EX CEPPO, QUATTRO QUESITI PER LA GIUNTA BERTINELLI

Si allarga il dibattito sull’area ex Ceppo. Su iniziativa dell’ala riformista del Pd sarà presentato un ordine del giorno sull’argomento. Gori: «Chiarita la posizione del partito dobbiamo iniziare quel confronto con i cittadini che finora non c'è stato»
Simone Gori, Pd
Simone Gori, Pd

PISTOIA. Sul tema della rivalutazione dell’area ex Ceppo è necessario porre in modo chiaro 4 interrogativi, a cui l’amministrazione deve rispondere:

  • 1) L’accordo di programma con Asl e Regione Toscana è modificabile o non è modificabile? Se si dice che è immodificabile allora non si comprende il senso di certe aperture alla partecipazione. E questo sarebbe inoltre molto grave, dal momento che nel programma di mandato del sindaco Bertinelli a proposito dei processi di partecipazione si spendevano parole importanti come: “partecipare significa stabilire rapporti qualificati di comunicazione che presuppongono rispetto e ascolto reciproco, circolazione delle informazioni e trasparenza. Processi che devono avvenire prima che le decisioni siano prese e i cui risultati devono pesare nelle decisioni, attenendosi a uno stile di governo che faccia dell’ascolto la propria cifra caratteristica”.
  • 2) Le disponibilità finanziarie per le opere di urbanizzazione necessarie alla realizzazione del progetto ci sono o no? Se si pianificano cose i cui costi di urbanizzazione non sono sostenibili è forte il rischio di trovarci di fronte a un secondo caso ex-Breda, con decenni di nulla di fatto è di fattibile e alla fine con un privato che rileva il tutto è costruisce quello che vuole.
  • 3) Perché se a Prato l’accordo di programma con l’Asl è stato rivisto a Pistoia non si può fare altrettanto? Perché ci si ostina a dire che tale revisione è impossibile quando a pochi chilometri da noi l’hanno fatta e anche a Lucca si apprestano a imitare lo stesso schema? Come non rilevare che la prospettiva di ottenere 18mln da vendite immobiliari era forse realistica quando l’accordo fu stipulato ma adesso è fuori da ogni logica del mercato immobiliare?
  • 4) Circa le funzioni, infine, la domanda è: quali politiche urbanistiche attuare in tempo di crisi? Se il bilancio non concede eccessi di spesa, come si può progettare un piano di recupero basato in larga misura su una spesa pubblica non sostenibile? E che senso ha occupare i nuovi spazi per allocare funzioni già allocate? Forse per liberare e vendere altri immobili comunque sottomercato e al ribasso per mettere qualche toppa al bilancio? Non sarebbe meglio, per il Ceppo, lasciare all’Asl quanto è dell’Asl e procedere a una serie di ristrutturazioni e demolizioni investendo tutte le energie nella realizzazione di un grande parco a disposizione della città?

Tra pochi giorni, su iniziativa dell’ala riformista del partito, il Pd del comune di Pistoia affronterà alla presenza del sindaco un ordine del giorno – che tra gli altri ho presentato anch’io – avente a oggetto i quesiti che ho sopra elencato. Confido che il sindaco ci dia risposte efficaci e che, se il dibattito glielo indicherà, sia a disposizione anche per rivedere lacune delle scelte fatte. Un istante dopo, chiarita e bene la posizione del partito, dobbiamo iniziare quel confronto con i cittadini che finora non c’è stato.

[*] – Unione Comunale Pd Pistoia, ospite

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