ferrovie. TRENI DA TERZO MONDO E PERICOLOSI?

Pendolari alla stazione di Pistoia
Pendolari alla stazione di Pistoia

PISTOIA. Un lettore ci scrive:

Salve,
mi trovo a scrivevi in quanto vorrei portare alla luce un problema che ritengo essere molto importante, mi riferisco alla sicurezza nei treni.

Sono un pendolare che usufruisce del Treno 6607 con partenza alle ore 07.15 circa da Pistoia per Firenze Santa Maria Novella.

Il treno è composto da nr. 2 treni distinti denominati Jazz e collegati-attaccati assieme, ma di fatto non comunicanti, per cui il passeggero deve decidere se montare nel treno di testa oppure nel treno di coda, senza avere la possibilità una volta a bordo di poter muoversi da l’uno all’altro.

Ebbene oggi (11 agosto – n.d.r.) ho avuto la certezza che quello che pensavo corrisponde a realtà: il capotreno presente nel treno di testa ha affermato che “ha avuto ordine dai sui superiori di Trenitalia di non recarsi nel treno di coda… anzi, un collega che in passato si è permesso di eseguire il proprio lavoro nel treno di coda è stato “cazziato” bene bene.

Ciò sta a significare che tutti i giorni il treno 6607 è in servizio con il treno di coda privo di capotreno, mettendo così in pericolo l’incolumità di tutti i passeggeri presenti all’interno.

Mi domando su quelle che potrebbero essere le conseguenze dovesse accadere qualsiasi cosa come ad esempio un mal funzionamento delle porte, o peggio, un incendio o situazioni di pericolo dovute alla presenza massiccia di immigrati.

La stazione di Pistoia. 2
La stazione di Pistoia

Si vuole forse creare un treno ad hoc per gli oramai innumerevoli extracomunitari (e non solo)  privi di biglietto? Trenitalia ha trovato così la “soluzione” alla dilagante violenza perpetrata ai danni dei capotreno?

Il problema è grave, penso non sia da sottovalutare; se la sicurezza non deve essere un optional in questo Paese stiamo evidentemente sbagliando strada!

Ho ovviamente già provveduto a segnalare il problema mediante l’apertura di un reclamo nel sito di Trenitalia, ma non credo serva a molto… purtroppo.

Spero ovviamente di sbagliarmi, ma ho la sensazione che sia un problema dilagante e che non si esaurisca nel perimetro della regione Toscana. Spero quindi possa servire a far da “leva” verso coloro i quali dovrebbero essere preposti a risolvere questo concreto problema di sicurezza nei trasporti pubblici.

Grazie tante e un saluto.

Lorenzo

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2 thoughts on “ferrovie. TRENI DA TERZO MONDO E PERICOLOSI?

  1. La cosa è indiscutibilmente molto grave per più motivi. Direi che un bell’esposto ad una Procura della Repubblica, magari studiando prima, ma velocemente, la cosa, ad es, a livello di associazioni consumatori od altro, sia da farsi senza stare ancora tanto a discutere. Ho l’impressione che qui ci sarebbe più di un capo d’imputazione da chiamare in causa.
    Mi scuso per il linguaggio giuridicamente e giudiziariamente non correttissimo, ma l’importante è essersi capiti.
    Di conseguenza, dico con chiarezza a Lorenzo: ha fatto bene a fare la segnalazione a Trenitalia, come atto dovuto, ma poi vada oltre, e non da solo.
    Piero Giovannelli

  2. la problematica è più complessa di quella che sembri. Andiamo per ordine.
    Occorre separare gli ambiti.
    la sicurezza delle persone a bordo del treno è appannaggio della polizia feroviaria.
    la sicurezza ferroviaria è appannaggio del “personale di scorta” di Trenitalia
    Detto questo, la riorganizzazione operata dai vettori ferroviari, tutti, ha comportato la condotta treno ad agente unico (Macchinista) e la “scorta treno” da parte del solo Capotreno.
    Quest’ultimo ha anche l’obbligo di intervenire celermente sull’impianto frenante del treno in caso di rischio per la sicurezza della circolazione ferroviaria. Si capisce che il capotreno deve necessariamente avere un accesso rapido alla cabina di guida, tant’è che vi prende posto egli stesso.
    tale fattualità, rende impossibile per il Capotreno di recarsi su carrozze che non abbiano continuità con la caaina di guida (non per niente tutti i nuovi locomotori hanno una sola cabina di guida e comunicano fisicamente con le carrozze).
    Quindi:
    Trenitalia
    > prevede un secondo agente di scorta, cd “conduttore”, da posizionare sul treno di coda (con i maggiori costi di questo, e la vedo difficile in periodo di vacche magre);
    oppure
    > elimina il treno di coda, o comnunque lo tiene “chiuso”, con riduzione della capacità complessiva del convoglio (e i pendolari viaggiano stipati sul treno di testa).
    oppure
    > rimane tutto come è adesso.
    Questi è quello che è successo per quando tutti a criticare FS, dicendo che “privato è bello, pubblico è inefficienza”.
    Oggi che Trenitalia è SpA, e lavora con le regole del “privato” e l’obbligo di risultati di bilancio positivi, si vedono i risutati.

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