facce toste. ANTIFASCISTI IN MALA FEDE: ASSOLTO IL CARABINIERE CON LA BANDIERA IN CAMERA

«Non è stato espulso dall’Arma il carabiniere che ai primi di dicembre era stato beccato con un’ambigua bandiera affissa nella sua camera, all’interno della caserma Baldissera a Firenze. Ma allora, negli studi televisivi, assistemmo a sfilate di modaioli antifà, schiere di convinti partigiani, parenti delle vittime dell’Olocausto che urlavano allo scandalo per la presenza di un drappo sospetto all’interno di una caserma»
Le indicazioni della sig.ra Boldrini

PISTOIA. I fascisti pare siano tutti spariti. Il racconto a puntate portato avanti dai Fiano e dagli indignandos perenni, dai barricadero antifascisti e dalla avanzatissima intellighenzia sinceramente democratica, insomma quel racconto grottesco con cui ci hanno ammorbati si è arrestato.

Non è stato invece arrestato, né espulso dall’Arma, il carabiniere che ai primi di dicembre era stato beccato con un’ambigua – dicevano – bandiera affissa nella sua camera, all’interno della caserma Baldissera a Firenze. Il nullafacente che si prodigò nel fotografarla avrebbe fatto meglio a fotografa la sua di camera, poiché il buco nell’acqua è stato clamoroso.

Negli studi televisivi assistemmo a sfilate di modaioli antifà, schiere di convinti partigiani, parenti delle vittime dell’Olocausto che urlavano allo scandalo per la presenza di un drappo sospetto all’interno di una caserma. Ah, dicevano, adesso anche le forze dell’ordine ci si mettono, va a finire che torniamo al fascismo davvero.

Facevano riferimento a qualche altro episodio, mai violento, come quello avvenuto nella sede dell’associazione “Como senza frontiere” durante il quale un gruppo di skinhead lesse a bassa voce un comunicato senza mezza parolaccia, o di un calciatore dilettante che a Marzabotto esultò per il gol segnato alzando il braccio destro al cielo. Ecco, queste erano le prove del ritorno del nazifascismo in tutto il mondo.

Quindi rastrellamenti, marce contro ogni tipo di fascismo (sappiate che se, mentre sedete sul cesso, digrignate i denti nell’atto di defecare, tale espressione bruta può richiamare quella tipica delle squadracce fasciste), registri istituiti dai partigiani (che a rigor di logica dovrebbero esser tutti morti quantomeno per vecchiaia, quindi boh!) per potersi dichiarare antifascisti convinti e molte altre minchiate simili.

Veniamo però oggi a sapere che quella bandiera non rappresentava affatto il Terzo Reich, bensì il secondo, quindi non Adolf Hitler, bensì Otto von Bismarck. Veniamo anche a sapere che quella era la bandiera della marina di guerra. E veniamo anche a sapere che si riferisce ad un periodo in cui lo Stato in questione non era una dittatura razzista bensì una monarchia costituzionale.

Nessuno si scusa, figuriamoci, loro sono immuni dagli errori e tanto più dal mea culpa. Sono i soliti

Destinazione per le idee non conformi: Piazzale Loreto o galera.

illuminati che oggi predicano la pace e si dicono contrari ai fascismi eccetera eccetera, ma ieri firmavano l’appello contro l’innocente commissario Calabresi il quale, a forza di essere processato nel nome della giustizia del proletariato, finì assassinato nel nome della rivoluzione proletaria.

E grosso modo il loro fine è il medesimo: epurare la scena pubblica dai dissidenti a suon di ghigliottine di piazza. Menomale sono intervenute le elezioni il 4 di marzo scorso, altrimenti questi incoscienti avrebbero proseguito imperterriti nella loro campagna elettorale a base di champagne, salottini e antifascismo militante e violento. 

Ma non perché loro alzino le mani, figuriamoci: per quello ci sono i centri sociali. Piuttosto perché loro decidono chi mandare in esilio, allontanando a piacere chicchessia dalla società ritenuta civile.

[Lorenzo Zuppini]

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