladro dei rimborsi-spese-benzina della Comunità Montana Pistoiese, condannato dalla Corte dei Conti insieme al suo compagno di merende Ilio Giandonati.

  2. Pm Paolo Canessa, profilo da magistrato in uscita, che navigò verso i lidi sicuri della pensione, lasciando da parte (l’ho scritto e posso anche ripetere) decine di sconci e concorsi truccati della sanità Asl3-Pistoia poi trasformata in Usl Toscana Centro.Ma i concorsi truccati – pur segnalati e certificati – non entusiasmano la procura pistoiese. Tantomeno oggi che il nuovo Pm Coletta s’è distinto, dinanzi al Csm, per il favoreggiamento della dottoressa Lucia Turco, sorella del suo superiore gerarchico fiorentino Luca Turco (e poi viene a dirci a Tvl che per lui le «prossimità sociali» non contano!).

  3. L’Avv. Andrea Niccolai [La Nazione 3 ottobre 2015]
    Pm Tommaso Coletta, profilo sfuggente da quasi-muto (così lo definisce l’avvocato Andrea Niccolai in una lezione per i giornalisti conformi agli ordini dell’ordine di Firenze), che, dal suo arrivo a Pistoia (dicono determinato anche dal pasticcio della Lucia Turco), si è distinto per la sua sopraffina capacità di infrangere e fare infrangere le norme più elementari dei diritti umani, permettendo a magistrati come Curreli, Grieco, Serranti, De Gaudio, Contesini, Gambassi e Boccia, di navigare in tutta sicurezza visto che non di rado questi nostri “protettori di stato” se ne fregano del rispetto dell’art. 358 cpp e ci schiaffano anche agli arresti domiciliari senza rifletterci un istante.Eppure – c’è da esserne certi – sono tutti favorevoli alla maestrina Ilaria Salis perché arriva in aula coi ceppi e le catene. E loro cosa fanno quando portano i carcerati in aula? Li fanno precedere da un’orchestrina di mandolini napoletani o li portano legati come salami?

Di cosa stiamo parlando, allora? Di quanto siamo bravi a Pistoia dove, dall’arrivo di Coletta, i segni distintivi del rispetto della legalità sono stati non i problemi di Vicofaro o quelli dei tumori di Agliana o Serravalle, ma:

  1. arresti di giornalisti (su cui solo 1 giornalista 1 ha osato fiatare: tutti gli altri attopìti e muti nelle loro tane)
  2. arresti di vigili urbani a raffica (da Agliana a Montecatini)
  3. processi cumulativi, con “abigeato di querele”, a favore a prescindere di protetti dalla politica (ne cito due per tutti: il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi e il mai-comandante Andrea Alessandro Nesti), messi in ponte su reati che non esistono (stalking giornalistico o di giornalisti: vere e proprie realtà virtuali da «intelligenza artificiale» Curreli-Grieco etc.) da parte di sostituti superprotetti qui, a Roma e a Genova?
Curreli, Coletta e Grieco

Il resto lo lascio ai lettori. Ma evidentemente, secondo gli schemi del nostro giornale, sto dicendo la verità: perché se le mie osservazioni non fossero sacrosante e vere, sai tu quante denunce mi avrebbero sparato addosso i procuratori pistoiesi che, invece, come per l’inceneritore assassino e la discarica assassina del Cassero, mantengono un indecentemente vergognoso «basso profilo»?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


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