EXPO 2015, DUE PISTOIESI TRA I MODELLI TOSCANI DI “FARE IMPRESA CON CAMPAGNA AMICA”

1. I Modelli Toscani
1. I Modelli Toscani

MILANO-PISTOIA. Due dei sette modelli sono pistoiesi. All’Expo il modello Toscana a filiera corta si è presentato raccontando la storia di sette imprenditori agricoli che hanno spiegato come fanno reddito, investono e creano occupazione, preservano il territorio e producono buona alimentazione. Dal produttore di vino bevuto dagli Obama (il Bolgheri di Michele Satta), a quello che ha aumentato l’occupazione trasformando direttamente tutto il latte delle proprie pecore, alla produttrice di olio e lavanda, all’allevatore di chianine.

Tanti racconti imprenditoriali, imperniate sulla scelta di valorizzare il rapporto diretto col consumatore, come hanno fatto l’Azienda Agricola Massaro di Montecatini e Il Sottobosco di Fabio Bizzarri di Cireglio. Due storie simbolo della rete dei produttori della Cooperativa Agrimercato di Pistoia (che organizza i mercati Campagna Amica). Due imprenditori agricoli che i frequentatori dei mercati di Campagna Amica di Pistoia conoscono bene, perché sono presenti coi loro prodotti, carne suina e non solo e frutti di bosco e derivati sotto i banchi gialli Coldiretti a Pescia, Pistoia, Pieve a Nievole, Quarrata e Cantagrillo.

“Il nostro orgoglio è quello di permettere a tante piccole aziende di stare sul mercato in rete con imprese più strutturate – dichiara Coldiretti Pistoia –. Con risultati concreti sul piano economico, dando supporto alla creatività e alla voglia di fare degli imprenditori agricoli”. In media, con l’ingresso in Campagna Amica (mercati, punti vendita aziendali) le piccole imprese familiari hanno un aumento del fatturato del 20% “un grande risultato, che permette a tante aziende di rimanere crescere dando opportunità di lavoro a tanti giovani”. La presenza all’Expo dell’agricoltura pistoiese è stata costante. Piante e fiori, in rappresentanza di tutto il florovivaismo pistoiese, hanno ravvivato in questi mesi di Esposizione universale il Cardo, una delle vie dell’Expo, dove sorge il padiglione Coldiretti.

I MODELLI PISTOIESI

Campagna Amica: la scarpa giusta per un’azienda ispirata dalla permacultura

IL SOTTOBOSCO – FABIO BIZZARRI – Cireglio (Toscana – Pt) – www.ilsottobosco.net

Il modello di business. Permacultura: microcosmo produttivo dove una produzione alimenta l’altra. Riduzione dei costi come primo fattore di reddito

2. Bizzarri a Expo 2015
2. Bizzarri a Expo 2015

Fabio Bizzarri è un imprenditore di 42 anni. Già attivo nella serigrafia industriale, decide di investire anche in agricoltura, il campo scelto è una delle tipicità della montagna toscana: i frutti di bosco. L’azienda è impiantata sopra Pistoia, occupando un ettaro e mezzo di terreno accidentato, che viene sottratto alla boscaglia e messo in sicurezza. Ha poco tempo e quindi cerca di ottimizzare tutte le fasi produttive, con due priorità: produrre qualità certificata biologica e minimizzare l’impegno di lavoro, visto che l’altra attività è sempre attiva. Quindi controllo a distanza dell’irrigazione, pale eoliche per ridurre i costi energetici e altri accorgimenti per facilitare la raccolta; la vendita è prevista a grossisti, così si velocizza anche questa fase. Detto fatto, nel 2010 si apre, ma… ai grossisti della qualità del prodotto importa poco e il prezzo non è redditizio.

Così nel 2012 cambia tutto. Ingresso in Campagna Amica la ‘scarpa giusta’ che supporta l’idea imprenditoriale di Fabio Bizzarri, quindi vendita diretta nei mercati del prodotto fresco, trasformazione in marmellate e yogurt di parte della produzione. Viene ridotta la superficie dove si producono mirtilli, fragoline e lamponi per impiantare un vivaio per produrre piantine in vaso certificate bio, e per la produzione di humus da lombricoltura, sia per esigenze aziendali, sia per vendita ai mercati.

3. Bizzarri a lavoro
3. Bizzarri a lavoro

Tutto ciò che è presente nel terreno viene valorizzato dagli alberi di ciliegio, di mele e pere, seguendo i principi della permacultura (insediamenti agricoli simili agli ecosistemi naturali, quindi in grado di mantenersi autonomamente e di rinnovarsi con un basso impiego di energia).

E così anche il cavallo e il letame che produce diventa strategico per la lombricoltura da cui si ricava humus che poi serve per far crescere i frutti di bosco.

Una impostazione che permette di avere i giusti margini dalla vendita del fresco (anche con minor quantità prodotte), e prodotti da vendere nei mercati tutto l’anno. Nell’ottica del fare rete, Fabio Bizzarri ha anche creato Contadino Giò, un orto didattico, con struttura in legno e che si innaffia da ‘solo’ grazie alle anfore interrate, che può trovare dimora in un piccolo giardino scolastico o su un balcone di casa.

Maiali redditizi, riduco del 90% la produzione e con la vendita diretta guadagno e investo

AZIENDA AGRICOLA MASSARO – ALESSANDRO MASSARO – Montecatini Terme (Toscana – Pt) – www.venditadirettacarne.it

Il modello di business. Diversificazione produttiva, integrazione a valle con diversificazione produttiva e vendita diretta. Integrazione orizzontale con allevamento di altre specie.

4. Massaro al lavoro
4. Massaro al lavoro

Fino al 2010 vende maiali ad intermediari, con margini sempre più risicati. Poi entra in Campagna Amica, riduce del 90% la produzione annua di capi, integra verticalmente (a monte e a valle) e orizzontalmente il processo produttivo e ritorna competitivo: vende i prodotti ai mercati e nel punto vendita aziendale.

La storia. Da un lato le difficoltà di tanti allevamenti italiani, visto che i due terzi di prosciutti Made in Italy sono fatti con cosce di suini stranieri; dall’altro la storia di un’azienda di Montecatini Terme nella toscana pistoiese, che riduce del 90% la produzione di maiali e torna competitiva, vendendo carne nei mercati Campagna Amica.

L’azienda agricola familiare Massaro, nata nel 1950, fino a qualche anno fa produceva e vendeva all’ingrosso 1.800 maiali all’anno. La crisi e le incongruenze della filiera produttiva lunga (i tanti passaggi dal produttore agricolo al consumatore) tagliano tutti i guadagni: i costi per allevare i maiali aumentano, non i ricavi.

5. A Expo 2015
5. A Expo 2015

Alessandro Massaro e famiglia tagliano col passato e adottano il ‘modello’ Campagna Amica. Dal 2011, riduzione della produzione di maiali a 180, investimento nel laboratorio/punto vendita aziendale. A questo punto è possibile tarare le macellazioni e i tagli a seconda delle richieste dei consumatori, inclusi salumi.

Intanto il giovane nipote lavora in pianta stabile in azienda, Per offrire ai consumatori del punto vendita aziendale e dei mercati Campagna Amica varietà, Alessandro Massaro alleva e vende galline (600 all’anno) e conigli (120), e il numero di maiali macellati è tornato a salire a 250 che diventano anche autentico prosciutto prodotto in Toscana. Un successo che racconta la valenza della filosofia produttiva e distributiva della rete di produttori agricoli di Coldiretti per la filiera agricola tutta italiana.

[coldiretti pistoia]

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