fdi serravalle. ULTIMO ATTO: I FRATELLI DEL GRUPPO CONSILIARE HANNO CHIESTO UNA TESTA AL SENATORE?

Secondo la legge per cui solo quello che non si fa non si sa, i tre campioni di FdI serravallino sembra che, di recente, si siano rivolti al La Pietra e gli abbiano chiesto la decapitazione della portavoce o… si dimetteranno

Resta solo un grosso dubbio di fondo: che differenza ci sarà se loro restano o se ne vanno via? Non si noteranno cambiamenti, visto che finora non sembra che abbiamo svoltolato lo jasna gora (nelle lingue slave è il Monte Sacro, in ricordo del Calvario) di Serravalle…

 

NON SAREMO PIÙ “FRATELLI”

SE NON TRONCHI LA BARDELLI!


 

Elena Bardelli, Fdi. Vogliono la testa della portavoce di Serravalle?

 

DICEVA una mia allieva – assai rompicorbelli, ma intelligente assai – «Se io dico che c’ho male sotto il piede destro e che a poggiarlo in terra mi fa male, vuol dire che c’ho male e non sento bene quando cammino! Non mi vogliono stare a sentire, in casa…».

Sono un paio d’anni che sto parlando di FdI-Serravalle con il famoso problema filosofico (i problemi, diceva, Carlo Lapucci, non possono essere risolti o altrimenti non sono più problemi…), con il famoso problema filosofico Elena Bardelli in combinato disposto con il caso Piero Lunardi, un civico e non un lapietrano come il senatore vorrebbe far credere e costringere ad essere.

Serravalle è ingestibile: e la cosa è presto detta. Il territorio non è un orto di FdI (anche se la Bardelli si tira dietro un 44 iscritti in fila per tre col resto di due), primo perché Piero salì al trono, sì, con l’appoggio del senatore, ma da libero e non da difensore o da attaccante; secondo perché dei tre consiglieri, che hanno dato vita al gruppo FdI – che peraltro ha rotto i corbelli e non poco al Lunardi –, non ce n’è realmente uno di FdI. E ve lo spiego sùbito.

La Patrizio-sòresa, anche lei Patrizia, al femminile, è lì a puntellare e sorvegliare Piero in nome e per conto del suo “fratello sole”. È convinta di FdI quanto il figlio della Querci lo è di Salvini. Ieri sembra infatti che l’epigono della Simona fosse tra i 12 contestatori 12 con i cartelli in mano contro il fascio-leghista in Piazza Duomo. La Patrizia, infatti, non è la prima volta che dice gentilmente a Patrizio che lei fa come vuole. Detto tra noi: è più amica di Piero che del fratello… E qui mi fermo.

Stefano Agostini, a occhio, appartiene alla «politica fluida». Dalle radici da cui è partito, non è facile poter credere che abbia maturato, in ultimo, un amore infinito per la Giorgia Meloni, che io sinceramente apprezzo, ma che non voterò per un semplicissimo motivo: non si rende conto di quello che accade in periferia. Lo so che non è colpa sua, ma è anche colpa sua. Chi capisce, capisce; e chi non capisce, pazienza – vuol dire che capisce poco, vero Senatore?

Il terzo incomodo del gruppo, il Matteo Giovannoni – che è stato unto capogruppo per autoesclusione degli altri due, ma che sùbito dopo è cascato direttamente nella sabbia di fiume e gli si sono ingrippati gli ingranaggi (ha mai preso la parola, neppure per l’insediamento? No) – , sta lì – direbbe il Machiavelli – come uno zugo a piuòlo, lo zugo è una specie di cannolo fritto, «a piuòlo» significa «messo lì come piantatao in terra e via». Una volta certi personaggi in campagna venivano gratificati con l’appellativo di tècco (= muto, preso e messo lì) a Pistoia, più comprensibilmente, minchione (senza offesa, sia chiaro).

Una specie di zugo a piuòlo

Secondo la legge per cui solo quello che non si fa non si sa, i tre campioni di FdI serravallino sembra che, di recente, si siano rivolti al senatore e gli abbiano chiesto la testa dell’Elena Bardelli o… si dimetteranno.

Resta solo un grosso dubbio di fondo: che differenza ci sarà se loro restano o se ne vanno via? Personalmente non credo che si noteranno cambiamenti, visto che finora non sembra che abbiamo svoltolato lo jasna gora (nelle lingue slave è il Monte Sacro, in ricordo del Calvario) di Serravalle: che pure tutti i giorni trema e fa crepare la casina della Deborah Del Cortona (ma a lei che gliene frega? Gliela rifà Rfi, la rete ferroviaria [sdrucita] italiana).

Diceva, a fine scenetta, Edoardo Romano dei Tretré: «Ammé… m’apàre ’na strunzata…!».

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Articolo 21 a Serravalle

Castruccio Castracani

 

Dove stava Castruccio Castracani
Trema la terra e fa tremar le case:
s’ingrossano le crepe dentro i vani,
cascan gli émbrici giù dalle cimase.
I pericoli, ahimè, non son lontani,
ma siamo solo nella prima fase.
Trapanando ognidì, col suon d’un rutto
spaventoso, di botto andrà giù tutto!

[Ottava in onor di Rete Ferroviaria Italiana]


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