FACEBOOK E WHATSAPP NON C’ENTRANO NULLA

Le forbici tagliano i gambi dei fiori per farne un bel bouquet, ma usate a sproposito possono uccidere…
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FACEBOOK, se non c’era bisognava inventarlo. Whatsapp pure!

I social network, e Facebook ne è il più fulgido esempio, sono una benedizione, diciamo la verità. Non esistono più code insopportabili alle Poste o attese interminabili dal medico perché quel tempo può essere riempito da una “giratina” su facebook: un’ occhiata alle notizie, verifica delle notifiche (magari un’ occhiata alla pagina più ambita, ma a cui non si ha accesso), e poi la soddisfazione di criticare in diretta il disservizio che si sta soffrendo, informandone i propri amici che solleciti aderiscono con un mi piace. Vuoi mettere?

Non esiste più di dover attendere la mattina dopo per sapere se quella scossetta era terremoto o i vicini che ristrutturavano casa o una vertigine inopinata. Apri fb e ci trovi tutti quelli che hanno sentito la scossa (se c’è stata, ovviamente ) e poi nel giro di un minuto o due, vieni a sapere il raggio di estensione, l’epicentro, la profondità ed il grado, (oltre alle sensazioni, gli effetti diretti e indiretti sulle persone e sulle cose…).

Facebook è un passatempo sempre disponibile, discreto se vuoi (basta limitare i commenti, non provocare, non pubblicare immagini urtanti ) ma anche molto invadente a chi piace così.

Può creare disguidi, disturbare quello che nella coppia ha meno popolarità, chi soffre di poca autostima può rimanere interdetto da una risposta o da una mancata risposta ma Facebook consente anche di riallacciare rapporti, ritrovare persone, mantenere facilmente i contatti.

È evidente che possano esserci scotti da pagare se si usa Facebook (o qualsiasi altro social) come una clava. Basta postare un’offesa, un giudizio categorico o qualcosa di non condivisibile sul piano morale (per esempio) che si induce una serie di reazioni anche scomposte di pari grado.

Il mezzo può essere pericoloso per le ragazze e anche per i ragazzi, ma a questo devono essere preparati, istruiti e possibilmente, su fb, i genitori devono avere “l’amicizia” dei loro pargoli. Lo strumento è anche infido per la possibilità di creare plurimi profili (che pure gli amministratori in qualche modo tentano di limitare o interdire) ma c’è modo di segnalare abusi, spam, molestatori.

C’è anche la possibilità di rivolgersi alla polizia postale per denunciare comportamenti illeciti o presunti tali.

Vogliamo parlare di Whatsapp? Recentemente acquistata per 19 miliardi di dollari (più o meno) da Zuckerberg – che ci ha già dimostrato di essere uno che ci capisce – è una messaggeria gratuita o quasi (0,89 euro/anno) che offre una serie di servizi aggiuntivi, emoticon, chat di gruppo, immagine del profilo e stato (d’animo) esprimibile con parole o segni che volendo delineano la personalità. Whatsapp mette a disposizione, per i più pigri, alcuni stati preconfezionati tra cui scegliere: andate a vedere quanti uomini hanno scelto disponibile.

Con Whatsapp quindi si comunica, ma anche in modo subliminale. Inoltre Whatsapp indica l’ora ed il minuto in cui il nostro contatto ha visitato l’applicazione, quando è on line e quando il nostro messaggio è partito e anche se è stato consegnato. Gli investigatori professionisti possono chiudere bottega, non poche unioni dopo l’avvento di whatsapp sono entrate in crisi o si sono del tutto estinte… ma infine non è colpa dei social network.

Le forbici tagliano i gambi dei fiori per farne un bel bouquet, ma usate a sproposito possono uccidere.

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