federfuni. CAMBIARE I CRITERI DI RIPARTIZIONE DEI FONDI

Occorre Una modifica sostanziale che porti alla Toscana, alle Regioni appenniniche ed alle Regioni a statuto ordinario i fondi necessari per indennizzare adeguatamente le società degli impianti, le aziende dell’indotto ed i Maestri di sci che svolgono la loro attività in questi territori. Dobbiamo passare da 3/4 Milioni di euro sui 700 Milioni previsti ad un importo che rappresenti oltre 30 milioni di euro in modo che si possa dare una svolta all’economia della montagna ormai rivolta verso un inevitabile fallimento

Abetone

MONTAGNA. Federfuni Italia ha partecipato con considerazioni e proposte puntuali, e numeri dettagliati, alla riunione della Commissione aree interne, per avviare un processo di condivisione con la Giunta Regionale e con il Consiglio Regionale della Toscana, utilizzando quindi l’audizione concessa giovedì scorso alla presenza dell’Assessore Marras che a causa di un impegno istituzionale non ha potuto ascoltare la nostra relazione.

Ci aspettavamo vista l’importanza delle argomentazioni che abbiamo portato e dei conseguenti impatti che avrebbero sulla portata delle risorse che la Toscana potrebbe ottenere dal Governo a seguito di una equa ripartizione dei fondi concessi alla montagna all’interno del Decreto Sostegni ed in particolare dell’Art. 2, che istituisce un fondo di 700 Milioni per la Montagna, una convocazione straordinaria da parte dell’Assessore per ascoltare direttamente la nostra relazione ed i numeri a supporto che potevano essergli utili nel corso del dibattito all’interno della Conferenza delle Regioni.

Ci sembra di rivivere quanto accaduto nel percorso invernale quando non siamo mai riusciti a creare un collegamento che poteva essere utile per sostenere con determinazione la necessità della apertura degli impianti da noi più volte avanzata, anche in questo caso da soli viste le continue perplessità espresse da altri.

Comunque crediamo che sia utile per l’economia della nostra montagna evidenziare quali sono i motivi per cui crediamo fermamente che i criteri adottati, speriamo in via provvisoria, dal Governo per la ripartizione dei fondi siano fortemente iniqui e penalizzanti per le regioni a Statuto Ordinario ed in modo particolare per l’Appennino.

Il criterio scelto per la suddivisione dei fondi attualmente operativo è il numero delle presenze turistiche certificate che naturalmente premia quei territori che hanno un numero maggiore di alberghi e quindi nello specifico il Trentino Alto Adige che nel panorama Italiano fa più pernottamenti dell’intera Toscana e anche dell’intera Emilia Romagna nonostante siano due regioni che possono offrire attrazioni turistiche differenziate (Versilia, Riviera Romagnola, Isola d’Elba e costa della Bassa Toscana, Campagna, Città d’Arte, Enogastronomia ecc.).

Già questo dato può far comprendere come sia un criterio difficilmente equo e infatti per le presenze nelle località montane le regioni o province autonome possono raggiungere anche l’80% mentre la Toscana rappresenta lo 0,40% e l’Emilia lo 0,60%. Come primo calcolo visto il mancato riferimento puntuale alla stagione invernale, è fatto sulle presenze annuali.

Se anche come qualcuno prospetta, tra questi Anef, il criterio dovesse essere il fatturato le Regioni e Province autonome avrebbero lo stesso una percentuale di circa il 65% mentre la Toscana avrebbe circa lo 0,70 e l’Emilia lo 0,90%.

Anche questo sarebbe un dato penalizzante per le nostre stazioni sciistiche nel suo complesso perché i benefici di questo fondo avrebbero una ricaduta importante anche per le attività che vendono Beni e Servizi al Pubblico ed i Maestri di Sci.

Ad oggi la Toscana quindi avrebbe un contributo dallo Stato da ripartire tra le stazioni sciistiche di 2.800.000,00 euro circa sulle presenze con ricadute secondo lo schema attuale di 1.960.000,00 euro sugli impianti e di 840.000,00 euro sulle attività dell’indotto e i Maestri di Sci, se la ripartizione fosse invece sul fatturato il contributo totale potrebbe salire a 4.900.000,00 di cui 3.430.000,00 euro agli impianti e 1.470.000,00 euro per le attività e i maestri di sci.

Doganaccia, piste da sci

Numeri senz’altro importanti ma non sufficienti a indennizzare 2 stagioni condizionate dall’effetto pandemia, al contrario delle regioni del Nord che hanno avuto nel 2019/2020 la loro stagione migliore.

Noi invece crediamo che tale ripartizione possa portare in Toscana una cifra vicina ai 30.000.000,00 di euro con 21.000.000,00 per sostenere e rilanciare il settore degli impianti a fune e 9.00.000,00 di euro per le altre attività ed i maestri di Sci. Intervento che di natura straordinaria e quindi sul quale è necessario che vi sia un confronto determinato tra le diverse istituzioni a livello nazionale.

Quindi di fronte invece alla possibilità, con questi numeri alla mano e con la considerazione che già nel 1999 lo Stato aveva emanato una Legge, la 140/99 Art. 8, che considerava meritevoli di un forte sostegno le società impiantistiche esercenti la loro attività nelle Regioni Ordinarie crediamo che le nostre parole ed i numeri che avevamo illustrato potessero avere maggiore considerazione.

Abbiamo chiesto in quella sede di sostenere Federfuni Italia in questa rivendicazione, visto che Anef sta seguendo un altra strada, affinché la Toscana, e attraverso una alleanza con le altre regioni appenniniche, anche tutte le stazioni ricadenti su questa catena montuosa potessero avere maggiori risorse a loro disposizione per arginare una pericolosa deriva che sta avvicinando la filiera economica del nostro settore verso una crisi irreversibile.

Evidentemente neanche le parole dei Sindaci di Abetone, Abbadia San salvatore, Careggine e Castiglione Garfagnana e gli interventi dei componenti la Commissione Ceccarelli Vincenzo, capogruppo del Pd in Consiglio Regionale, Mario Puppa Consigliere del Pd, Silvia Noferi del Movimento 5 Stelle, Luciana Bartolini della Lega, Alessandro Capecchi e Diego Petrucci di Fratelli D’Italia che hanno condiviso le nostre preoccupazioni e le nostre rivendicazioni, hanno convinto il Presidente Niccolai e l’Assessore Marras ad un ulteriore confronto, visto che i tempi sono brevissimi, con la nostra Associazione che ha portato numeri ed idee a sostegno di una maggiore consistenza di milioni di euro da distribuire tra la filiera economica della Montagna Toscana come indennizzo per le due stagioni perse.

Fondi nazionali che potrebbero contribuire insieme ad una piccola parte degli ulteriori 8.600.000,00 euro arrivati sempre dal Governo in Toscana, fonte di una ripartizione a cui non hanno partecipato le Regioni e province autonome, e che quindi non avrebbe ulteriormente aggravato il Bilancio e le risorse dirette della Regione.

La funivia della Doganaccia

Come Federfuni Italia abbiamo quindi rappresentato una necessità importante per la nostra filiera economica in generale che riteniamo possa portare importanti risorse da distribuire ad aziende che rischiano il fallimento, a delle Comunità che rischiano un serio tracollo economico-sociale ed un territorio che rischia lo spopolamento.

Tutto questo in completa armonia e condivisione con le Amministrazioni comunali che devono anch’esse confrontarsi con questa realtà.

Continueremo come abbiamo fatto in questi giorni a confrontarsi con le Istituzioni nazionali e con i Gruppi parlamentari che hanno dimostrato in questi mesi ed in questa ultima settimana di condividere le nostre preoccupazioni e le nostre rivendicazioni ringraziando fin da subito coloro che si stanno impegnando per dare le giuste motivazioni al Governo, ed in particolare ai Ministri Garavaglia e Gelmini, che ringraziamo per aver messo a disposizione un provvedimento epocale per le Montagne Italiane.

È un percorso pieno di difficoltà e che avremmo preferito percorrere insieme ad altri ma non possiamo e non vogliamo interromperlo per il senso di responsabilità che abbiamo nei confronti delle aziende dei territori ordinari, dei dipendenti che hanno dovuto subire come noi le ripercussioni economiche di una pandemia che ha sconvolto il nostro vivere e del territorio a cui siamo particolarmente legati.

Siamo fiduciosi in una immediata presa di coscienza di quanto abbiamo rappresentato da parte del Presidente Giani e dell’Assessore al turismo Marras in modo che possano avere in mano numeri e dati del nostro settore che gli consentano di condividere insieme a noi un dibattito che potrebbe essere veramente importante per l’economia di tutta la Montagna Toscana.

Federfuni Italia

FEDERFUNI TOSCANA

Andrea Formento

Chiede alla Regione di sostenere con forza e determinazione le rivendicazioni economiche della Montagna Toscana rispetto ad una ripartizione, provvisoria, delle risorse destinate alla Montagna Italiana. I Sindaci e le Amministrazioni Comunali sono già al fianco della nostra categoria e delle aziende montane.

Rileva il mancato interesse della stessa Regione alle motivazioni portate a sostegno di queste considerazioni, Amministrazione Regionale che non ha aperto un dialogo con la nostra Associazione neanche in merito alla richiesta di apertura degli impianti durante la stagione invernale.

Chiede quindi un cambio di passo, un confronto diretto ed unilaterale essendo l’unica Associazione che sta sostenendo, insieme a forze parlamentari di Governo e di Opposizione, un deciso cambio di criteri di ripartizione dei 700.000.000,00 euro messi a disposizione dal Governo con un provvedimento storico quasi epocale per l’importo e per la destinazione specifica ad un territorio spesso ignorato.

Una modifica sostanziale che porti alla Toscana, alle Regioni appenniniche ed alle Regioni a statuto ordinario i fondi necessari per indennizzare adeguatamente le società degli impianti, le aziende dell’indotto ed i Maestri di sci che svolgono la loro attività in questi territori. Dobbiamo passare da 3/4 Milioni di euro sui 700 milioni previsti ad un importo che rappresenti oltre 30 milioni di euro in modo che si possa dare una svolta all’economia della montagna ormai rivolta verso un inevitabile fallimento.

Con queste risorse, e parliamo quindi di decine di migliaia di euro per ogni attività, anche l’intero tessuto economico fatto di piccole aziende potrebbe trovare una giusta ed equa risposta con indennizzi che a causa dei precedenti criteri, confronto tra mese di aprile 2020 e aprile 2019, non sono mai praticamente arrivati alle aziende di montagna.

Federfuni Toscana

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