fedeli servitori. TUTTA QUESTA SINISTRA CHE FA VENIRE LA GASTRITE…

La Piana Pistoiese è un triste esempio di come hanno lavorato i progressisti per occuparsi del bene comune e dei cittadini. Dirigenti e funzionari che tengono in ostaggio gli amministratori o che non controllano o che fanno finta di non vedere quel che accade
Pubblica Amministrazione Privata

ERANO DUE FRATELLI E UN CUGINO
E OGNUNO TIRAVA L’ACQUA AL SUO MULINO


Filosofia spicciola

 

Si ritiene che la criminalità organizzata sia imbattibile e che quindi sia necessario riservarle misure eccezionali. Pertanto per essa va bene persino la tortura sistematica. Il ragionamento non sta in piedi. Allo Stato è vietato di comportarsi da squallido aguzzino. Se la mafia è invincibile va capito il perché. Ed è presto detto quale sia: è più efficiente delle istituzioni slabbrate che ci siamo dati. È difficile sconfiggere la ‘ndrangheta allorché questa funziona meglio degli apparati pubblici.

Vittorio Feltri


MONT-ANA. Prendo spunto da due o tre fatti di questi ultimi tempi per tornare su un tema a me caro: l’organizzazione comunistica di uno stato (di merda) come il nostro; quello che fu un paese uscito come uno straccione pezzente morto di fame dall’unificazione d’Italia (e mai invenzione fu più nefasta di questa) e che fu consegnato in mano alla commistione distruttiva di un progetto genetico mostruoso: la fusione, come va va, della burocrazia pseudo-francese dei Savoiardi di Torino con la «pastiera napoletana», visto che l’idea oggi dominante nella burocrazia è quella, appunto, non dei siculi della nobiltà dei Salina, ma dei post-borbonici ferdinandèi, attualmente infiltrati in tutto il tessuto burocratico e nelle sue più capillari propaggini.

Quelli che un tempo erano i «cafoni» (= i contadini poveri del regno peninsulare delle Due Sicilie, la Campania), oggi si sono moltiplicati e trasformati (stile Di Maio & C.?) in «fedeli servitori» – ma, come dicevo sopra, di uno stato (di merda) in mano ai progressisti.

Antonio Gramsci, uno dei tradìti dai neo-compagni

Ed ecco alcune considerazioni da cui discende questo mio distruttivo giudizio che – stando a Gramsci, che non poteva tollerare il Manzoni perché era troppo catto-buonista con la sua storiellina di “e vissero tutti felici e contenti” – è l’unico vero bollino di qualità da dare sulla realtà che viviamo.

Ad Agliana questi «fedeli servitori» – non della repubblica, ma dello stato creato ad hoc dalla sinistra vetero-inveterata in oltre settant’anni di prelievi ematici del sangue popolare – si presentano con una elefantiasi epidermica che al confronto la cotenna di maiale sembra essere un velo di cipolla non più alto di un micron (= un millesimo di millimetro).

I cittadini della Piana-Centro possono contare su strutture di uffici comunali, ad esempio, che nella migliore delle ipotesi rispondono al telefono solo dopo il quinto o sesto squillo, mentre fino a quel momento nessuno alza la cornetta per non affaticare il braccio e, soprattutto, per dissuadere il cittadino dal rompere i coglioni; e nella peggiore delle ipotesi (e per non fare nomi: segreteria della Fata Smemorina, ufficio personale, ufficio segreteria e affari generali) non si vergognano di dire agli assessori e ai consiglieri che “certe pratiche non sono visibili per motivi di privacy”.

L’unica assurdità simile che mi viene in mente, è l’episodio in cui l’amministratrice del mio condominio del mare, dinanzi alla mia pressante richiesta di vedere la fattura di un lavoro di manutenzione straordinaria su cui avevo fortissimi dubbi e sospetti, mi rispose che non me la avrebbe mai mostrata perché c’era di mezzo la privacy! Le avessi chiesto di togliersi le mutande, forse la sua risposta sarebbe stata giusta e perfino fin troppo educata. Ma le avevo chiesto di darmi il mio, minchia!

Sì, dico: citò la «prìvasi», ma del cervello microcefalico di questi «fedeli servitori» non delle istituzioni, bensì degli interessi del Partito Dominante (dal Pci alle 4 o 5 sinistre di oggi, il tessuto neurale è lo stesso: 1 e 1 solo neurone, senza inter-connessioni).

Emiliano o pugliese?

Se aveva iniziato Togliatti a rimpolpare la magistratura (poi si sono visti e si stanno vedendo gli effetti), ci hanno poi pensato i politici con le Regioni e tutti gli altri enti e agenzie (?) a finanziare illecitamente i partiti con le «puppatorie istituzionali»: mentre infarcivano, con voti di scambio (alla Emiliano? Si può dire?), i posti pubblici nella pubblica [dis]amministrazione, trasformandola in P[rivata] A[mministrazione] quando non in PD vero e proprio.

La stoccata finale la dette un distinto signore di nome Bassanini che regalò quattrini a pioggia a «fedeli servitori» non del bene comune, ma del suo partito e dei loro propri interessi privati.

Così, oggi, dipendenti e funzionari del Comune di Agliana, dopo aver preso possesso delle scrivanie, boicottano l’azione amministrativa negando documenti che sono come la mia fattura del condominio del mare: comunque dovuti agli amministratori di turno pro tempore.

La segretaria D’Amico si è rifiutata di rispondere sulle questioni che coinvolgono Comune e Corte dei Conti e non solo (privacy: ribórda! Chi deve proteggere?); le sue due ancelle fedeli (Bellini & Santoro), in questo momento incazzatissime per certi piccoli guai che vengono loro contestati, hanno finto di dimenticare (perfino l’ultimo bilancio del Mangoni, se ricordate) o di inviare alla Corte dei Conti – per completezza di informazione – la registrazione o la sbobinatura del dibattito del consiglio comunale del 1° luglio).

E allora ci chiediamo: perché pagare un segretario comunale più di 120mila euro all’anno, se è lui il vero «padrone del baccellaio» e lavora più per sé che per la collettività come dovrebbe? E perché sprecare i quattrini delle posizioni organizzative, se non servono a organizzare davvero, ma solo dare qualche palata di euro in più ai «fedeli servitori» non della Pubblica ma della Privata Amministrazione?

L’ex Segretaria Donatella D’Amico

Tutta questa gente ha fatto della privacy il proprio strumento per guidare, di fatto senza patente, la locomotiva dei soldi e, quando vengono gentilmente messi alla porta come la segretaria D’Amico, il Partito ne ricorDa i meriti e, con stile staliniano, manda in Siberia o è riconoscente a chi ha servito il PaDrone e lo ricolloca con tanto di medaglia, squilli di tromba e rulli di tamburo – magari a San Marcello-Piteglio a continuare a tirare le famose «quattro paghe per il lesso», garantendo ancora i 120mila e passa euro all’anno, mentre il montanino normale dell’Inps, cioè il popolo, tira semplicemente 510 € di pensione al mese, quanto un immigrato clandestino ne prenderebbe più di mille, se almeno la metà non andassero in tasca alle Coop catto-com che vivono di zeccaggio (= ciucciamento di sangue popolare) e di porte-aperte.

Sul versante del Mont, la famosa terra del sindaco Betti – quello che alla fine sarà insignito dell’onorificenza di «padre della patria» perché non ha mai aperto bocca e ha cercato di nascondere anche il sole di mezzogiorno affermando che non è suo compito vederlo e parlarne –, sul versante del Mont mi si collega per analogia l’immagine del vigile urbano di Pieve a Nievole che, da anni (a quanto si dice) faceva rifornimento di benzina, per la sua macchina e per quella della compagna (sbaglio?), pagando con una carta del Comune della Gilda Diolaiuti – e mai cognome fu più appropriato per un sindaco rispetto a certi suoi dipendenti, anche ex-segretari (dicono) del Pd locale!

La comandante Paola Nanni non se n’era accorta?

Direte: che cazzo c’entra Pieve a Nievole con il Mont di Ferdinando Betti? E io, che purtroppo non ho un solo neurone come i Pd e i «compagni G», rispondo senza tanta fatica: ditemi voi, «servitori fedeli» di non si sa chi, che cazzo faceva il comandante dei vigili così caro al Betti, la dottoressa Paola Nanni, quando metteva sugli attenti i vigili di Pieve a Nievole.

Come ha potuto, la Nanni, non accorgersi del fatto che una macchina delle sue (sempre la stessa?) spendeva troppo in benzina? E quando metteva la firma sui report, la dottoressa Nanni non ha mai controllato, neppure una volta, neppure con un colpo d’occhio fugace, le cifre che stava avallando e che gravavano sul groppone non dei funzionari di partito, ma dei lavoratori e dei pensionati sociali dell’Inps residenti in quel Comune?

Ora le correlazioni sono più chiare anche a chi, come certi «stretti dei Dardanelli», stanno a sinistra ma senza sapere perché o solo perché sono “mononeuronici”?

Alberto Guercini al Consiglio del 1° luglio 2019

Non ci siamo, cari compagni! Non può funzionare così. Non basta venire al lavoro con l’Unità (fin quando c’era…) sotto il braccio! O tenere, come qualcuno a Pistoia, la sacra icona di Togliatti sulla propria scrivania.

Come non ci siamo quando, ad Agliana, scoppiano scandali di decine di migliaia di euro dati «a cazzo del cane» (così diceva una mia squinternata ma simpatica allieva ungherese all’università di Perugia) a Pane e Rose, la cooperativa del cuore della Luisa Tonioni: realtà di pubblico dominio, denunciata e provata da documenti pubblici dinanzi ai quali sia l’onestà del criptocomunista grillino Massimo Bartoli, che la melensa pinguedine di Alberto Guercini se la pigliano comoda e fanno finta di non vedere – perché il problema è, in entrambi i casi, stare dalla parte della Parte Dominante. E lo stesso valga per le colazioni nella buvette del Comune di Betti.

E il popolo? «Fanculo ai poveri!» risponde il senato romano in La pazza storia del mondo di Mel Brooks.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Diritto di critica
Nessun dorma (a cominciare dalla Procura)


Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email