falsi d’autore 5. COSÌ DOPO IL COMUNE ANCHE LA REGIONE TENTA DI GIUSTIFICARE LE SUE INDIFENDIBILI INEFFICIENZE DI SORVEGLIANZA E CONTROLLO SUL MONTALBANO DEL “VINCOLO AMBIENTALE”

 NELLE PUNTATE PRECEDENTI
12.2.2021 – https://www.linealibera.info/falsi-dautore-il-comune-di-quarrata-il-suo-emerito-ufficio-tecnico-urbanistica-e-larte-sublime-dellingannare-i-cittadini-mentendo-e-sapendo-di-mentire/
18.2.2021 – https://www.linealibera.info/falsi-dautore-2-cosi-il-comune-tenta-di-giustificare-le-sue-indifendibili-inefficienze-di-sorveglianza-e-controllo-sul-montalbano-del-vincolo-ambientale/
19.2.2021 – https://www.linealibera.info/falsi-dautore-3-cosi-il-comune-tenta-di-giustificare-le-sue-indifendibili-inefficienze-di-sorveglianza-e-controllo-sul-montalbano-del-vincolo-ambientale/
21.2.2021 – https://www.linealibera.info/falsi-dautore-4-cosi-il-comune-tenta-di-giustificare-le-sue-indifendibili-inefficienze-di-sorveglianza-e-controllo-sul-montalbano-del-vincolo-ambientale/

Nel 2005, quando i signori Mara Alberti, Sergio Luciano Giuseppe Meoni e Margherita Ferri ottennero (c’è ancora da capire precisamente in che modo) il diritto di sbranare uno sprone di roccia del Montalbano – sbancamento i cui effetti malefici tuttora perdurano –, in mezzo alla fiera delle vanità s’intromise anche la beata Regione Toscana dei difensori del paesaggio

 

SPARISCONO I FASCICOLI E SI RESTA

DISORIENTATI E CON IL MAL DI TESTA

 


Ha ragione solo chi dice che i fatti parlano da sé

 

IL PASSAGGIO sulla burocrazia italiana deviata e acèfala oggi sarà veloce, ma non per questo meno significativo e importante per far capire con chi abbiamo a che fare; con quali muri di gomma il povero cittadino è costretto a scontrarsi in una lotta ìmpari.

Nel 2005, quando i signori Mara Alberti, Sergio Luciano Giuseppe Meoni e Margherita Ferri ottennero (c’è ancora da capire precisamente in che modo) il diritto di sbranare uno sprone di roccia del Montalbano – sbancamento i cui effetti malefici tuttora perdurano –, in mezzo alla fiera delle vanità s’intromise anche la beata Regione Toscana dei difensori del paesaggio.

Per ottenere il via libera a massacrare, come è poi accaduto, la zona di Lecceto, occorreva il timbro anche della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Pistoia e Prato (Pec: mbac-sabap-fi@mailcert.beniculturali.it).

Sticazzi! Al momento in cui fu chiesto al Comune di Quarrata di rivedere, con una commissione tecnica, la situazione, creatasi nell’attuale, dalla concessione e realizzazione dello sbancamento di cui vi sto parlando da giorni, la stessa richiesta andò, come era ovvio, anche alle altisonanti stanze della Soprintendenza.

La quale così mirabilmente rispose:

in base alla verifica istruttoria sugli eventuali decreti di notevole interesse pubblico o sull’eventuale presenza di aree tutelate per legge ai sensi dell’art. 142 del Codice insistenti sull’area suindicata, questa Soprintendenza, per quanto di propria competenza, ritiene che l’area in oggetto non sia soggetta a tutela ai sensi della Parte III del Codice dei beni Culturali

E tìrati su le puppe, dissero i pistoiesi! Peccato, però, che nel 2005 quello stesso ufficio non fosse dello stessopare & sembrare” (patrimonio dei bischeri – è proverbiale, non siano rotti i corbelli col politically correct!).

Anzi: mentre il Comune di Quarrata dava (in dialetto luccianese è come nel napoletano: déva) l’autorizzazione allo sbancamento, la Soprintendenza chiedeva documenti, e scriveva che sino al perfezionamento della stessa il suo decorso temporale deve intendersi sospeso.

Si capisce cosa stava accadendo? La Soprintendenza fermava i lavori e non solo: voleva una (evidentemente) dettagliata documentazione fotografica, ma addirittura al fine di valutare meglio la compatibilità paesaggistica dell’intervento e per una migliore comprensione del progetto, richiedeva un incontro con i tecnici (del Comune, dello scasso o di emntrambi?) .

La famosa lettera del 2005. E i documenti conseguenti dove sono finiti?

E ora andiamo alle conclusioni. C’è stato, l’incontro richiesto? Non c’è stato? Chi lo sa? Nel fascicolo della pratica, che si concluse con la concessione del permesso a firma del solito Franco Fabbri, niente risultò dopo l’estrazione delle copie di accesso.

Vogliamo essere più chiari ancora? Se ciò che chiedeva la Soprintendenza avvenne (documentazione fotografica e incontro Soprintendenza-tecnici), dove sono finite le foto consegnate e il verbale dell’incontro stesso fra cotante menti illuminate?

Hanno fatto la fine di certe filze d’archivio che in certe procure – come si legge spesso sui giornali – spariscono senza sapere dove vanno a finire volatilizzandosi?

E se tutto questo manca e niente fu fatto né può essere provato con la richiesta certezza assoluta, com’è potuto avvenire che l’autorizzazione fosse rilasciata dal Fabbri e che l’Alberti, il Meoni e la Ferri potessero sbranare il colle a piacimento e senza tanti problemi?

Anche in questo caso è accaduto ciò che accadde con i condoni dell’immobile del civico 18: là, doveva essere presentato l’assenso in forma pubblica di mia madre, Bruna Lapini, alla richiesta e all’ottenimento dei condoni, ma anche in quella circostanza quel documento o è sparito o è stato fatto sparire o non si trova perché non c’è. Ed è tutto normale, Marco Mazzanti sindaco di Quarrata?

Allora mi chiedo: ma il Comune di Quarrata, con che metodi avanza e procede? È illogico pensare che ci sia qualcosa che non torna e che, forse, alcuni cittadini sono avvantaggiati in ciò che potrebbe non spettare loro, a danno di altri che vengono tenuti sempre indietro e a distanza?

C’è poca speranza di poter rimettere in piedi questo paese. Il sistema potregge se stesso e spara sulla gente tranquilla

E la Procura della Repubblica non dovrebbe aprire fascicoli su questo sistema, piuttosto che accusare chi scrive di essere uno stalker tenendolo agli arresti domiciliari a prescindere?

Non sono io – come sostengono qualche ragioniere senza ragione e qualche avvocato di larghe vedute democratiche – che produco documenti falsi, su cui l’ingegner Gelli – mi riferiscono – ride “a coglionella”: è il Comune di Quarrata, quello dei partigiani della legalità dell’avvocata Marini, che della legalità si serve per farsene suola da scarpe!

Dagli arresti domiciliari, Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

Gli invitati alla mensa del padre…

 

Se pensate che questa gente, finora, pur investita di certi problemi, abbia fatto qualcosa o si sia mossa in qualche direzione, vi sbagliate di grosso.
E se l’Italia funziona in questo modo, a benzina-Palamara e cacce alle streghe, ha voglia Draghi-Grisù a dragare la sentina (niente più corruzione – ha detto. Le ultime parole famose).
Cercherà solo di svuotare il pozzo di Gaetano, sotto Pìseri (la Rosalba, nipote di Geppo del Nelli, lo sa cos’è, e io son nato proprio lì), a Montorio: ma con una bruscola da olive!
Dio ve ne renda merito e salute a tutti, diceva Gigino che passava – 70 anni fa – a chiedere l’elemosina uscio-a-uscio a Quarrata…

 


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