FANUCCI: «UNIONE E FUSIONE DEI COMUNI PER IL RILANCIO DEL TERRITORIO»

L'onorevole Edoardo Fanucci
L’On. Edoardo Fanucci

ROMA. Il dibattito sull’Unione e la fusione dei Comuni è urgente; occorre affrontarlo senza inutili steccati ideologici, ma confrontandosi su proposte ed idee utili al rilancio del territorio. Mettere in rete competenze ed opportunità, infatti, è un’esigenza che non possiamo rimandare, vista la necessaria razionalizzazione delle risorse e il nuovo assetto istituzionale sorto dopo il superamento delle province.

La Valdinievole è una realtà omogenea per la conformazione del territorio, le infrastrutture di cui dispone e i servizi offerti ai cittadini. La divisione in undici Comuni appare non attuale e, sempre di più, corriamo il rischio di non riuscire a rispondere adeguatamente alle richieste della nostra comunità.

È necessario avviare un percorso che vada verso una gestione associata dei servizi, i principali, i più importanti e qualificanti: urbanistica, lavori pubblici, anagrafe, ambiente, promozione e valorizzazione turistica con un calendario di eventi di altissimo livello finalmente unico e condiviso.

Non possiamo illuderci di battere le difficoltà economiche ricorrendo agli strumenti del passato. Serve cambiare, immaginare risposte nuove, moderne ed autenticamente riformiste. Con la Società della Salute abbiamo già dimostrato che la Valdinievole unita può raggiungere risultati straordinari, adesso è il momento di allargare il campo di azione. Ad esempio per quanto riguarda le centrali di committenza, ritengo si potrebbe fare di più e meglio per favorire una gestione organica delle gare d’appalto.

La centrale di committenza della provincia di Pistoia è un’opzione credibile per gestire gli acquisti e rappresenta lo sforzo del territorio di proporsi come soggetto unitario. Occorre una visione lungimirante da parte della Politica, che guardi al di là della convenienza immediata e immagini l’assetto futuro del nostro territorio; dopodiché occorrono scelte amministrative e atteggiamenti conseguenti.

La fase di transizione che la provincia sta attraversando non può essere un limite alla capacità dell’ente di attivare una Stazione unica appaltante che funzioni. Il presidente Vanni, come compito di mandato, può farsi carico di questa responsabilità, lavorare per superare ogni eventuale aspetto critico e consentire ai sindaci di espletare tutte le gare più urgenti e i processi avviati in tempi certi ricorrendo alla centrale di committenza provinciale.

Graziano Delrio
Graziano Delrio

Dopo l’approvazione della riforma Delrio, infatti, la provincia ha il compito di proporsi quale fattore aggregante delle singole realtà e di favorire percorsi condivisi. La Valdinievole deve presentarsi compatta: si tratta di mettere in rete progetti, opportunità e strumenti, con l’obiettivo di abbattere i costi e di migliorare l’efficienza. I Comuni non possono più permettersi di continuare a muoversi in ordine sparso, seguendo logiche e binari autonomi.

Anche per questo, l’istituto dell’Unione dei Comuni è la prospettiva più credibile per il futuro del nostro territorio, grazie anche alle ingenti risorse e agli strumenti assicurati dalla Regione Toscana e dalla legge Delrio. Per raggiungere un risultato positivo, occorre coinvolgere tutte le amministrazioni: il nuovo assetto sarà in grado di funzionare soltanto se sarà “largo”.

Significa che tutti gli undici i Comuni della Valdinievole, nessuno escluso, dovranno ragionare come un’entità unica sulle questioni più rilevanti e strategiche, dedicando all’Unione il personale più qualificato, preparato e motivato. Non deve sembrare, non è e non può essere descritto come un sacrificio o come un “passo indietro”, ma grande investimento da cui dipende il futuro dei nostri figli e del nostro territorio.

Allo stesso tempo, non possiamo sottrarci ad una seria riflessione sulle fusioni. La storia recente insegna che territori oggi divisi hanno condiviso storie comuni: Buggiano e Ponte Buggianese, Chiesina Uzzanese e Uzzano, in montagna Abetone e Cutigliano, solo per fare alcuni esempi. Le esperienze di successo nel campo del riordino istituzionale si possono riassumere con il titolo: “fusioni strette, unioni larghe”.

Tuttavia, non esiste una ricetta applicabile a tutte le realtà, occorre un ampio coinvolgimento della base, un processo partecipativo vero capace di stimolare anche i cittadini più pigri e disillusi. I sindaci devono metterci la faccia assumendosi l’onore e l’onore di guidare il processo, con la consapevolezza che insieme, non da soli, si migliorano le cose rispetto a come le abbiamo prese in carico.

La Valdinievole riparte soltanto se saprà affrontare le sfide che la attendono in modo unitario. Il raddoppio della linea ferroviaria, il rilancio del Parco di Pinocchio, lo sviluppo del Polo termale e il rafforzamento dei nostri distretti, sono le condizioni da cui ripartire. Il nostro territorio ha risorse straordinarie, ma dobbiamo sfruttarle meglio.

Dobbiamo mettere da parte inutili personalismi e anacronistici campanilismi. Un territorio diviso, inevitabilmente, è un territorio più debole. In questo momento, la Valdinievole può contare su una forte rappresentanza istituzionale: dobbiamo dimostrare di poter cogliere le straordinarie occasioni di crescita che la nostra Valdinievole, terra di cultura, di arte, di artigianato e di impresa, è in grado di offrire. Su questo terreno si misurerà la nostra capacità di incidere e di vincere le sfide dei prossimi anni.

[comunicato on. fanucci]

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3 thoughts on “FANUCCI: «UNIONE E FUSIONE DEI COMUNI PER IL RILANCIO DEL TERRITORIO»

  1. Ecco…dopo la bella notizia della laing, ci tocca sto polpettone istituzionale da digerire. Il Fanucci ha le idee confuse, come capita a chi la lezione non l’ha ancora mandata bene a memoria. Prima ci dice che le provincie sono abolite, poi ci dice che esse hanno il compito di “aggregare le singole realtà”. Ci dice giustamente che le centrali d’acquisto vanno unificate, e siamo d’accordo. Poi però ci parla di unificare i Comuni…non quelli da 100 persone ma anche grossi comuni: ovvero il Fanucci ci dice che dobbiamo subire nuovi tagli dei servizi….immaginatevi chi vive a Cutigliano e deve andare all’ Abetone o viceversa per l’anagrafe, e i servizi vari offerti dal Comune. Io invece propongo al sig.Fanucci di farsi portatore di un’istanza che preveda:
    – abolizione dei vitalizi e adeguamento del tarttamento pensionistico loro a quello di tutti gli iatliani
    – abolizione del senato
    – dimezzamento del numero dei parlamentari
    – privatizzazione di tutte le partecipate (e uscita dalle scatole di tutti i politici trombati che vi siedono belli comodi)
    – abolizione dei rimborsi spese per i politici da sostituire con una quota fissa pari al 10% del loro stipendio
    Che ne dice ? Li facciamo insieme questi sacrifici? …vabbè…tanto tra un anno ci pensa la Merkel.
    PS. ha chiamato la Laing per congratularsi?….immagino senz’altro di si…

    1. ma quello che + bello parla di unione di comuni, ma lui sa che se fai la fusione non sei obbligato a stare nell’unione dei comuni?
      continuano a parlare senza dare e ne far vedere dove sono questi risparmi…………….
      la gente oggi vuol vedere i numeri non le chiacchiere
      alle ex provincie che sono abolite per modo di dire che risparmio hanno dato visto che i dipendenti vengono trasferiti nei comuni e nella regione?
      il risparmio nella fusione dei comuni e mi riferisco a quelli montani non c’è, fateci vedere dove viene risparmiato e quanto………….i contributi che aleggiano sono per i primi cinque anni e poi? comunoni falliti in partenza dovrebbe essere l’ora di staccare la spina a questi incapaci e mandarli a casa, un esempio lampante il comune di Abetone si è mantenuta la raccolta della spazzatura la gestione dell’acquedotto e ha abbassato la pressione fiscale, la maggior pressione fiscale che i residenti subiscono è quella dello stato, infatti il sindaco Danti dice sempre io faccio l’esattore dello stato……………….credo che essere governati così sia una corsa contro lo sfascio più completo
      Giorgio Fabbri consigliere comunale di Abetone

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