«FACCIAMO CHE ROSSI DEBBA ANDARE AL BALLOTTAGGIO!»

La sanità di Rossi prima e dopo la sua riforma toscana
La sanità di Rossi prima e dopo la sua riforma toscana

PISTOIA. Il dottor Roberto Abati, per i suoi “alti meriti” conseguiti a Pistoia, è il nuovo presidente del S.I.O.R. (Sistema Integrato Ospedali Regionali) che comprende gli “orrori” di Pistoia, certamente, nonché di Lucca, Prato ed Apuane (vedi).

Il rosso-Rossi, a nemmeno una settimana dal voto, assume una decisione che dovrebbe essere del nuovo Presidente che verrà eletto e non da lui: evidentemente è sicuro che il suo successore si chiamerà rosso-Rossi.

L’Intersindacale medica, gli infermieri, i sindacati, e soprattutto gli utenti, che mettiamo volutamente ultimi, ci dicono che il “gommone” San Jacopo e la sua gestione sono fallimentari; e ce lo dicono senza tante remore e lo confermano i numeri. E lo ripetono ogni giorno.

Ma la politica sanitaria non ha bisogno di esperti, ha bisogno di “sceriffi”, di gente che, senza proferire parola, esegua l’ordine del Capo e tagli, tronchi, trinci e decapiti il “diritto alla salute” che non conosce né regimi né nuove maggioranze politiche.

Roberto Abati, direttore generale dell’Asl 3 Pistoia
Roberto Abati, ora presidente del Sior Toscana

È un diritto che attinge le proprie radici nel senso di Comunità e quindi di Stato: due concetti che ai tecnocrati del bilancio e della spending review regionale sono sconosciuti. Loro, i tecnocrati, i bilanci li “aggiustano” come a Massa e mettono alla gogna galantuomini che sono costretti a subire anni di violenze mediatiche che nessun psichiatra potrà mai curare (vedi il caso Delvino).

Allora, verrebbe da chiedersi, visto che la sanità altro non è che lo specchio della nostra società, possiamo smettere di sperare? Possiamo ancora illuderci che la scuola torni ad insegnare, che la magistratura offra doverosa giustizia, che le prostitute e i prosseneti tornino a fare il loro ancestrale mestiere senza indossare indegnamente camici, toghe e paludamenti vari?

Forse è possibile se solo vogliamo toglierci di dosso i panni del corretto vivere e del normale pensare: adesso urge la necessità di dover rispondere all’arroganza con l’astuzia, alla prostituzione mentale con la pulizia dei propri convincimenti, e all’apparente irreversibile corso degli eventi, con le armi di cui questi eventi e le persone che li rappresentano si sono indegnamente serviti: il voto.

Baldi e la sanità Asl 3
Paolini e la campagna elettorale del Pd

Facciamo un ragionamento semplice: se Rossi e il suo squadrone non raggiungono il 40% dei voti in prima battuta, sono costretti ad andare al ballottaggio.

Sto parlando di persone che decidono di andare a votare, anche contro voglia, di voti espressi, tutti quelli “contro” Rossi e il suo squadrone: gente di sinistra, di centro, di destra, tutti voti “contro” il sistema che questi cialtroni stanno furbescamente organizzando.

Dispiace parlare di “voti contro” e chi scrive queste modeste note “era” fra coloro che il 31 maggio si sarebbero volentieri affaccendati in altre occupazioni.

Invece, ed il direttore Bianchini me lo consentirà, anch’io andrò a votare e per farlo dovrò andare a richiedere la tessera elettorale a suo tempo rinviata all’amico dei Soviet, Giorgio Napolitano per l’affaire Pacini di San Marcello; un “problema”, assieme all’Ospedale di Pescia, “magistralmente” concluso proprio da Abati & C.

Me ne andrò a votare “contro” e non “per”, come anche la maggioranza di voi ha sempre fatto, perché la posta in gioco – e ringrazio gli amici di avermelo fatto comprendere – è alta.

Edoardo Michele Majno: ex Sior e ora
Edoardo Michele Majno: ex Sior e ora Commissario per la programmazione dell’Area Vasta nord-ovest

Se Rossi non raggiunge il 40% di voti al primo turno – come ho detto –, si va al ballottaggio: ed è fottuto. Questo è poco ma è sicuro.

E se cade Rossi, a catena e irreversibilmente, cadranno anche i pezzi da novanta (con la culatta saldata alla seggiola) di cui il Granduca si è contornato e i poveretti di contorno “adusi ad obbedir tacendo” ma “non tacendo morir” e quindi pronti a vuotare il sacco. E il sacco, credete, è grande; molto, molto grande…

L’occasione è ghiotta e per dirla brevemente: “Simul stabunt (Rossi e il suo squadrone), simul cadent (Rossi e i suoi ruffiani dei vari livelli).

Amici, questa volta io vado a votare: “contro”, non “per”. E voi?

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