«FANTASCIENZA O SEMPLICE PROPAGANDA POLITICA?»

Ecco i punti critici segnalati in assemblea dal Comitato di Caserana sulle opere di mitigazione idraulica
Ombrone in piena a Caserana
Ombrone in piena a Caserana

QUARRATA. L’emergenza alluvione ha colpito di nuovo da giovedì scorso il territorio quarratino con esondazioni, allagamenti e disagi. Gli stessi che si ripetono da tempo. Ogni volta che piove un po’ di più tutto il territorio comunale – ormai immemore di manutenzioni a fronte di tante e sempre più numerose impermeabilizzazioni – è soggetto a collassare; i fossi si riempiono velocemente e l’acqua dai campi scorre sulle strade di una buona fetta del territorio comunale. Tanti problemi si verificano anche sulla collina dove i terrazzamenti vengono giù trascinati dall’acqua che scorre sempre più veloce..

Anche a questo proposito – per parlare della situazione dei torrenti del territorio (con una attenzione particolare allo stato di salute dell’Ombrone) e di una opera – la “milionaria” cassa di espansione per le acque basse della Querciola – prevista proprio accanto all’Anpil della Querciola, mercoledì sera il sindaco Marco Mazzanti, il vicesindaco Gabriele Romiti e l’assessore provinciale al rischio idrogeologico Mauro Mari erano stati invitati dal Comitato Ombrone della Caserana a parlare presso il Circolo della frazione in una assemblea pubblica che ha anticipato di poco il nuovo allarme per il maltempo.

In quella occasione sono stati posti agli ospiti presenti alcuni quesiti (per comodità illustrati sotto forma di un testo). “Naturalmente – spiega Enrico Buda parlando anche a nome di Oreste Vannucci della Caserana – non ne abbiamo ricavato nulla perché come sempre fanno orecchie da mercante e si prodigano in promesse che sanno meglio di noi che non rispetteranno mai”.

“Addirittura il signor Mari – continua – ci prospettava l’arrivo di 50 o 60.000.000 euro già disponibili ma a condizione che si spendano irrevocabilmente entro il 2014 altrimenti non se ne fa di niente: naturalmente il tutto corredato di progetti completi e lavori immediati”.

“Non sappiamo se si tratta di fantascienza o di semplice propaganda politica. La mia opinione personale –conclude Buda – mi porta a pensare che magari saranno impegnati ,ma certo non per lavori o qualcosa di utile per tutti…”

Di seguito i punti critici segnalati in assemblea:

PUNTI CRITICI

Nella convinzione di rappresentare la voce di tutto la comunità di Caserana e fra queste voci quella del nostro caro Oreste Vannucci che purtroppo per motivi di salute questa sera non può essere qui con noi… porto i suoi saluti.
La prima cosa che vogliamo sapere è esattamente quali sono le vostre decisioni riguardo il riaffacciarsi di questo progetto della cassa d’espansione B1.
Naturalmente per quanto ci riguarda noi siamo contrari e certamente non disponibili a subire questo ulteriore affronto.
Già la prima cassa è una soluzione frutto di un pessimo progetto, visto che nessuno vuol convenire come la soluzione sia già esistente e che basterebbe soltanto perfezionarla. Parliamo appunto dei laghi di Zela e della Laghina.
Oramai ci siamo dovuti arrendere e staremo poi a vedere!
Per l’eventualità di una seconda cassa, ci sembra opportuno suggerirne una collocazione più a monte per consentire almeno una minore pressione nel momento in cui l’acqua viene a raggiungere i tratti più critici e pericolosi, dal momento poi che gli argini a valle sono e rimangono tuttora insicuri.
È per questo che in questa occasione vorremmo conoscere le vostre intenzioni o le vostre opinioni in merito a questo progetto e darci assicurazione che vi batterete insieme a noi affinché si eviti questo scempio nei nostri e nei vostri confronti .
Crediamo infatti sia giusto riflettere anche sul punto di cosa possa divenire il futuro di tutti quegli immobili coinvolti.
Con quale diritto si vanificano tanti sacrifici a quelle persone che hanno magari investito nella propria casa una parte del loro futuro per se e per i propri figli?
Chi mai potrebbe acquistare una casa che oltre l’incombere di un fiume che minaccia di esondare ad ogni nuvola passeggera, si trovi davanti anche una o addirittura più di una mastodontica vasca colma di milioni di litri d’acqua ,che, se anche riuscisse a raccogliere parte dell’acqua dell’Ombrone si proporrebbe poi lei stessa a minaccia come fosse uno tzunami ?
Vorremmo anche per questo la certezza che si faccia tutto il possibile in merito.
Crediamo che ormai si voglia capire di essere ad un punto di rischio così elevato da non consentire, ancora contrattempi o incertezze sul da farsi.
Una cosa che a noi sembra importantissima è quella di porre fine a tutto questo spreco di denaro pubblico che si nasconde dietro la finzione di risolvere un problema annoso come quello degli argini dell’Ombrone così come di tantissimi altri fiumi consentendo di eseguire lavori tanto stupidi.
Come ultimo esempio possiamo prendere quello di Bocca di Calice, dove per contenere un argine franoso alto più di 4 metri si permette di sprecare una somma di 50.000 euro per appoggiare una recinzione all’esterno dell’argine alta a malapena 1 metro 1 metro e mezzo che non crea nessun beneficio se non a chi ha venduto i blocchetti di cemento e a chi li ha comodamente adagiati lungo l’argine.
Fino a quando gli interventi saranno di questa natura crediamo sia addirittura meglio lasciare perdere.
Abbiamo già verificato ultimamente e vi abbiamo fatto notare quanta leggerezza si trova nella gestione di grandi capitali affidati a Enti, Consorzi, Associazioni o quant’altro…
Non ci può sembrare giusto continuare ancora a farsi del male con le nostre stesse mani…
Certi di essere compresi ringraziamo.
[comitato caserana]

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