fdi-serravalle. TEMPI DURI PER I VAMPIRI

«È il muro intorno a Lunardi che è di cartone: e non potrà reggere nessun urto, vista la sua composizione consiliare indebolita da transfughi e trasformisti»
5/7 voti di differenza non fermeranno i tartari all’assalto di Serravalle

SERRAVALLE-CASALGUIDI. Mentre si apre il terreno sotto i piedi alle masse di unni affamati che abitano i palazzi romani, anche la periferia non passa momenti rosei.

E traballa pure il potere di chi, dal centrodestra, crede di aver conquistato poltroneèsofà con appena 5/7 voti di differenza (come suggeriva l’architetto Agostini). Tutti artigiani della qualità che non tengono per niente conto del fatto che difficile è salire la china quanto è facile, poi, ruzzolare di sotto in un attimo.

La posizione del Comune di Serravalle, in mano a un sindaco come Lunardi, che regge molto bene la funzione di barbecue o di tagliaerba, ma un po’ meno la previsione di un progetto che oltrepassi il quinquennio, mentre lui stesso è sotto una palma spelacchiata – come il classico naufrago –, su una caccola di isola circondata da squali alla riscossa; la posizione del Comune di Serravalle, dicevo, è precaria come l’ultimo dente ballerino di una ultranovantenne sdentata della Cina che può masticare solo una pappa di riso.

È il muro intorno a Lunardi che è di cartone: e non potrà reggere nessun urto, vista la sua composizione consiliare indebolita da transfughi e trasformisti.

Stefano Agostini

FdI, che forse vorrebbe rinforzarsi e mostrare una muscolatura un po’ rinforzata da qualche potente steroide, può contare su un solo consigliere (pur avendo, in campagna elettorale, portato la croce intera come il cireneo), Patrizia La Pietra, sorella del senatore.

Il secondo, l’architetto Stefano Agostini, entrato come civico, poi passato a Forza Italia e infine transitato a FdI, ma dopo un anno circa di vicinanza (si dice) ai 5 Stelle, sarà in grado di aiutare a reggere robustamente l’urto dei tartari (Mochi & C.) in pressione alla torre di Castruccio?

Onestamente è più facile nutrire qualche sano dubbio e credere che la gatta da pelare potrà, alla fine, levare il pelo (se non tutto, parecchio) al commissario Lucio Avvanzo e al Sen. La Pietra, in queste ore convulse impegnato a patire il caldo romano.

Che altro dire? Me la vedo brutta, disse la marchesa camminando sugli specchi…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Attenti agli uomini per tutte le stagioni


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