fatti & misfatti. USL, TEMPI DURI PER l’ARRIVO DEL PROCURATORE CAPO TOMMASO COLETTA?

Ne emergeranno contraddizioni nella gestione delle ramificazioni Asl di Pistoia? Breve analisi delle condizioni economiche dei dirigenti
Il Dg Paolo Morello Marchese lo sa di avere un rapporto dirigenti/dipendenti di 1/3?

FIRENZE-PISTOIA.  La nomina del Procuratore Capo della Repubblica di Pistoia è stata finalmente decisa.

Si tratta del dottor Tommaso Coletta, noto alle cronache giudiziarie per aver condotto le indagini – quale pubblico ministero a Firenze – sulla vicenda che ha visto rinviati a giudizio un centinaio di tecnici dell’Asl Toscana Centro: i reati contestati sono tre e pesanti per degli ufficiali di polizia giudiziaria, esattamente falso ideologico e informatico, conditi con truffa aggravata.

La contestazione rilevava sulle procedure di uso del sistema di registrazione di “procedura di qualità” – designato in acronimo come Metis e fornito da un ben remunerato consorzio esterno convenzionato – e che gestisce i dati relativi alle procedure di accertamento dei servizi della prevenzione dell’Usl, tutta.

Il Dott. Renzo Berti a sinistra, direttore del Dip. Prevenzione di Usl Centro (131.000 € nel 2018) e il già dirigente Aldo Fedi, ostile al Comitato dei cittadini di Montale

Noi non vogliamo assumerci alcun merito profetico, ma la nostra mini-inchiesta sulle anomalie dei corsi (ovvero sulle docenze esterne in convenzione dei dipendenti) cade proprio “a fagiolo” alla luce dei fatti che si susseguono; e la nomina del Procuratore Coletta apre vari scenari.

Sulla questione delle “anomalie”, nell’Usl ci sarà ancora da scrivere per mesi e queste sono le nostre domande:

  • La legge che permette ai dipendenti Usl di fare docenze fuori orario sui corsi di formazione in convenzione con le associazioni, è applicata correttamente?
  • In caso affermativo, quanto e come vengono retribuiti tali docenti?
  • Quanto guadagna di stipendio base al mese, ovvero senza l’emolumento dei corsi, un dipendente come il noto “tecnico bi-fronte” Fabrizio Nerozzi?
  • È giustificato il compenso dello stipendio base annuale di un dirigente come la ditt.ssa Paola Picciolli (oltre 92.000 euro nel 2018) o il dirigente Spill pratese  Luigi Mauro?

    Il dirigente Usl 3 Dott.ssa Paola Picciolli  prende 107.000 €, ma non parla e non gradisce visite dei Comitati
  • Qual è il rapporto numerico tra i tecnici e i dirigenti impegnati in queste attività di servizio?
    Sembra infatti che ogni 3 dipendenti ci sia un dirigente, a parte il caso clamoroso dell’addetto stampa che dirigeva se stessa e per questo veniva pagata con una apposita indennità.
  • Cosa fanno esattamente per la “salute della popolazione e la tutela ambientale del territorio”? (indimenticabile la disponibilità negata dal fu dirigente di Asl 4 Aldo Fedi)
  • Un dirigente del servizio di epidemiologia dell’Usl (specificamente Francesco Cipriani, con 107.000 euro nel 2018) deve guadagnare così tanto solo per rassicurare la cittadinanza con un ripetuto tutto va ben, Madama la Marchesa?
  • Insomma, quanto viene a costare una gestione così ramificata di “retribuzioni extra” a fronte di servizi che, permetteteci di osservare sommessamente, sono poco efficaci in termini di prevenzione della salute e tutela dell’ambiente, viste le negligenze emerse in questi ultimi giorni?
  • La pervasività della politica (cioè del Partito Dominante) nelle assegnazioni degli incarichi, quanto pesa e come è collegata ai numerosi dirigenti che tutto indirizzano e decidono?
  • Cosa ne dicono di tutto questo la rinnovata Procura della Repubblica di Pistoia e la Corte dei Conti della Toscana?
L’epidemiologo Francesco Cipriani: 107.000 euro annui

Noi, abbiamo fatto una rapida consultazione dei dati pubblicati sul sito istituzionale dell’Usl Centro (…è la Trasparenza, bellezza!) e abbiamo trovato non poche incongruenze e numerose sorprese, a partire dalla moltitudine dei dirigenti, profumatamente pagati.

È possibile che un funzionario di un ente comunale percepisca un reddito mensile di circa 2.000 euro per la posizione organizzativa, mentre un analogo dirigente dell’Usl (eminentemente “burocratizzato”) venga equiparato a un medico chirurgo primario di corsia – questo grazie alla ex Min(e)stra Rosy Bindi! – e percepisca un reddito di almeno il doppio, anzi più del doppio, visto che un apicale come Renzo Berti, prende anche il triplo (infatti circa 131.000 euro a listino di Usl).

A queste e altre domande, potrebbe risponderci il solerte ufficio stampa della collega Daniela Ponticelli o dobbiamo fare una formale richiesta indirizzata al Dg Paolo Morello Marchese?

La missiva è indirizzata alla stampa, ma i giornali strutturati non si pongono domande: tutto scorre….

La missiva anonima spedita alla stampa locale – che ha dato impulso alla nostra inchiesta – sembra davvero coordinata e tempestiva con le dinamiche e la congiuntura territoriale (anche se al momento è stata pubblicata solo da questo quotidiano): essa avrebbe portato alla luce solo la “punta di un iceberg” o qualcuno può spiegare meglio e chiaro come stanno le cose?

Infine, ai tanti dirigenti che si sentono “sotto la lente di ingrandimento” chiediamo di fare una replica con eventuale richieste di spiegazione o rettifica se lo ritengono utile: non vadano a intasare la Procura della Repubblica con delle ridicole querele che più giustamente dovrebbero essere destinate al cestino dai successivi gradi di giudizio.

Ve lo dobbiamo dire noi, visto che gli Avvocati sembrano non saperlo?

Alessandro Romiti
[alessandroromiti@linealibera.info]


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