feste del kaiser. UN BUON NON-AUGURIO PER IL 2020

«Troppi quattrini in banca e troppi grembiulini a guidare la degna tana di Vanni: troppa gente che puppa e fa solo danni!»
Il cappellaio matto vi augura un buon non-augurio per il 2020

 CHE IL SIGNORE S’ABBIA IN GLORIA
CHI FA IL BENE DELLA STORIA


Il Presidente Mattarella

 

CARI LETTORI che – a dispetto di molti integralisti integrati di sinistra – siete molti, stomacati e attenti a quello che ogni giorno raccontiamo: in questa fine-anno (un anno che a detta di Conte sarebbe stato meraviglioso: e per lui lo è stato) vogliamo fare come il cappellaio matto in Alice: augurarvi un buon non-augurio per il 2020.

Tra poco il non-presidente della repubblica (ricordate bene che Mattarella è stato eletto da un parlamento, a sua volta eletto con una legge elettorale che lui stesso aveva dichiarato illegittima) verrà a sciorinare tutto il suo vaniloquio giuridico-moralistico-etico-retorico-comunistico-democristiano per dirci che dobbiamo essere buoni e bravi per guadagnarci il regno dei cieli di Bergoglio, entità astratta che, a chi sa leggere oltre, identifica lo stato dei PaDroni: Pd+Iv+Leu+5Stelle+più frange varie, tutti amici dell’Europa della Merkel e della depressione economica (e ancor più sociale) creata ad hoc per glebalizzare (D. Fusaro) il mondo globalizzato di Soros e dei 500 ricchi che, pur con tutto l’oro del mondo, non sfuggiranno alla morte.

Conte la sua parte l’ha già fatta, con una faccia – more solito – da amanita phalloides pallini bianchi compresi. Poi tutti andranno in piazza a stappare bocce di spumante, a sbronzarsi e a finire contro un muro o sopra qualche sciagurato passante in una buia via di città. Qualcuno perderà le mani e gli occhi per via delle cipolle napoletane e gatti e cani saranno terrorizzati dalle bombe che scoppiano davvero, mentre gli elettori no dalle bombe sparate dai politici tromboni sfiatati.

E il domani sarà come diceva Giuseppe Perrone, un carissimo compagno d’arme a Orvieto, 90° Fanteria Roma, che ogni sera ci accompagnava con la solita solfa: «Buonanotte! Oggi abbiamo passato una giornata di merda, domani ci attende una giornata più di merda che mai!». Cosa significa la saggezza del popolo, eh?

Anche questa non è male

Domani ci troveremo su un altro pianeta con regole nuove (tasse e/o prescrizioni; denunce e manette agli evasori: ma quali?) e stronzate vecchie di secoli, riassumibili nella famosa canzone di Amici miei: «Chi chiava tromba, chi tromba chiava e chi va in culo si smerda la fava!».

La fava, cari lettori, se la smerdano (ma questo da anni) tutti i poteri e i sub-poteri d’Italia: perché da Tangentopoli ad oggi, non hanno fatto altro che andare in culo al popolo in nome del quale si amministra (secondo me, meglio, «si amminèstra») la giustizia.

E mentre i caporioni d’Italia continuano a far parlare gente come la Fornero, che regalò gratis la disoccupazione a 350mila esodati senza accorgersene, tutti gridano all’accoglienza perché più ne vengono e meglio è.

Mi torna in mente cosa disse il nonno di Ermanno Bolognini a un familiare quando nacquero Ermanno e suo fratello, poi scomparso. Gli fu chiesto: «Che ne pensi di questi due ragazzi?». E lui, contadino saggio e non professore acculturato come fin troppe maestrine della Cgil della scuola di oggi, commentò laconicamente: «Più siamo e più siamo a patire!».

Domani continueremo a pagare più tasse, più cara la benzina e ad avere sempre meno in tasca perché, come dei somari, saremo presi a bastonate da chi fa tutto per il nostro bene: e per questo meglio farebbe il padreterno a donar loro riposo nella felicità divina del paradiso celeste – togliendoceli, ovviamente, dalle scatole.

Domani Pistoia si alzerà più inquieta che mai perché le “sardine” del 4 gennaio sono saltate (in padella: e poi, speriamo, dalla padella nella brace). Domani Pistoia si alzerà infelice perché portano via le statue di Marino Marini di cui non interessa niente a nessuno, anche se per fare la mossa assoldano avvocati col fine di spendere quattrini.

Marino Marini e la sue statue. Via da Pistoia?

Michelucci tagliò la corda; così, credo, anche Marini. Perché, qualunque cosa accada e qualunque sia l’amministrazione cittadina, Pistoia è e resta un sarcofago polveroso e inospitale, gretto e incapace di stare al passo con i tempi.

Troppi i quattrini in banca e troppi i grembiulini a guidare la degna tana di Vanni: troppa gente che puppa e fa solo danni!

Perciò un buon non-augurio a tutti; di cuore (o di Quore, secondo la scuola della Fedeli e ora grillina della preside somara e sistemata).

Riserviamoci il giudizio a dopo. Se il governo cade, sarà una buona annata di Chianti Putto.

Se resiste sarà un’annata di Chianti Puttana.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Libera critica in libero [ancora per poco] stato


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